I taxi volanti di Uber in funzione dal 2023

Dal 2023 Uber prevede di mettere in piena funzione i suoi taxi volanti, gli eVtol (electric Vertical Takeoff and Landing. Si tratta di droni i cui test inizieranno nel 2020.

Le auto volanti in stile “Ritorno al Futuro” sono prossime a solcare i cieli delle nostre città? Probabilmente è presto, forse addirittura un po’ azzardato, dirlo – ma nel futuro dell’automobile, alla
guida autonoma e alla trazione elettrica potrebbe aggiungersi un ulteriore stupefacente tecnologia. Proprio quella del volo. A dirlo, senza confermarlo – è stato Jeff Holden, Chief Product Officer di
casa Uber – che in occasione della conferenza “Elevate” che si è tenuta in quel di Los Angeles – ha esposto quelli che sarebbero i piani del colosso californiano. Per ora si parla di taxi volanti
anche perché – del resto di questo si tratta quando parliamo di Uber.

In ogni caso, a smorzare gli entusiasmi degli appassionati del mitico “doc” Emmet Brown – lo scienziato della saga Anni ’80 di “Ritorno al Futuro” è la stessa Uber. I taxi volanti avranno ben
poco a che fare con la cinematografia di fantascienza e saranno molto più assimilabili a ben più banali droni. Per la precisone parliamo di eVtolelectric Vertical Takeoff and Landing, ndr. Di fatto parliamo di mezzi rigorosamente elettrici capaci di decollare ed atterrare verticalmente. Durante la conferenza, Holden ha fatto notare che una soluzione “volante” potrebbe rivoluzionare il concetto di mobilità del futuro. Basti pensare che in una megalopoli grande come Los Angeles – gli automobilisti trascorrono oltre due settimane l’anno chiusi nell’abitacolo di un’auto. Una
congestione che non crea solo stress nei malcapitati guidatori, ma che è anche causa di inquinamento.

L’idea resta quindi di utilizzare il concetto del “ride sharing”, applicata però in questo caso agli eVtol – così da abbattere il più possibile i costi. Ma la domanda è: tutto vero? A quanto pare sì. Nel
2020 sono infatti previsti i primi test di volo in tre città al mondo: Los Angeles, Dallas e Dubai. Da qui dovrebbero trascorrere almeno altri 3 anni per dar vita alle “prime tratte” nel 2023. Sfruttando quindi una piattaforma creata “ad hoc” (Uber Air Network) – il passeggero di turno potrà – tramite smartphone – indicare la destinazione desiderata ed essere accompagnato da un’auto Uber al più comodo “Skyport – per salire a bordo del drone. Troppo complicato? Forse sì, ma staremo a vedere.

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