Lancia Fulvia la storia del mito campione del mondo nei Rally

Entrata a listino nel 1963 come sostituta della terza serie di Lancia Appia, la Fulvia diventa famosa soprattutto grazie alle numerose vittorie ottenute nei rally nella versione coupè con la Squadra Corse HF nata per il grande lavoro di Cesare Fiorio. Molto famosa e ricercata oggi come auto d’epoca è appunto la versione coupé protagonista come modello di queste vittorie, mentre un successo decisamente più modesto è toccato invece all’originale versione berlina dal design poco riuscito.

La prima versione lanciata sulmercato è la berlina 4 porte, che nel 1963 sostituisce appunto la precedente Lancia Appia. Lancia Fulvia in versione berlina si presenta con una forma molto squadrata, dalla linea a 3 volumi poco bilanciata e accattivante, vero e proprio tallone d’Achille per una vettura che dal punto di vista meccanico era invece assolutamente moderna come nella migliore tradizione della casa automobilistica torinese. Dotata di trazione anteriore, con motore a V da quattro cilindri, catena di distribuzione a bialbero, freni a disco su tutte le ruote e sospensione anteriore con ruote indipendenti.

Il cambio era manuale a 4 rapporti e posizionato ancora sul volante. Il motore è di piccola cilindrata, ovvero 1091 cm cubi, con una potenza massima di 58 CV che spingeva la Fulvia fino ad una velocità massima di 138 km/h che non sono poi così pochi vista anche la totale mancanza di aerodinamicità della linea. La grande tenuta di strada abbinata ad un elevato comfort portano i clienti a richiedere maggiori prestazioni, e l’anno successivo al debutto nasce così la versione 2C con doppio carburatore e 71 CV di potenza. Vennero poi realizzate anche le versioni GT e GTE rispettivamente da 80 e 87 CV.

Nonostante la linea non troppo seducente la versione berlina ottiene un discreto successo con quasi 200.000 unità prodotte. Ma la vera svolta arriva con la produzione della carrozzeria coupé disegnata da Piero Castagnero, autore anche della poco fortunata carrozzeria tre volumi della berlina, e questa volta il risultato ha una forma elegante e sportiva allo stesso tempo, capace di generare un successo di vendite enorme. A dare ulteriore spinta alla commercializzazione contriburanno anche le vittorie nei rally ottenute da diversi piloti tra cui spiccano Amilcare Ballestrieri e Sandro Munari che portano la Fulvia a vincere a Sanremo e Montecarlo.

Realizzata su di una piattaforma a passo ridotto rispetto alla berlina tre volumi, la Fulvia Coupé è una berlinetta dal carattere sportivo da 2 posti più 2, spinta inizialmente da un motore 1.2 V4 da 80 CV con doppio carburatore e trasmissione manuale posta tra i due sedili anteriori. Grazie ad un peso complessivo mantenuto sotto i 1000 kg di peso la Fulvia poteva raggiungere in questa versione i 160 km/h. In seguito vennero realizzate anche diverse versioni con marchio HF del reparto corse Lancia, con l’intuizione di Cesare Fiorio circa il potenziale sportivo del modello che culminò con la vittoria del mondiale Rally nel 1972.

Con il passaggio di Lancia sotto la proprietà Fiat la versione berlina venne tolta dal mercato nel 1972, mentre la versione coupé era all’apice delle vendite e rimase pertanto in produzione, nella sola versione 1.3 con motore da 90 CV per non fare concorrenza alla nuova Lancia Beta Coupé presentata nel 1973. La produzione ebbe termine definitivamente nel 1976 con oltre 140.000 esemplari.

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