Opel Ampera: prima prova su strada della elettrica ad autonomia estesa

La prima Opel elettrica ad “autonomia estesa” arriva in Italia nel primo trimestre del 2012. Intanto sbarca in altri mercati a 42.900 euro. Silenziosa e piacevole da guidare. La prova vicino ad Amsterdam con 75 chilometri a emissioni zero.

Elettrizzante Opel Ampera
Le linee sono illuminanti. Nel senso che Ampera, la prima Opel elettrica da “autonomia estesa” (la sorella di Chevrolet Volt), è filante ed aerodinamica come si conviene ad una vettura che punta ad aver il minor impatto possibile sull’ambiente. È sportiva, ma non aggressiva e, per certi versi, addirittura sofisticata con i suoi 4,498 metri di lunghezza e 1,439 di altezza. E, naturalmente, è silenziosissima. È una nuova pietra miliare della mobilità “eco-friendly” perché le ruote sono mosse sempre e soltanto dal motore elettrico. In un caso alimentato dalla batteria di 198 chilogrammi di peso (8 anni o 160 mila chilometri di garanzia) agli ioni di litio (288 celle) sostanzialmente autoprodotte con una potenza di 150 cavalli e nell’altro da un generatore azionato da un’unità termica a benzina EcoTec da 1.4 litri e 86 cavalli che entra automaticamente in funzione quando è finita l’energia.

Berlina filante a 4 posti
Il risultato è un’auto a 4 posti comoda da abitare e agile da guidare, con 8 airbag annunciati di serie che, prezzo d’acquisto a parte, fa risparmiare. È pur vero che per percorrere bastano 3,2 euro contro i 7,25 di una razionale unità a gasolio (significa una riduzione di quasi 600 euro sui rifornimenti di un anno per 15 mila chilometri), ma per ammortizzare la spesa iniziale bisogna trascorrere molto tempo al volante, anche se i costi di manutenzione delle auto elettriche sono inferiori del 15-20% rispetto ad un’unità termica tradizionale.
Ma il punto è un altro: con la sola modalità elettrica si possono fare almeno 60 chilometri (c’è chi arriva a 95: Infomotori, senza dannarsi, è arrivato a 75), cui si sommano almeno altri 4-500 con l’aiuto del motore termico. Ampera, insomma, è adatta alla mobilità a corto raggio (l’80% degli europei non si sciroppano in auto più di 60 chilometri al giorno) ma può diventare una valida alternativa anche per gli spostamenti di media distanza. Di più: con le sue sole 4 ore per la ricarica, anche ad una semplice presa domestica, solleva da diverse preoccupazioni. Soddisfacente la capacità del bagagliaio: 310 litri che diventano mille con i divani posteriori abbattuti.
Opel annuncia di aver già raccolto oltre 5 mila pre-ordini, tanto da aver già rivisto (al rialzo) le stime di vendita per il 2012, portate a 8 mila. Dall’Italia sarebbero già pervenute più di una cinquantina di richieste.

Opel Ampera al volante
Sedili comodi e discretamente (nel senso che non sono “esagerati”) avvolgenti e schermi ben visibili, forse perfino troppo, con il rischio di distrarre chi guida per tenere sotto controllo i consumi e gli altri parametri. Un apposito display chiarisce se si sta guidando in modo ottimale (dal punto di visto energetico) o meno.
L’aerodinamica “esasperata” penalizza un po’ la visibilità laterale, in particolare a sinistra. E, ultima cosa che piace poco, la copertura di plastica delle portiera: una soluzione di design della quale non si avvertiva la necessità.
Il resto, tutto il resto, è assolutamente da apprezzare. Un accesso semplice, un volante ergonomico, una posizione di guida ideale e, soprattutto, la dinamica elasticità della propulsione. La sfida, per una volta, non è la velocità (quella di punta è di 161 orari), ma la “sobrietà” della guida. Senza impegnarsi troppo e, ad esempio, senza azionare  il recupero spinto dell’energia in frenata, in modalità elettrica Infomotori ha percorso 75 chilometri.

Consumi ridottissimi: 1,2 litri per 100 km
Complessivamente sono stati 146 trascorsi alla guida con un consumo registrato dalle apparecchiature di bordo pari a 1,2 litri per cento chilometri, che includono sia il tratto puramente elettrico sia quello in cui è entrata in funzione l’unità termica da 20 chilometri per litro di percorrenza con emissioni di 40 grammi di CO2 per km. Bastano comunque anche poche accelerate per far scendere in picchiata l’autonomia. In macchina si gusta l’estrema silenziosità della marcia, ovviamente senza cambio: o avanti o indietro.
Funzionale anche il navigatore che, al momento di una svolta, oltre ad indicare la manovra sullo schermo, provvede a ricordarla al guidatore mediante un doppio impulso sonoro.
Anche il “pieno” di elettricità è semplice: nel bagagliaio è stivato il cavo (6 metri circa) che si collega con la presa: il “bocchettone” si trova nella parte anteriore sinistra (quello per la benzina, invece, in quella posteriore destra). Una spia luminosa avvisa che si cominciano le operazione: diventa verde quando scatta la ricarica e lampeggia quando è finita. Tutto estremamente elementare ed istintivo.

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