Il futuro elettrico di Porsche con Mission E, Ionity e l’ibrido Plug-In

Porsche sigla un 2017 da record, ma il futuro sarà elettrico con la Mission E. Grazie alla joint venture Ionity, entro il 2020 ci saranno almeno 400 colonnine per ricariche veloci in Europa

La tradizionale conferenza stampa di inizio anno di Porsche Italia ha messo in luce obiettivi, idee e strategie del prestigioso marchio teutonico per i prossimi anni. Al centro dello sviluppo c’è la Porsche Mission E, prima vettura puramente elettrica prodotta dal marchio di Stoccarda che verrà presentata nel 2019, poco prima dell’attivazione di Ionity.

Inutile dire che, per un marchio blasonato e sportivo -che fa della purezza di guida uno dei suoi punti di forza- questa operazione sarà piuttosto delicata, motivo per cui gli ingegneri Porsche stanno lavorando per non lasciare nulla al caso.

Nel frattempo, le vendite sono state allineate con un mercato a segno positivo, che in questo casi si è concretizzato in un solido +7% rispetto al 2016 e, confrontando i numeri con quelli del 2013, la variazione è del +80%

Elettriche si, ma le prestazioni prima di tutto

Come detto il futuro della Casa di Stoccarda punta (anche) all’elettrico, con percorsi alternativi nella ricerca dell’emozione per gli appassionati. Oltre alla Panamera Hybrid Plug-In che abbiamo provato nei giorni scorsi, Porsche nel 2018 presenterà una versione ibrida della nuova Cayenne che a fine 2017 ha debuttato nella sua terza serie.

L’elettrificazione di Porsche passa attraverso Ionity, Joint Venture particolarmente importante sul lato strategico di alcuni tra i più grandi produttori automotive. Nello specifico si tratta di un accordo tra il Gruppo BMW, Daimler, Ford ed il Gruppo Volkswagen con Audi e Porsche, alle quali -con tutte le probabilità- si uniranno presto altri case.

Il primo obiettivo, da portare a termine entro il 2020, è quello di istituire 400 stazioni di ricarica ad alte prestazioni in Europa di cui 45 in Italia. Oltre a queste, Porsche installerà una stazione per ognuno dei propri 34 centri ufficiali aperti tanto ai propri clienti quanto a possessori di auto di altri marchi con attacco compatibile.

In questo modo, spiega il Direttore Generale di Porsche Italia Piero Innocenti, si avvicinano potenziali clienti alla realtà di un marchio che fa del proprio servizio di vendita uno dei maggiori punti di forza. Ovviamente ogni stazione di ricarica prevede più di una colonnina che, a grandi linee, permette ricariche dell’80% in circa un quarto d’ora.

L’obiettivo di Ionity è quello di coprire tutto il suolo italiano con colonnine ogni 250/300Km, in modo che si possa partire da Bolzano e arrivare a Palermo senza alcun problema. Oltre alle installazioni della Joint Venture poi vanno conteggiate le numerose installazioni pubbliche effettuate da Enel, altro punto di riferimento per chi guida le auto elettriche.

Porsche Mission E, qualche numero in attesa del debutto

La Porsche Mission E verrà prodotta in una nuova ala dello storico stabilimento di Zuffenhausen, dove è sempre stata costruita l’iconica 911. Un messaggio chiaro per gli appassionati. Il livello a cui vuole arrivare Porsche con la Mission E è lo standard mondiale, senza compromessi.

L’auto avrà due motori elettrici per una potenza quantificabile in 600CV e 400Km di autonomia reale con 15 minuti di ricarica. Una velocità simile è permessa grazie a colonnine specifiche prodotte da Porsche -la prima a Berlino- che effettuano ricariche in DC da 320Kw.

Numeri simili si possono trovare anche nelle concessionarie, dove a seconda di quanti veicoli si trovano in ricarica si potrà avere un minimo di 150kW ed un massimo di 320kW. Probabilmente già quest’anno, in attesa della presentazione nel 2019.

Il 2017 di Porsche è record in Italia

Il 2017 per il mercato auto italiano è stato un importante punto di partenza: +7,9% rispetto al 2016 e numeri complessivi che non si vedevano dal 2008. La cosa però è dovuta anche al gran numero di leasing e acquisti per flotte, situazioni meno probabili nel caso specifico di Porsche.

Oltretutto, va detto che la grande maggioranza dei marchi premium è rimasta pressoché fedele ai numeri dell’anno precedente. Porsche è l’eccezione che conferma la regola: complessivamente si parla di un aumento del 7%, per un totale di 5.534 vetture consegnate nel corso del 2017.

Davanti a tutti c’è Macan (2.640 esemplari) seguita da 911 (938, il 2% in più) e Cayenne (848 esemplari, con un -27% dovuto all’arrivo del modello 2018), mentre chiudono la fila 718 (di cui 237 Boxster e 284 Cayman) e Panamera con 551 esemplari di cui il 35% in configurazione Plug-In Hybrid.

 Dal 2018 arriva in Italia Porsche Flex Drive

Porsche, rispetto ai propri diretti competitor, ha sempre messo in strada vetture sportive utilizzabili nel quotidiano. Questo però non significa che non ci sia una grande differenza tra un SUV dal comfort estremo e una sportiva a due porte.

Porsche Flex Drive -al momento disponibile nei Centri Porsche di Bologna, Modena e Mantova- permette di acquistare Cayenne, Panamera o Macan e avere, tutto incluso ma non contemporaneamente, una 911 o una 718 a seconda dei casi.

Come a dire che si, avrete l’auto per la famiglia, il lavoro, la settimana di routine, ma nel weekend potete passare in Porsche e salire su una cabrio a trazione posteriore per godervi l’estate. La concessionaria nel frattempo pensa al cambio pneumatici stagionale, a immatricolazione, imposte, superbollo e quant’altro, oltre a garantire uso esclusivo delle vetture. La formula ha un prezzo adeguato di 5.400 euro mensili.

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