Prova Honda Civic Type R 2018: una vera sportiva senza rinunce nel quotidiano

Abbiamo avuto in prova una delle hot hatch più importanti sul mercato e la abbiamo guidata sul passo dello Stelvio, uno dei passi più belli e famosi di tutta Italia se non di tutta Europa. Ne abbiamo testato le doti dinamiche ed è emerso che…

Honda Civic Type R è una macchina che colpisce al primo sguardo. Che piaccia o meno un’auto dalla aerodinamica così aggressiva c’è da dire che in questo prodotto è stato fatto un grande lavoro volto alla ricerca delle massime prestazioni a tutto tondo.

Proprio nell’anteriore non si può fare a meno di notare il piccolo spoiler sopra il quale trova posto la griglia di raffreddamento centrale dell’intercooler e le due griglie laterali che hanno funzione principalmente estetica. I due fanali, sottili e protesi verso l’esterno contribuiscono ad allargare di molto la vettura e rafforzano l’estetica da vettura aggressiva.

Il cofano anteriore, bombato e muscoloso, ha una presa d’aria che supporta il raffreddamento del potente propulsore da 320 CV mentre fiancate, dinamiche e impreziosite dai cerchi da 20 pollici, portano al posteriore con un’ala importante che domina l’intera scena. Da notare sul tetto alcune piccole pinne (tecnicamente sono dei generatori di vortice) che hanno lo scopo di migliorare la resa dello spoiler.

Lo scarico a tre tubi (due per i gas di scarico ed uno con funzione di cassa di risonanza), particolare unico nel suo genere, è forse l’elemento che maggiormente si fa ricordare insieme all’ala.

Type R: oltre un quarto di secolo di storia e sportività

Honda Civic Type R 2018 Posteriore

Le prime tracce di Honda nel mondo delle competizioni risalgono agli anni ’60 ma è solo negli anni ’80, con l’arrivo in Formula 1, che la presenza di Honda viene ufficialmente consacrata grazie ai 6 campionati costruttori vinti consecutivamente. Il marchio giapponese è da sempre sinonimo di eccellenza ingegneristica, tecnologia e affidabilità e le vetture Tipo R, inizialmente destinate al mercato delle corse, vennero successivamente commercializzate al pubblico che immediatamente apprezzò le doti sportive delle auto prodotte dal costruttore giapponese.

In particolare la grande innovazione portata avanti negli anni dai giapponesi fu il sistema VTEC inizialmente introdotto nel mondo motociclistico nella CBR400 e successivamente riprodotto nel mondo delle auto in vetture di successo come la Honda NSX Type R del 1992, la Integra Type R del 1995 e successivamente la Civic Type R del 1997 commercializzata inizialmente solo in Giappone.

Erano tempi diversi: tempi in cui i motori erano aspirati, urlavano e giravano alti.

Oggi, per via dell’introduzione della sovralimentazione, si è perso quel pizzico di emozione dato dal suono ma si è guadagnato tanto in potenza ed i 320 CV della Honda Civic Type R sono la dimostrazione di una evoluzione positiva.

Il motore

Ciò che sorprende maggiormente di questo motore è l’alto regime di rotazione che lo fa somigliare, in tutto e per tutto, ad un motore aspirato. Ammetto di non essere un grande amante della sovralimentazione ma va riconosciuto il grande lavoro tecnico portato avanti dai giapponesi per creare un motore brillante ed emozionante. Manca di sound, va detto, ma è un problema tipico dei turbo.

Il VTEC da 2 litri, 320 CV a 6.500 giri/min. e 400 Nm di coppia brucia lo 0-100 in 5,7 secondi e guadagna 10 CV rispetto alla versione precedente di Civic Type R.

L’auto lanciata a velocità massima raggiunge la velocità di 272 km/h. Sono numeri impressionanti che le hanno permesso di conquistare il record al Nürburgring per le vetture a trazione anteriore fermando il cronometro a 7’43″80. Nelle salite che hanno portato alla cima del Passo più famoso d’Europa abbiamo potuto apprezzare la grande disponibilità di potenza sin dai bassi giri e l’esuberanza agli alti nei tratti con maggiore allungo.

La nuova Honda Civic Type R: si riparte da zero

Civic type R 2018 Fiancata

La vettura è il risultato di una progettazione rinnovata a partire dalle basi. La nuova Honda Civic Type R si basa infatti su di una struttura più leggera rispetto al passato (-16 kg) e che nel contempo vanta una superiore rigidità statica (+45%) e torsionale (+37%).

Ulteriori innovazioni sono state introdotte nel comparto delle sospensioni, elemento cruciale per una guida dinamica. All’anteriore viene adottato uno schema MacPherson con doppio snodo e al retrotreno uno schema Multilink (o, per dirla all’italiana, a braccio multiplo).

Gli ammortizzatori sono a tripla camera, di tipo adattativo, variano la loro risposta in base alle condizioni della strada che vengono rilevate da una serie di sensori posti all’interno della vettura. La risposta è quindi sempre adatta al contesto stradale ed allo stile di guida, anche grazie al selettore delle modalità di guida che permette al conducente di preimpostare una serie di parametri, tra cui gli ammortizzatori, per rendere la vettura più o meno sportiva.

Le modalità di guida: sempre pronti a tutto

Nel pieno spirito Type R la nuova Honda Civic offre tre modalità di guida per adattarsi ad ogni contesto in tempo reale, in particolare nel tunnel centrale trova posto un interruttore che permette di cambiare radicalmente carattere al veicolo.

In modalità “Confort” si comporta come un’auto per l’uso quotidiano: il motore limita la propria risposta, le sospensioni sono più morbide e in generale la vettura si presta ad un uso ordinario, senza eccessi.
Nel momento in cui si desidera avere prestazioni migliori si può ricorrere alla modalità “Sport” che predispone la nuova Honda Civic Type R ad una guida più sportiva mentre in modalità +R (va letto all’inglese) si vive il sogno giapponese: la strumentazione diventa rossa, gli ammortizzatori si irrigidiscono e lo sterzo diventa pesante.

La configurazione +R può essere utilizzata in ogni momento ma va precisato che in queste condizioni la guida diventa più impegnativa in quanto si tratta di un set di parametri pensati per l’uso pistaiolo. I 320 CV scaricati sulle solo ruote anteriori possono essere importanti specie in mano a persone meno abituate a motori così prestazionali.

Nei contesti sportivi aiuta di certo il differenziale autobloccante al posteriore: la macchina è sempre precisa e non tende ad uscire troppo dalla traiettoria in uscita di curva, quando si preme a fondo sull’acceleratore. Nei tratti più veloci sembra di guidare una trazione integrale tanta è la tenuta di strada.

Un’auto da città?

Honda Civic Type R Stelvio 2018

Che ci crediate o meno pensiamo che Honda Civic Type R possa essere un’auto per un utilizzo nel quotidiano o quantomeno una vettura dalla doppia anima. Certo comprendiamo che l’affermazione possa sembrare un po’ forte ma i quattro posti e l’ampio bagagliaio possono essere usati e sfruttati nel quotidiano senza troppi compromessi e l’importante pacchetto di connettività e di sicurezza sono il corollario per una vettura un po’ per tutti.

Il sistema di infotainment da 7 pollici posto al centro tra conducente e passeggero è semplice, reattivo e connesso e la tecnologia è supportata dal sistema di navigazione di Garmin. Semplice in quanto permette di gestire le principali funzioni senza eccessive macchinazioni. Reattivo in quanto i tempi di risposta sono immediati: operazioni come lo zoom o la ricerca di una località nel navigatore sono immediate così come lo scorrimento tra le diverse pagine.

Per la parte di connettività troviamo Android Auto ed Apple Car Play oltre alla possibilità di connettersi al Wi-Fi dello smartphone ed usufruire delle app presenti nello store giapponese. Tanti Watt e tanti diffusori permettono poi di ascoltare la propria musica preferita nel migliore dei modi. Ci sono poi le tecnologie di sicurezza e in questo senso sono elementi che forse ci aspetteremmo di trovare in una vettura meno a suo agio in pista.

Elementi come l’avviso anti-collisione con frenata automatica, il cruise control adattativo che regola in automatico la distanza dal veicolo che precediamo, il monitoraggio dell’angolo cieco nei retrovisori, la rilevazione del traffico in avvicinamento per la retrocamera posteriore, il riconoscimento della segnaletica stradale o il sistema di mantenimento automatico della corsia di marcia.

La hot hatch perfetta?

Ci si avvicina molto e forse l’unica cosa che crediamo l’avrebbe resa perfetta è uno scarico ancora più esuberante in termini di sound. Certo i 38.700 euro sono un vero incentivo per tutti coloro i quali sono alla ricerca di un mezzo sportivo che possa essere usato anche nel quotidiano. Il prezzo è “abbordabile”, specie se confrontato con le altre player del mercato.

Le grandi doti sportive e l’impressionante pacchetto di tecnologia la rendono una vettura unica nel suo genere e i soldi sono ben spesi, pensando poi che si tratta di una Honda che offre quindi le garanzie tecnologiche e di affidabilità tipiche dei costruttori nipponici. La sola trazione anteriore è forse un po’ limitante per alcuni clienti che la vorrebbero usare in ogni condizione climatica (neve inclusa) ma il differenziale autobloccante al posteriore e tecnologie come il sistema AHA (Agile Handling Assist) che sfruttano i freni per aiutare in curva la rendono un’auto precisa e stabile tanto che si è aggiudicata il miglior tempo al ‘Ring.

Nell’ambito del nostro test drive sul Passo dello Stelvio non ha deluso nemmeno il sistema frenante che abbiamo messo alla prova nelle staccate un po’ più importanti. All’avantreno disponiamo di dischi autoventilanti da ben 350 mm e al posteriore il diametro è di 305 mm ma aumenta lo spessore. Mai un cenno di cedimento.

Il cambio manuale a sei rapporti si è dimostrato all’altezza delle aspettative: leva corta, marce ravvicinate, motore sempre pronto e la tecnologia Rev-Match che fa la doppietta automatica in scalata (ovviamente disattivabile).

Qualche aggettivo per descriverla? Confortevole, tecnologica, spaziosa, sportiva e nel quotidiano è gestibile – sempre tenendo presente che non si tratta di una grande berlina per i lunghi viaggi.

I consumi? Oltre i 300 CV si deve vivere l’auto, non guardare la lancetta.

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