Le strade italiane sono poco sicure per la carenza di manutenzione

Quanti di voi camminando o pedalando in sella alla propria bicicletta hanno rischiato la vita o si sono trovati ad assaggiare l’asfalto a causa di una buca sul manto stradale o su un marciapiede disconnesso? Le strade italiane hanno subito una regressione nel campo della sicurezza e della stabilità rispetto a 9 anni fa e purtroppo la situazione è destinata a degenerare drasticamente nei prossimi mesi con l’arrivo dell’inverno e le sue difficili condizioni meteorologiche.

L’utilizzo del conglomerato di bitume è diminuito drasticamente senza andar a coprire le reali necessità stradali, i buchi vengono “rattoppati” ma questo genere di intervento, a lungo termine, è maggiormente danneggiante. L’acqua si infiltra e crea spaccature sulla superficie, compromettendo molte arterie sin dalle fondazioni, rendendo necessari costosi e profondi interventi straordinari.
Le “operazioni tappa buche” non sono la soluzione giusta.

Il manto stradale sembra il campo di battaglia per talpe, radici e dinosauri visto quanto spesso troviamo buchi, deformazioni, lesioni e sconnessioni dei piani stradali. Gli utenti inciampano, cadono, ma non trovano all’interno del buco Alice e la sua Wonderland. Ma come mai non riusciamo nel 2016, ad avere strade fatte bene?
 
SITEB, l’Associazione dei costruttori e manutentori delle strade, durante Asphaltica World, il Salone europeo dedicato all’intera filiera dell’asfalto, ha stimato che per rimettere in sicurezza il nostro patrimonio stradale, è necessario investire tra i 40 e i 50 miliardi di euro.

Un investimento decisamente elevato ma necessario per non vedere il patrimonio italiano stradale di oltre 500.000 Km asfaltati, inaccessibile o mortale. Inutile poi pensare di poter, risparmiando, riempire le buche con la mafia perché, come si è potuto vedere non è un buon investimento. La situazione va risolta. Il Patto di Stabilità del 2016 per gli Enti Locali deve essere allentato, visto essere, sempre secondo SITEB, una delle cause di questi tagli.

Incredibile constatare e vedere come molti Comuni e Provincie non siano in grado di garantire la fruibilità in sicurezza sulle strade, trovandosi costretti a chiudere interi tratti stradali. Anche ANAS, gestore di 25.000 Km delle cosiddette “strade di grande comunicazione”, dichiara lo stesso disagio, chiudendo intere carreggiate perché pericolose. 1 strada su 2  è a rischio incidente a causa di questo tremendo deficit di manutenzione. Il teletrasporto non è stato ancora inventato quindi non ci resta che dire che tutto questo è inammissibile in un paese “civilizzato” le cui strade una volta collegavano Roma al resto dell’Europa e non solo. “ Il nostro Paese oggi non ha bisogno di grandi opere, ma di rimettere in sesto e in sicurezza la rete esistente, prima che questa collassi.” dichiara il presidente del SITEB Michele Turrini.
 
Cari politici, il centro della terra non lo si raggiunge cadendo dentro a un buco sul marciapiede.  
Utenti della strada, sappiate che, se la negligenza statale vi ha causato danni fisici e materiali in luoghi adibiti a pubblico transito, potete presentare una richiesta danni da insidia. La Pubblica Amministrazione, in qualità di proprietaria o gestore del bene demaniale vi risarcirà, dopo accertamenti.

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