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[VIDEO] BMW Driving Experience, test drive in pista a Misano con M3 ed M4

Una giornata in pista a Misano, con i mostri della divisione M ed una pista che va asciugando. Due versioni, la Competition e la standard, per le ultime versioni di berlina e coupé. Ecco come vanno, spinte dal sei cilindri in linea TwinPower Turbo da 510 CV.

Avevate la mia curiosità, ora avete la mia attenzione: dire BMW M per la prima, procedere con BMW M3 ed M4 a Misano per la seconda. La BMW Driving Experience torna nel 2021 con due vetture sportive, velocissime e tecnicamente migliorate sotto molti aspetti. E, mentre viene annunciata la prima BMW M completamente elettrica, sul rettilineo del circuito dedicato a Marco Simoncelli si sente l’urlo del sei cilindri TwinPower Turbo mentre si fionda verso Variante del Parco.

BMW M3 e BMW M4, le (quasi) tre versioni

Diverse per filosofia costruttiva e volumi, simili per prestazioni e tecnica. A cominciare dal già citato propulsore e continuando con le versioni disponibili. La liscia, sia per M4 Coupé che per M3 Sedan, offre 480 CV di potenza e 550 Nm di coppia ed è disponibile esclusivamente con cambio manuale. C’è poi (per entrambe le auto) la Competition, dove la trasmissione è presa in carico da un automatico M Steptronic ad 8 rapporti ed il motore passa a 510 CV e 650 Nm dei coppia. Lo zero a cento è di poco superiore ai 4 secondi per la versione con il manuale, mentre per la seconda siamo a 3,9 secondi. Il tutto, lo scriviamo a scanso di equivoci, erogato da una trazione posteriore pura. Durante l’estate arriveranno poi le versioni con trazione integrale xDrive a cominciare dalla BMW M3 Competition, per poi passare alla BMW M4 Competition Coupé ed arrivare alla cabriolet.

Linee di rottura

Il doppio rene frontale è diventato un argomento forte tra gli appassionati, tra chi proprio non lo sopporta e chi invece non ha mai visto niente di così perfetto su di un’automobile. Considerazioni che lasciano il tempo che trovano quando, a velocità siderali, passi sotto il ponte di Misano per impostare la frenata della Quercia. Va detto però che BMW M3 ed M4 – che hanno un frontale molto simile – comunicano subito un’idea di aggressività, trasmettendo agli occhi la cattiveria che si trova sotto al cofano. Le linee della fiancata sono invece pulite e sportive, ma essenziali, mentre al posteriore spiccano generosi estrattori d’aria. Agli interni poi, ci ritroviamo faccia a faccia con un tripudio di fibra di carbonio: è sullo sterzo, sui bei paddle al volante e. sul tunnel centrale. Soprattutto però, ad essere in fibra di carbonio sono i sedili sportivi con poggiatesta integrato, forati e illuminati con il logo del modello.

Made in Nordshleife

Come da tradizione anche BMW M3 ed M4 sono state sviluppate sul Nurburgring per affinare al meglio la ricca dotazione sportiva di cui sono composte. L’assetto, sviluppato attorno ad un telaio specifico, è leggermente caricato sull’avantreno da pneumatici da 18 pollici all’anteriore e 19 al posteriore, con la possibilità (tra le opzioni) di aumentare a 19” e 20”. Sull’inferno verde sono state sviluppate, tra le altre cose, le sospensioni adattive M, il DSC con M Dynamic Mode, il differenziale attivo M e la taratura dello sterzo M Servotronic.

Su entrambe le auto poi è possibile gestire l’intervento del controllo di trazione su nove diversi livelli (più la disattivazione), perfetto per arrivare progressivamente al limite nell’erogazione della coppia. Quattro poi le mappature disponibili: Road, Sport, Track e M Track Mode, dove ognuna libera progressivamente le prestazioni complessive per poi arrivare all’ultima in cui i controlli sono disattivati e tutto l’ecosistema della vettura lavora per massimizzare la prestazione. Erogazione del motore ed impostazioni telaistiche possono poi essere dettate individualmente: tre scaglioni per motore e chassis, due per sterzo e freno (Comfort e Sport) e la possibilità di attivare o disattivare l’aiuto nelle cambiate.

La prova in pista a Misano

Entriamo in pista, prima con M3 e poi con M4. Entrambe nella loro versione Competiton. Ad impressionare subito è il tono del motore, ed anche se sulla scheda tecnica c’è scritto sei cilindri in linea sembra di guidare tutt’altro. La risposta poi è prontissima ad ogni regime, tanto che non occorre tirare le marce dell’ottimo Steptronic ad 8 rapporti fino al limitatore per trovare velocità e precisione. Essendo le due auto molto simili in termini di peso, la vera differenza la fanno gli pneumatici e l’impianto frenante.

Su M3 troviamo dischi in acciaio e gomme Pirelli, mentre M4 è equipaggiata con i carboceramici e coperture Michelin sviluppate appositamente per l’occasione. Questo significa che M4 richiede una guida più precisa e rigorosa, mentre M3 tende a scivolare con più facilità. Meglio la prima per fare il tempo e la seconda per divertirsi, specialmente riducendo il controllo di trazione. Giocare con i settaggi dell’elettronica permette infatti di “liberare” la macchina per gradi, migliorando sulla stessa curva giro dopo giro. Rispetto alla versione precedente è un grande passo in avanti: qui l’elettronica aiuta ad andare più forte, non soltanto a non farsi del male. Impressionante poi la differenza in frenata, il punto di staccata va ricalibrato di una buona cinquantina di metri. Bellissimo cercare il traverso all’uscita del Carro, un tornantino a destra in cui si entra piano e si esce a gas spalancato, così come sentire l’aderenza dell’auto oltre i 200 Km/h sul Curvone, una sicurezza del tutto inedita.

Prezzi e disponibilità

BMW M3 ed M4 sono già disponibili nei concessionari con prezzi che partono da 95.900€ per la berlina e 96.500€ per la coupé, arrivando rispettivamente a 100.400€ e 101.000€ nelle rispettive visioni Competition. Per conoscere nel dettaglio prezzi, allestimenti e motorizzazioni delle due vetture, vi rimandiamo al listino BMW con quotazioni aggiornate Eurotax.

In Conclusione

BMW M3 ed M4 sono più che mai diverse rispetto a prima, ma il carattere è quello di sempre. Anzi: il motore è più rabbioso nei toni e sempre pieno nell’erogazione, ma è sul fronte elettronica che le nuove M della Casa dell’Elica fanno la loro rivoluzione più grande: in pista si va fortissimo, ma sempre senza troppi patemi. Che siate guidatori smaliziati o alle prime armi con una trazione posteriore da oltre 500 cavalli, lei ha sempre il modo giusto di porsi. E di farsi docile o cattiva a seconda delle necessità.

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