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Coronavirus: DPCM Riaperture, Italia in zona gialla… ma serve il Green Pass

Da lunedì 26 aprile gran parte dell'Italia tornerà in fascia gialla ma per spostarsi tra regioni di colore diverso (o per andare all'estero) servirà una "carta verde" che certifichi l'immunità dal Covid-19

Quanto vi abbiamo anticipato pochi giorni fa, alla fine, ha trovato conferma: il Governo Italiano ha promosso il nuovo DPCM Riaperture per la ripartenza dell’Italia da lunedì 26 aprile, quando le ultime misure restrittive progressivamente decadranno in favore di una maggiore libertà che, si spera, possa risollevare la situazione economica in cui versano molte realtà produttive nella nostra Penisola.

Le novità? La più importante è sicuramente il passaggio di gran parte dello Stivale in zona gialla, tranne alcune eccezioni come la Basilicata, la Calabria e la Sicilia – che resteranno in fascia arancione – assieme alla Sardegna, l’unica colorata di rosso. Ciò permetterà alla popolazione di spostarsi finalmente tra una regione e l’altra senza autocertificare il motivo di tale azione nell’ottica di una situazione di necessità, oppure per lavoro o ancora per salute. L’unico appunto, tuttavia, è il passaggio tra zone tinte in maniera diversa, dove invece servirà un “Green Pass” che certifichi la propria immunità dal Covid-19.

Green Pass Coronavirus

Di cosa si tratta? Chiamato anche “certificazione verde“, è a tutti gli effetti un certificato che verrà rilasciato a tre categorie di persone: chi è stato vaccinato completamente (prima e seconda dose, oppure con la dose unica del vaccino Johnson&Johnson), chi ha contratto il Coronavirus ma è guarito oppure chi ha l’esito negativo di un tampone (antigenico rapido o molecolare) da non oltre 48 ore. Come potete capire, quindi, il Green Pass non sarà un’unica tessera universale, ma avrà la forma di un attestato rilasciato dalla propria struttura sanitaria di competenza con validità di 6 mesi.

Al momento, tuttavia, si sta già valutando la possibilità di trasformare il “Green Pass” in un certificato elettronico da visualizzare tramite app e da scansionare con uno specifico codice QR Code in caso di controllo da parte delle Forze dell’Ordine. Chi è in possesso di questa certificazione, quindi, potrà spostarsi liberamente tra le regioni italiane anche se di colore differente, ma anche viaggiare in tutta l’Unione Europea visto che sarà adottato ufficialmente dal primo giugno come misura ufficiale fino al termine della pandemia.

Chi vorrà recarsi in un paese extraeuropeo, invece, dovrà rispettare le normative stabilite dai Governi di quelle zone. Per quanto riguarda l’Italia, invece, il “Green Pass” entrerà ufficialmente in vigore fin dal 26 aprile: pene molto salate per chi verrà beccato con una certificazione falsa, che prevedono il carcere (aumentato di 1/3 rispetto a quanto previsto dal Codice Penale) e sanzione da 400 a 3.000 Euro.

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