Yamaha ha lavorato moltissimo per raggiungere la diretta rivale, ed i piloti Jorge Lorenzo e Valentino Rossi sono al top della forma. L’unico problema è l’assenza (per ora) del cambio seamless in scalata sulle M1, che permetterebbe di dimenticarsi la frizione anche durante le staccate.
Honda ovviamente lo ha già dall’anno precedente, e sia Marc Marquez che Dani Pedrosa si dicono soddisfatti delle loro nuove RC 213, testate da Casey Stoner in persona, che ha consigliato di abbassare un po’ la potenza sovrumana del nuovo prototipo della Casa dell’Ala per MotoGP. Il punto è che, se Honda avesse apportato migliorie tecniche di spessore, difficilmente potremo vedere un campionato combattuto.
Dopo i “fantastici quattro” però ci attendiamo una delle Ducati degli Andrea (Iannone e Dovizioso) che sicuramente combatteranno all’ultimo sangue per diventare il pilota di punta di Borgo Panigale. Più avanti troviamo i Team satellite di Honda e Yamaha e, attenzione, Suzuki. Si, perché la casa di Hamatsu torna in MotoGP con Aleix Espargaro e Maverick Vinales, capitanati da Davide Brivio che svolgerà il ruolo di Team Manager.