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24 Ore di Le Mans: tripletta Audi R18

La Audi R18 e-tron chiude al pirmo ed al secondo posto, terza la R18 Ultra. Risultato storico perché è la prima auto ibrida a vincere la 24 Ore di Le Mans

Audi R18 e-tron: vittoria storica a Le Mans
La 24 Ore di Le Mans 2012 ha posto un’altra pietra miliare nella sua storia: infatti ieri pomeriggio la prima auto ibrida si è aggiudicata la vittoria nella più famosa gara di endurance automobilistico del mondo.
Si tratta della Audi R18 e-tron quattro, prototipo ibrido (spinto da un motore termico diesel e da uno elettrico) che ha tagliato il traguardo ai primi due posti, mentre al terzo posto si è piazzata la Audi R18 Ultra.
Davanti a circa 200.000 spettatori le 4 Audi R18 portate in pista dall’Audi Sport Team Joest hanno dimostrato di essere le vetture più veloci e più affidabili in gara, terminando al primo, secondo, terzo e quinto posto assoluto.
Si è realizzata così la quarta tripletta di Audi alla 24 Ore di Le Mans, dopo quelle del 2000, 2002 e 2010.

Storica tripletta Audi alla 24 Ore di Le Mans
Dopo 378 giri, la Audi R18 e-tron quattro guidata dai vincitori dell’edizione 2011, ovvero Marcel Fässler, André Lotterer e Benoît Tréluyer, ha tagliato per prima il traguardo, seguita dall’altra Audi R18 e-tron quattro del team Dindo Capello, Tom Kristensen e Allan McNish. Audi completa il podio con la R18 Ultra portata in pista da Marco Bonanomi, con Oliver Jarvis e Mike Rockenfeller.
Da tenere in considerazione che era la prima volta per questo prototipo nel circuito de La Sarthe e la prima volta per l’innovativa tecnologia di trazione integrale, in cui un asse è spinto da motore termico e l’altro è mosso da motori elettrici. Contemporaneamente, Audi sta già testando su strada questa tecnologia per studiarne un futuro utilizzo su vetture di serie.

La gara delle Audi R18 alla 24 Ore di Le Mans
Le quattro R18 erano spinte dall’ultima evoluzione del motore V6 TDI con singola turbina a geometria variabile, utilizzato per la prima volta nel 2011. La nuova scatola della trasmissione in carbonio, una novità assoluta in gara a Le Mans, ha superato brillantemente il test, completando senza alcun inconveniente i 5.151 km di gara sulle quattro macchine.
Sin dai primi giri, le due R18 e-tron quattro sono state protagoniste assolute dell’80° edizione della classica di durata, lasciando la posizione di testa a una della Toyota solo per pochi giri durante la sera del sabato. Fortuna ha poi voluto che gli avversati più temibili si ritirassero prematuramente, dando modo alle due e-tron di giocarsi la vittoria durante tutta la notte e la mattina di domenica, spesso separate da pochi secondi.
A tre ore dalla fine, un incidente occorso a McNish alle curve Porsche ha richiesto un intervento all’anteriore, portato a termine in tempo record dai meccanici dell’Audi Sport Team Joest, in modo da conservare la seconda posizione.
La vettura che ha vinto, con numero di telaio R18-208H e soprannominata “Electra” non è stata esente da inconvenienti. Marcel Fässler ha toccato due volte le barriere il sabato mattina: la prima volta andando in testa coda ad alta velocità, la seconda per evitare un’altra vettura alla curva Mulsanne. Benoît Tréluyer, (debilitato da un raffreddore), si è girato una volta all’ingresso della corsia box.
La R18 ultra numero 4 ha perso un giro all’inizio della corsa per un controllo alla sospensione posteriore. In tarda mattinata di domenica, poi, un problema al cambio ha costretto il pilota a spegnere il motore due volte per superare l’impasse. Bonanomi e Jarvis hanno quindi conquistato il loro primo podio, mentre Rockenfeller è tornato a gustarsi i festeggiamenti un anno dopo il suo incidente.
Due incidenti praticamente identici hanno fatto perdere alla R18 ultra numero 3, con cui Loïc Duval ha siglato il giro più veloce in gara, ogni chance di successo. Sabato sera Romain Dumas ha colpito le barriere scivolando sulla parte sporca del tracciato nel superare una vettura GT. Lo stesso inconveniente è capitato a Marc Gené verso mezzogiorno di domenica. La riparazione dei danni ha comportato la perdita di circa 12 giri complessivi.
Con la undicesima vittoria a Le Mans, Audi ha consolidato la leadership nel campionato WEC.
Dindo Capello, Tom Kristensen e Allan McNish hanno conquistato la vetta nella classifica piloti.
Così Dindo Capello a fine gara “Fino all’incidente è stata una gara fantastica. Ma per vincere bisogna correre dei rischi. Come pilota so che certe situazioni possono succedere a qualunque pilota in qualunque momento, soprattutto quando si lotta per il successo. Qui a Le Mans non si può sprecare un solo decimo di secondo. A volte le cose funzionano, altre volte no. Per noi questa volta non hanno funzionato, andrà meglio la prossima”.
Marco Bonanomi ha così commentato il suo primo podio “É fantastico finire a podio la mia prima Le Mans. La gara non è stata facile, abbiamo avuto una foratura nelle fasi iniziali e qualche problema alla trasmissione più tardi, ma abbiamo saputo essere veloci e non abbiamo commesso errori. Sono molto contento per Audi, per i miei colleghi e per me stesso. Un risultato perfetto”.
“Questo ulteriore successo nella più stressante gara endurance del mondo ha dimostrato la competenza tecnica dei nostri ingegneri in maniera straordinariamente efficace – ha commentato Rupert Stadler, Presidente di AUDI AG, direttamente da Le Mans – Con la trazione e-tron quattro e la tecnologia di costruzione leggera Audi ultra abbiamo messo in pista una tecnologia completamente nuova e l’abbiamo portata al successo al primo tentativo. E in un contesto difficile come Le Mans, nulla poteva essere dato per scontato. Ancora una volta, questa gara ha dimostrato l’importanza di presentarsi al via perfettamente preparati”.

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