Audi R18 e-tron quattro da competizione si rinnova completamente

la nuova Audi R18 e-tron quattro è la nuova vettura da competizione Audi più complessa mai prodotta da Audi. Il nome non cambia ma la tecnologia si rinnova completamente

Audi R18 e-tron quattro è la nuova vettura da competizione più complessa mai prodotta da Audi. Il nome non cambia ma la tecnologia si rinnova completamente. La nuova sportiva ibrida è infatti frutto dell’evoluzione continua della vettura che negli ultimi due anni ha trionfato nel Campionato Mondiale e a Le Mans e che punta al suo terzo titolo nel Campionato Mondiale Endurance FIA (WEC).

Prendendo Iin considerazione del nuovo regolamento LMP1 che entrerà in vigore nel 2014, Audi Sport ha di fatto riprogettato ogni singolo componente come: il motore centrale V6 TDI riprogettato che trasmette la potenza alle ruote posteriori; il sistema ibrido e-tron quattro sull’asse anteriore (ERS-K – Energy Recovery System Kinetic, sistema di recupero dell’energia cinetica); il sistema ottimizzato di recupero dell’energia a volano; e il sistema ibrido dotato di turbocompressore elettrico nel motore a combustione interna (ERS-H – Energy Recovery System Heat, sistema di recupero dell’energia termica).

Un approccio innovativo per il nuovo motore

Il motore TDI, un punto di riferimento in termini di efficienza, si conferma un fondamentale e collaudato elemento del progetto globale. Il rinnovato propulsore TDI V6 della Audi R18 e-tron quattro rispetta il regolamento in tema di prestazioni energetiche. La nuova Audi R18 consuma fino al 30% di carburante in meno rispetto al modello precedente. Oltre al motore a combustione interna, inoltre il propulsore prevede per la prima volta l’integrazione di due sistemi ibridi.

Una nuova aerodinamica
Sono state modificate poi la carrozzeria più stretta di 10 cm che permette all’anteriore della R18 di avere dimensioni inferiori, con vantaggi evidenti. Anche le ruote sono più sottili, riducendo la resistenza aerodinamica. Tale effetto è compensato da altre innovazioni che non forniscono alcun vantaggio in termini di aerodinamica.

La sportiva è stata elevata di 20 mm, raggiungendo i 1.050 mm, e anche l’abitacolo è stato ampliato secondo quanto prescritto dal regolamento, a discapito delle qualità aerodinamiche. La riduzione della larghezza totale della vettura comporta un pianale più sottile, che presenta inoltre una forma completamente diversa in corrispondenza delle aperture per le ruote anteriori. Di conseguenza, l’area che incide sulla portanza è inferiore.

 Al posto di un diffusore, per la prima volta è stato possibile poi optare per un alettone anteriore con flap, che permette di migliorare le qualità aerodinamiche e ridurre i costi poiché questa parte della carrozzeria sarà facilmente modificabile in base alle caratteristiche dei diversi percorsi di gara.

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