MotoGP: solo la moto conta?

A due terzi di mondiale MotoGP disputato proviamo a fare una valutazione sui valori espressi da uomini e mezzi della categoria regina del mondiale moto velocità. Un parallelo con la stagione 2012 per riproporre l'eterna domanda: conta di più la moto o il pilota?

Con ancora impresso negli occhi e nel cuore l’ultimo giro del Gran Premio di Silverstone di MotoGP e l’epica battaglia tra Jorge Lorenzo su Yamaha e Marc Marquez su Honda ci è tornata spontanea l’eterna e forse irrisolvibile domanda: conta di più la moto o il pilota?
Per provare ad avere dei dati concreti su cui riflettere abbiamo deciso di confrontare l’attuale classifica mondiale di MotoGP con quella dell’anno scorso sempre considerando i due terzi dei gran premi disputati.

Oggi in testa al mondiale c’è il giovane fenomeno (anche se forse bisognerà sforzarsi di trovare aggettivi un po’ meno abusati) Marc Marquez in sella a una Honda ufficiale. Alle sue spalle segue Dani Pedrosa sempre su Honda, quindi Jorge Lorenzo, Valentino Rossi e Cal Crutchlow su Yamaha (quella clienti). Poi troviamo le due Honda di Bradl e Bautista seguite dalle Ducati di Andrea Dovizioso e Nicky Hayden. L’anno scorso Marquez non c’era, primo era Lorenzo seguito da Pedrosa (coerentemente secondo), Casey Stoner, Andrea Dovizioso e Cal Crutchlow. Valentino Rossi con la Ducati era ottavo davanti a Nicky Hayden.

Una cosa colpisce in particolare: nel 2012 Valentino Rossi era ottavo con 100 punti mentre Andrea Dovizioso era quarto con 150; quest’anno, a moto invertite (quasi, visto che il Dovi aveva la Yamaha clienti e oggi Valentino ha quella ufficiale) Vale è quarto con 156 punti mentre Dovi è ottavo con 96 punti. Quindi? I due valgono uguale? Oppure entrambi riescono a portare al limite una Ducati che, più di così, non va? Ma se così fosse come mai il pluri campione del mondo tornato sulla moto tanto amata raggiunge gli stessi risultati di Andrea che, con il massimo della stima, non ha mai vinto un mondiale in MotoGP? Difficile dirlo, anche perché Hayden con la stessa moto è sempre nono e con soli quattro punti di scarto (84 nel 2012, 88 nel 2013).

Ma vediamo i primi tre. L’anno scorso Lorenzo e la sua Yamaha erano in testa con 245 punti, mentre oggi a Marquez ne “bastano” 233, uno in più di quelli che aveva Pedrosa che quest’anno è secondo con “soli” 203 punti. Interessante infine notare che Crutchlow, Bradl e Bautista occupano sempre la quinta, sesta e settima posizione anche se quest’anno con qualche punto in più. Come dire: con queste moto più di così non si va. Oppure: questi piloti più di così non vanno. Quale delle due?

Passiamo ora al giovane e simpatico Marc Marquez, il nuovo Valentino Rossi? Lo hanno detto in tanti, praticamente tutti, soprattutto dopo il sorpasso del numero 46 al cavatappi… per altro largamente studiato in anticipo come dimostrano le foto di Marc in scooter che passa esattamente nel punto in cui effettuerà il sorpasso. Ma andiamo con ordine. Un simpaticissimo e ancora velocissimo campione del mondo, Mario Lega, mi ha raccontato un episodio dei suoi esordi riassumibile così: conta più chi ti metti dietro che non la posizione in cui arrivi. Vero. Volendo leggere questa affermazione i detrattori di Marquez potrebbero dire: se Lorenzo e Pedrosa non si fossero rotti la spalla, sarebbero stati davanti loro. I detrattori di Valentino invece possono dire: chi si è messo dietro negli anni Valentino Rossi? Max Biaggi, che era sempre sulla moto sbagliata nel momento sbagliato oltre al fatto che non ha mai vinto un mondiale nella classe regina; Kenny Roberts jr (con la Suzuki) che aveva vinto un mondiale nel 2000, anno di esordio di Valentino; Sete Gibernau che non ha mai vinto neanche lui… oltre al fatto che Valentino negli anni di dominio dal 2001 al 2009 ha ceduto solo a Hayden (dove più che vincere Hayden ha perso Rossi cadendo all’ultima gara) e a Stoner che ha portato per la prima e, per ora, ultima volta una Ducati sul gradino più alto.
Oggi Marc Marquez ha dietro di sé un totale di 10 titoli mondiali nella classe regina (Rossi 7, Hayden 1, Lorenzo 2). Ma basta vederlo guidare e si capisce subito: tutto merito della moto… (per chi non lo capisse da solo l’ultima frase è fortemente ironica).

PS: visto che ci saranno molti commenti del tipo “ma tu chi sei per dire queste cose” sappiate che ho girato in pista con Lorenzo, Checa e Melandri e tutti e tre mi hanno notato: per forza, mi superavano almeno tre volte ogni due giri 🙂

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