Superstars 2012, a Monza il via al mondiale sotto la stella di Mercedes e Liuzzi

Entusiasmante inizio di stagione per la Superstars, che vede al via ben nove differenti case e cinque ex piloti di Formula 1. Auto che possiamo incrociare per strada portate al massimo da grandi campioni e lo spettacolo non si è fatto attendere

 

C’è già chi chiama la Superstars la Superbike a quattro ruote, e in effetti i punti di contatto non sono pochi… ma quelli che ci sono piaciuti di più sono lo spettacolo in pista e l’accoglienza nei box. Vetture (da sogno) derivate di serie caratterizzate da motori V8 da 5.000 cc con oltre 500 cavalli sono scese in pista a Monza per due gare combattute dalla prima all’ultima staccata. D’altronde anche scorrendo i nomi dei piloti in pista non si può restare indifferenti, visto che tra gli altri scenderanno in pista (non tutti erano presenti a Monza) Johnny Herbert, Gianni Morbidelli, Christian Fittipaldi, Mika Salo e Vitantonio Liuzzi. E proprio il pilota pugliese con alle spalle 81 gran premi di Formula 1 è stato il protagonista di questo week end. 

A dire il vero le cose non erano iniziate molto bene il sabato, visto che una foratura gli ha impedito di disputare le qualifiche e lo ha costretto a partire in gara 1 penultimo in ultima fila, con ben ventidue vetture davanti alla sua Mercedes C63 Amg… ma Liuzzi non si è lasciato intimidire né dalla posizione di partenza né dalle sportellate che a differenza della F1 ci si scambia in questo tipo di gare e posizione dopo posizione ha terminato al terzo posto! Se non fosse entrata in pista la Safety car probabilmente sarebbe andata anche meglio, ma come prima gara nella categoria Superstars non ci si può lamentare!
Il regolamento di queste corse prevede che in gara 2 le prime otto vetture partano invertite rispetto all’ordine di arrivo di gara 1, così l’ottavo parte primo, quindi il settimo e così via. In questo modo Vitantonio Liuzzi è scattato dalla sesta posizione in griglia e ha terminato davanti a tutti gara due, salendo così per la seconda volta sul podio e stavolta sul gradino più alto… Nella pausa tra gara 1 e 2 abbiamo avuto modo di parlare un po’ proprio con Liuzzi, che si è dimostrato estremamente disponibile, simpatico, modesto e un vero appassionato di motori oltre che pilota di primo livello.

Come giudichi questa prima gara nella Superstars?
Mi sono divertito. Non ho voluto spingere troppo (meno male! ndr) perché volevo evitare di finire fuori per un errore. Ero un po’ preoccupato per le possibili sportellate, però devo dire che sono stati tutti abbastanza corretti. La vettura è meravigliosa, si guida veramente bene, però non avendo provato molto prima ci ho messo un po’ a prendere dimestichezza. Credo di aver fatto il miglior tempo all’ultimo giro. Sabato ho forato e non ho potuto provare, in tutto prima di oggi avevo fatto solo una decina di giri in pista con questa vettura, però mi sono adattato in fretta.

Come mai avete provato così poco?
Per distribuire meglio i pesi sulla configurazione da gara hanno arretrato il cambio, ma questo motore ha talmente tanta coppia che gli ingranaggi non reggevano in accelerazione. Questo ci ha un po’ rallentato nello sviluppo.

Cosa cambieresti a questa C63 Amg?
Dovremo lavorare sull’aerodinamica. Quando si seguono le altre vetture in scia sembra che il cofano debba esplodere da un momento all’altro… per ora risolverò il problema stando davanti!

In questa serie ci sono Jaguar, Bmw, Audi, Maserati… chi temi di più?
Mi hanno stupito le Audi, per fortuna in questo momento sono indietro di motore rispetto a noi, ma la trazione integrale gli permette di frenare anche venti metri dopo di noi e di entrare in curva senza problemi. Oggi magari no, ma se dovessero crescere come prestazioni sarebbero un brutto avversario.

Da ex pilota di Formula 1 come ti trovi in Superstars?
Per me guidare un’auto significa portarla al limite, a prescindere che questo sia a trecento o a cento chilometri all’ora. Certo rispetto alle F1 queste vetture sono più pesanti e frenano in spazi più lunghi, però il vantaggio è che qui c’è tempo per pensare mentre in Formula 1 no, tutto avviene in un istante.

E dei tuoi colleghi piloti? Il più giovane ha 17 anni ma altri sono più… maturi…
Questa cosa mi ha colpito, e in effetti in queste gare non conta tanto il fisico quanto l’esperienza, e qui ci sono alcuni che ne hanno da vendere… credo proprio che avrò la possibilità di imparare molto.

 

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