WRC Turchia 2018: l’intervista a Pierre Budar a fine gara

WRC Turchia 2018: l’intervista a Pierre Budar a fine gara - Foto  di

"La performance della C3 WRC c'è"

Come valuta questa prima esperienza in Turchia per la C3 WRC?

L’aspetto positivo è che la C3 WRC ha mostrato ancora una volta la sua velocità su questi tracciati cronometrati dalle caratteristiche inedite. Sin dal primo giorno di gara, Mads e Craig hanno combattuto per il podio, con Craig che ha persino segnato lo scratch nella speciale più lunga e più difficile del rally. E avevamo anche un buon ritmo domenica, a dimostrazione che la performance c’è. Abbiamo scoperto sul campo che la resistenza necessaria per questa gara è molto più elevata rispetto al solito, con sollecitazioni estreme, e un deterioramento molto rapido delle piste, già difficili in partenza, che la nostra C3 WRC non aveva ancora provato. In questo contesto particolare, siamo stati vittime di alcuni problemi tecnici finora mai incontrati. Sono molti anni che sul calendario non è previsto un rally così impegnativo per le meccaniche. Però abbiamo raccolto molte informazioni durante il weekend e, grazie a questi insegnamenti sul tipo di terreno, uniti alle esperienze passate del Marchio in rally come quelli dell’Acropoli o del Safari in Kenya, sappiamo già come farci trovare preparati la prossima volta.

Come valuta la prestazione del team?

Voglio premiare l’eccellente lavoro effettuato dai nostri ingegneri e meccanici, che sin dalle ricognizioni, hanno preso ottime iniziative per preservare al massimo l’integrità delle nostre auto in queste condizioni di guida eccezionali. Inoltre, ad ogni assistenza, hanno completamente rimesso a nuovo le auto in tempi molto ristretti. Non si sono limitati all’intervento sulla C3 WRC alla quale erano assegnati, ma si sono affrettati a passare all’auto successiva appena avevano terminato con la loro. È stata una bella prova di collaborazione, e più in generale una prova della coesione che è alla base del nostro team.

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