Audi Q5 – Test Drive

La chiave non si gira, si preme e si spinge un bottone, il motore parte, la consolle si accende. Il benvenuto è avveniristico, il navigatore del nuovo sistema MMI ci mostra dove siamo con una grafica simil Playstation: sono rappresentati i palazzi circostanti come appaiono nella realtà. Mettiamo il cambio su Drive e schiacciamo l’acceleratore. […]

La chiave non si gira, si preme e si spinge un bottone, il motore parte, la consolle si accende. Il benvenuto è avveniristico, il navigatore del nuovo sistema MMI ci mostra dove siamo con una grafica simil Playstation: sono rappresentati i palazzi circostanti come appaiono nella realtà. Mettiamo il cambio su Drive e schiacciamo l’acceleratore. Nel traffico, cercando di uscire dalla zona dell’aeroporto, ci troviamo, io e l’addetto stampa Audi che mi fa compagnia, subito a nostro agio anche nel traffico: la macchina è sì un SUV, quindi non tra le più compatte, per quanto sia affusolata e bassa (solo 165 cm di altezza), ma grazie ai grandi vetri che garantiscono un’ottima visione intorno al veicolo e al motore sportiveggiante (il 2.0 TSFI che abbiamo provato ha 211 Cv e una coppia di 350 Nm/1500 a 4200 giri/minuto), ci si districa bene anche nelle file e negli spazi stretti. Il cambio S Tronic, se in automatico, intorno ai 3000 giri innesta la marcia successiva e se non si lascia il gas si arriva alla settima in men che non si dica; funziona con una doppia frizione, per cui mentre si è in una marcia usando una frizione, l’altra prepara la prossima che sarà la superiore se si è in accelerazione o inferiore se in fase di frenata o rallentamento; il tutto si percepisce soprattutto quando si inseriscono le marce manualmente senza che ci siano momenti “vuoti” tra il passaggio da l’una all’altra. Abbiamo anche scoperto che l’Audi Q5 ha una gran bella voce: viaggiando con il cambio automatico, infatti, ci si ritrova facilmente in sesta o settima, per garantire il minor impatto ambientale possibile, oltre che il minor consumo possibile e se si vuole fare un sorpasso, ma non si hanno chilometri di strada libera a disposizione, sarà il caso di passare alla modalità manuale e scalare un paio di marce, ignorate quello che vi suggerisce il computer (infatti sul display, in modalità manuale, oltre alla marcia inserita viene segnalata anche quella consigliata) e schiacciate il pedale dell’acceleratore: un bellissimo suono aggressivo fuoriesce dal motore e sorprendentemente per la sua corporatura, la Q5 si scaraventa all’attacco quasi fosse una coupé, spingendovi contro lo schienale del sedile, forte anche del suo cx di tutto rispetto pari allo 0,33. Questa in estrema sintesi è la Q5: efficienza e sportività, comodità avveniristica dentro, ma anche comodità nel guidare in città e in ogni condizione; poter contare su un propulsore che dia emozioni a chi ama la velocità senza dover rinunciare ad affrontare sterrati, dossi o asperità, senza però neanche mettersi in testa di farci la Parigi Dakar… è pur sempre un SUV anche se molto veloce e versatile. L’Audi, insomma, propone una ricetta che già sa essere vincente: tanti ubbidienti cavalli, tecnologia all’avanguardia, ricercatezza nei dettagli e una linea sportivamente elegante com’è tradizione della casa dei quattro anelli.

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