Auto d’epoca “fasulle”: serve la certificazione tramite lista chiusa che individui con criteri oggettivi i veicoli storici

Secondo ACI serve la stesura di una lista chiusa che individui con criteri oggettivi i veicoli storici per differenziare le "vere" auto d’epoca da quelle "fasulle" che a volte sono solo vetture vecchi che di storico hanno solo i documenti

Abbiamo già parlato di auto storiche “fasulle” qualche settimana quando la proposta di legge che vuole alzare a 30 anni il limite per definire un’auto storica e quindi la conseguente esenzione dal bollo, ha scatenato accesi dibattiti tra chi è a favore in quanto si andrebbe finalmente a porre una stretta fiscale sulle “false auto storiche” e chi è contro. E oggi si torna a parlare di auto storiche “fasulle”; il presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, ha infatti chiuso la sessione della Conferenza del Traffico e della Circolazione dedicata al tema all’automobilismo storico affermando che “In Italia troppe auto godono dei vantaggi esclusivi dei veicoli storici senza meritarli: mezzi vecchi che di storico hanno solo i documenti”.

 

Da anni ACI denuncia le criticità del settore, imputabili soprattutto agli attuali sistemi di certificazione dei veicoli che impongono ai proprietari il pagamento di un obolo ad un organismo privato per accedere alle tutele di legge. La normativa prevede da anni la stesura di una lista chiusa che individui con criteri oggettivi i veicoli storici, ma per le quattro ruote questo riferimento è sempre mancato.

ACI Storico, un nuovo interlocutore per gli appassionati, per i proprietari, per le compagnie assicurative e per le istituzioni nazionali e locali, ha creato una lista chiusa di 360 modelli, cercando di colmare il gap rispetto alla normativa a beneficio di tutto il settore. “La certificazione dei veicoli è una fase fondamentale – ha affermato Rodolfo Gaffino Rossi, direttore del Museo dell’Automobile di Torino – perché ne assicura originalità e storia. La lista chiusa dell’ACI garantisce il valore futuro del nostro patrimonio automobilistico, senza contaminazioni di numeri e volumi”. “Da anni si cercano soluzioni efficaci nei criteri di riconoscimento di un’auto d’epoca – ha spiegato Vittorio Klun, presidente dell’Associazione Amatori Veicoli Storici – e senza riferimenti precisi anche il legislatore ha compiuto errori. Serve un atto di indirizzo del Governo affinché un’auto sia certificata come storica solo se conservata e restaurata secondo i più stretti canoni originari”.

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