Maserati Quattroporte S – Test Drive

Prova su strada Siamo a Salisburgo, patria della cioccolata, ma soprattutto di Mozart e del valzer, all’esterno dell’hotel dieci Maserati attirano gli sguardi persino dei passanti che vanno con maggior fretta: le linee sono morbide e fluenti, l’aspetto è compatto e sembra esser stato ricavato dal pieno invece che assemblato e risulta elegante sia in […]

Prova su strada Siamo a Salisburgo, patria della cioccolata, ma soprattutto di Mozart e del valzer, all’esterno dell’hotel dieci Maserati attirano gli sguardi persino dei passanti che vanno con maggior fretta: le linee sono morbide e fluenti, l’aspetto è compatto e sembra esser stato ricavato dal pieno invece che assemblato e risulta elegante sia in blu che in grigio. Non è propriamente una sportiva, in fin dei conti è una berlina, una di quelle macchine che hanno i direttori d’azienda, di solito sono macchine teutoniche che nel nome hanno almeno una L ad indicarne il lusso, mentre la Maserati ha nel nome una S, proprio perché seppure sia una berlina, ha invece un’indole molto sportiva, come si apprezza fin da subito. Sali e ti ritrovi in una via di mezzo tra un cockpit di caccia da guerra e un salotto finemente allestito. Molto belli i colori degli interni, ma soprattutto molto accogliente il sedile, regolabile in ogni modo, così come il volante. Si mette in moto il motore e immediatamente il V8, oltre ad emettere un bellissimo suono degno di un’auto da corsa, ci manda un brivido per la schiena. Mettiamo il cambio in drive e partiamo. Nella noia per uscire da Salisburgo giocherelliamo con il sistema multimediale della Bose e scopriamo che oltre ad avere una porta USB, il cavo per l’ipod e ovviamente il bluetooth, ha anche un hard disk da 30 Gb, oltre a numerose altre chicche che non abbiamo lo spazio per elencare. Scopriamo inoltre che anche i sedili posteriori sono regolabili, che la tendina sul lunotto, per la privacy del proprietario, è elettrica: insomma come berlina di lusso e di rappresentanza ha tutto e pure molto di più. Finalmente i semafori si diradano, la strada si fa più tortuosa e arriva il momento di vederla sul guidato.

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