Metano crolla e viene raggiunto da auto elettriche e ibride plug-in

Il mercato italiano di ottobre ha segnato una flessione dell'8% causata, secondo la maggior parte degli analisti, dal crollo del Diesel che ha effettivamente perso il 27%, compensato in parte dal benzina cresciuto del 22,5% ma la flessione più forte ed incredibile arriva dal metano che perde il 62,7% scendendo a 1.189 immatricolazioni che permettono ad auto elettriche ed ibride plug in di raggiungerlo! Anche il GPL scende del 3,4%.

I dati del mercato automobilistico italiano indicano una certa stabilità nei primi 10 mesi dell’anno con una flessione del 3,3% dovuta principalmente a settembre ed ottobre poco brillanti a causa dell’attacco ai motori Diesel con relativi blocchi del traffico degli stessi propulsori a gasolio Euro 0, 1, 2, 3 con la minaccia di bloccare pure gli Euro4.

Diesel atteso in calo ma non di GPL e Metano che scendono anzichè salire approfittando dell’ondata ecologica
Per le versioni a gasolio non sorprende quindi il calo di ottobre del 27% che porta la flessione dei primi 10 mesi a quota 10,6% che si traduce in oltre 100.000 vetture vendute ed il trend comincia ad impensierire sempre più le case e le loro concessionarie, tanto che la leader Fiat ha iniziato a vendere la sua Tipo Diesel a meno della sorella a benzina! L’incertezza politica e le maggiori amministrazioni comunali come Roma e Milano più Torino spaventano sempre più gli automobilisti che nel dubbio o non comprano o abbandonano il Diesel il cui prezzo alla pompa non è più conveniente come una volta.

Se scende il Diesel sicuramente ne approfitta in parte il benzina, ma i dati confermano questa tesi solo in parte perchè si il benzina ha fatto un balzo ad ottobre del 22,5% portandosi in territorio positivo nei primi 10 mesi con un +4% ma la sorpresa negativa è arrivata dal metano che è crollato del 62,7% vendendo appena 1189 unità e nei primi 10 mesi invece il segno resta positivo al 27,9% con 34.075 auto vendute che evidenziano drammaticamente come a novembre si sia inceppato qualcosa pur essendo il prezzo del metano molto competitivo ma il punto debole appare sempre più la rete distributiva che non copre adeguatamente tutto il Paese ed anche dove sono presenti le stazioni di servizio le pompe erogano il gas a pressione bassa allungando i tempi e le code per fare il pieno. Altro problema è che modelli molto richiesti non sono ora disponibili ed i tempi di consegna sono diventati talmente lunghi da convincere i clienti a passare al benzina, al gasolio o magari alla versione elettrificata con la stessa carrozzeria.

Lo stesso GPL non ne ha approfittato continuando a perdere il 3,4% che è la stessa percentuale dei primi dieci dodicesimi del 2018 pur essendoci una vasta offerta di modelli ma ansietà e revisioni bloccano il decollo di questa alimentazione che ha portato alla crisi degli stessi installatori. Sul metano ha sicuramente pesato il cambio di marcia degli stessi Comuni (Milano in testa) che prima lo hanno equiparato alle vetture ecosostenibili per poi cambiare idea scottando pesante i poveri automobilisti che avevano comprato una vettura gassosa pensando di poter circolare in Area C a Milano o in centro a Bologna (per fare due esempi) e poi invece i politici hanno cambiato idea…

No Diesel, No Gas si Elettricità con elettriche e ibride in forte crescita
I dati di ottobre confermano invece che, lentamente ma non troppo, la via della elettrificazione sta prendendo piede e comunque le 587 elettriche insieme alle 548 ibride plug in sono quasi le stesse vendute a Metano che costano ben di meno e vantano una offerta più completa grazie all’impegno dei gruppi FCA e Volkswagen. Le ibride senza spina hanno superato quota 8.000 ed ancora poco ed arriveranno al livello del GPL.

Insomma anche l’Italia comincia a comprendere come la via della elettrificazione, gradualmente, passerà da numeri da microscopio a quote di mercato decisamente consistenti confidando che la stessa infrastruttura cresca di pari passo perchè ad oggi l’unico network veramente efficiente è paradossalmente straniero e pure chiuso visto che Tesla può contare per i suoi clienti di oltre 300 colonnine Supercharger da 120 kWh (destinate ad aumentare di numero e di potenza) a cui se ne aggiungono oltre 1.000 nei Destination Charging con potenze fra 11 e 22 kWh ed oggi neppure ENEL X, nell’alto di gamma delle potenze, può vantare una rete paragonabile a Tesla e quest’ultima ha tutti gli stalli sempre monitorati e se vanno in tilt nel giro di 4 ore vengono rimessi in ordine.

Vedremo nei prossimi mesi se il metano tornerà ad essere amico degli italiani!

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