Opel Corsa GSi, la storia della piccola sportiva tedesca

Nata nel 1987, ha conquistato il cuore di tanti appassionati. La sportività è sempre stata intrinseca nel suo Dna. Un patrimonio trasmesso per quattro generazioni

La capostipite è stata presentata nel 1987 al Salone dell’Automobile di Francoforte. La sigla GSi era sinonimo di sportività, alte prestazioni e aggressività senza compromessi. La prima generazione dell’Opel Corsa, prodotta nello stabilimento di Saragozza (in Spagna), faceva proseliti sul mercato da cinque anni. Nel 1988 la Casa tedesca decideva di ampliare l’offerta, lanciando la versione GSi. Montava un quattro cilindri da 1.6 litri, capace di erogare 98 CV e raggiungere i 186 km/h di velocità massima. Adottava l’ iniezione elettronica, mentre le altre versioni avevano ancora i carburatori. L’assetto era pensato per gestire al meglio la maggiore potenza, con le sospensioni anteriori McPherson, quelle posteriori a bracci di torsione, le barre stabilizzatrici anteriori e posteriori, i freni anteriori a disco e quelli posteriori a tamburo. Un mix perfetto che garantiva piacere di guida al volante, grazie anche al peso ridotto della vettura.

 

La seconda generazione
Mentre per la prima serie passarono sei anni tra il lancio del nuovo modello e quello della versione Gsi, per la seconda serie l’Opel non perse tempo. Forte del successo riscontrato dalla sua antenata, nel 1993 la Casa tedesca lasciò passare solo pochi mesi dall’anteprima della seconda generazione dell’Opel Corsa per affiancarle subito l’allestimento GSi. Stavolta, però, alla classica sigla si affiancava il suffisso 16V, a sottolineare il fatto che il motore da 1.6 litri disponeva di quattro valvole per cilindro, invece delle due del precedente modello. Questa evoluzione permise di aumentare la potenza a 109 CV, con la coppia massima che salì da 132 Nm a 150 Nm, grazie anche a un miglioramento del sistema di iniezione con controllo del battito in testa. La seconda serie dell’Opel Corsa GSi era più lunga di 11 centimetri rispetto alla prima versione. Le dimensioni maggiori della carrozzeria e l’adozione di nuove dotazioni di sicurezza avevano fatto lievitare il peso di 80 kg. Nonostante questo, però, la crescita della potenza del motore e l’affinamento dell’aerodinamica garantivano all’Opel Corsa GSi 16V di toccare i 195 km/h di velocità di punta.   

 

La terza generazione
Nel 2001 (un anno dopo il battesimo della terza serie della bestseller di Casa Opel) arrivava la terza generazione della versione GSi. Venne presentata come la Corsa più veloce di sempre: 125 CV che permettevano di raggiungere una velocità massima di 204 km/h. Merito del nuovo motore Ecotec da 1.8 litri e della riduzione del coefficiente di resistenza aerodinamica. Modificata la geometria delle sospensioni, per una reazione più precisa ai movimenti dello sterzo e un migliore comfort di marcia. L’impianto frenante sfoggiava quattro freni a disco (anteriori ventilati) con l’Abs, mentre il controllo elettronico della trazione evitava slittamenti delle ruote motrici. Il passo di 249 centimetri era il più lungo della categoria, mentre la scocca interamente zincata era più rigida del 33% rispetto a quella della seconda generazione GSi: ciò consentiva di migliorare la protezione degli occupanti e la qualità della vettura. A conferire un aspetto più dinamico all’Opel Corsa GSi ci pensavano poi le novità stilistiche.

 

La quarta generazione
Presentata in anteprima mondiale il 7 giugno 2007 al Salone dell’Automobile di Barcellona, la quarta serie della versione GSi della vettura tedesca di segmento B è equipaggiata con un 1.6 turbo benzina da 150 CV. Dispone di una coppia massima di 210 Nm e raggiunge una velocità di punta di 210 km/h. Per la prima volta i clienti dell’Opel Corsa GSi possono scegliere tra una versione a tre e a cinque porte. L’ottimo comportamento su strada è assicurato dal servosterzo elettrico ad effetto variabile e progressivo, dall’assetto sportivo ribassato e dal controllo elettronico della tenuta di strada. L’evoluzione migliora consumi, prestazioni, sicurezza e comfort. Ma la sportività resta intrinseca nel Dna della GSi.

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