Prosegue quasi imperterrita la corsa al ribasso dei prezzi del petrolio, che ha toccato livelli così bassi come non accadeva oramai da gennaio 2011. La conseguenza logica di questi ribassi è la riduzione delle quotazioni internazionali della benzina e del diesel, con i listini dei carburanti che, seppur di qualche frazione di centesimo, stanno scendendo. Certo il ribasso del costo dei carburanti al pubblico è minimo, se comparato con quello del costo del petrolio, che in poche settimane è passato da 115-120 dollari al barile a 90 dollari al barile.
Nei giorni scorsi, addirittura, si era scesi fino a quasi 80 dollari. Tanti i motivi per cui il prezzo del petrolio sta scendendo: la concorrenza sui mercati internazionali dei nuovi idrocarburi alternativi «shale» e l’Arabia Saudita sta inondando i mercati di greggio indicando come prezzo obiettivo i 70/80 dollari per barile. Qualcuno dice che lo faccia proprio per mandare fuori mercato la produzione di «shale oil» e per mettere pressione alla Russia.
Negli ultimi giorni sono da segnalarsi ribassi sia sul listino prezzi ENI (-1,5 centesimi al litro la benzina e -1 centesimo il Diesel), sia su quello Tamoil (-1 centesimo sia benzina che Diesel).