Retrovisori con telecamere e maniglie a scomparsa, se il futuro è una bugia

La differenza tra lusso e spreco sa come essere sottile: è il caso delle auto premium con maniglie a scomparsa e retrovisori a schermo. Ecco perché

Chi lavora nel mercato del lusso tiene sempre a mente una regola aurea: la differenza con l’ordinario è nei dettagli. Tra uno smartphone a buon mercato e l’ultimo top di gamma a cambiare non è certo il modo di comporre un numero telefonico. O, per entrare nel tema, tra una vettura premium e un’utilitaria non è il numero di ruote ad essere diverso. La bravura di chi produce automobili di lusso è quella di scegliere con cura i dettagli che trasformano cose in esperienze.

Quando anche le utilitarie regolano la loro velocità automaticamente sul veicolo che le precede però, per i costruttori premium il lavoro diventa più complesso. Si finisce così a sostituire gli specchietti retrovisori con telecamere e a proporre maniglie a scomparsa per le portiere. Il che, in entrambi i casi, sfiora il ridicolo. Quanto siete disposti a spendere per essere diversi? Non in termini economici, dove la relatività è tutto, ma in praticità, fattore decisamente più oggettivo.

Cominciamo dalle maniglie a scomparsa. Su alcune auto sono ad azionamento elettrico, quindi in caso di batteria completamente scarica non funzionano. Già questo dovrebbe farvi capire che un optional del genere “non s’ha da fare”. Non potete, infatti, far partire l’auto a spinta o (se la batteria vi abbandona in condizioni meteo avverse) ripararvi all’interno dell’abitacolo in attesa di soccorsi. Non parliamo dei vantaggi derivati dall’avere maniglie a scomparsa solo perché, obiettivamente, non ce ne sono.


Un cx più aerodinamico potrebbe essere raggiunto ugualmente con maniglie “a palpebra” e, su vetture adibite all’uso stradale, sarebbe comunque inutile. È invece vero che, in caso di forti gelate, la brina depositata attorno alle maniglie potrebbe ghiacciare rendendo impossibile la fuoriuscita delle stesse: in questo caso in auto non ci entrate nemmeno a batteria carica, ma potrete tentare un ingresso d’emergenza dal bagagliaio. Ad ogni buon conto maniglie di questo tipo sono belle da vedere ed in qualche modo riescono a  giustificare la loro esistenza. Non si può dire lo stesso, però, dei retrovisori con telecamera.

Uno specchietto retrovisore con resistenza termica per lo sbrinaggio può costare qualche centinaia di euro, e stiamo pensando ad un modello senza indicatori di direzione integrati. Inutile conteggiare l’ipotetico costo di un impianto che richiede, in termini hardware: braccetto retrovisore, telecamera ad alta definizione con modalità notturna (altrimenti a che serve?) e monitor integrato alla portiera, necessario a riprodurre le immagini catturate.

In un mercato premium che punta sulla guida autonoma come massima espressione del know-how ingegneristico raggiunto, presentare auto con questo sistema -azzardato anche da costruttori generalisti su vetture in fase concept- sembra un goffo tentativo d’innovazione.

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