Seat Leon TwinDrive EcoMotive

Seat presenta la Leon TwinDrive EcoMotive, ibrida sviluppata con l'appoggio del ministro spagnolo per l'industria Miguel Sebastian. Il debutto previsto per il 2014.

Seat Leon TwinDrive EcoMotive. A evidenziare l’importanza di questo progetto basterebbe elencare i grandi nomi presenti al Centro Tecnico Seat durante la presentazione della Leon TwinDrive EcoMotive: Francisco García Sanz, membro del comitato esecutivo della Volkswagen e presidente del Consiglio di Amministrazione Seat e il Presidente della Seat Erich Schmitt mentre come rappresentanza di governo Miguel Sebastián, ministro spagnolo per l’industria e il turismo. Questo avvenimento però non è soltanto l’ennesima presentazione di una nuova concept o prototipo: in casa Seat hanno intenzioni serie e molto concrete. Dopo che il gruppo Volkswagen aveva presentato la Volkswagen Golf Twin Drive, è ora il turno della Leon. Questo prototipo ibrido segna una svolta nella storia del marchio spagnolo, che ha deciso di investire risorse notevoli per lo sviluppo di nuove tecnologie. Certo, sono agli inizi, ma da qui fino al 2014, anno previsto per il debutto ufficiale, c’è ancora molta strada da poter percorrere. Tuttavia i primi dati e risultati sono incoraggianti. Basato chiaramente sulla Leon, il prototipo prevede l’uso di un motore elettrico a batterie agli ioni di litio durante i tratti urbani, mentre il motore a combustione interna interviene durante i viaggi più lunghi. Con la possibilità di utilizzare i due propulsori contemporaneamente, consumi ed emissioni si riducono ancora di più. Ma scendiamo più nel dettaglio. Il motore elettrico eroga 50cv capace di una velocità massima autoimposta intorno ai 100 km/h. Attualmente l’autonomia con le batterie caricate completamente è di 50 km ed è qui che il lavoro dei tecnici e ingegneri Seat si concentrerà. 50 km sono a dire il vero pochi, ma gli sviluppi porteranno ad una capacità maggiore. SEAT spera infine di produrre veicoli che siano completamente elettrici, che non producano emissioni nocive e di conseguenza innocui per l’ambiente. Vedremo quindi in futuro quali sviluppi si attendono, sperando che, oltre all’entusiasmo iniziale, il progetto vada avanti comunque.

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