Ecobonus auto elettriche e ibride: semaforo verde

Il decreto divide in due classi le vetture alle quali è possibile applicare gli incentivi che variano dai 1.500 ai 6.000 euro, ma Gian Primo Quagliano presidente del Centro Studi Promotor: "Iniziativa che serve a poco per il settore auto"

Sul sito ecobonus.mise.gov.it è attiva la piattaforma per conoscere gli ecobonus relativi all’acquisto di auto elettriche e ibride voluto da Governo e promosso dal ministero dello Sviluppo Economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti oltre che da quello dell’Economia e delle Finanze.

Ecobonus: tutto quello che c’è da sapere

Il provvedimento messo in atto consentirà ai concessionari delle case interessate di inserire su una piattaforma dedicata agli ecobonus e la prenotazione dell’incentivo. Il decreto divide le classi di vetture in due, con promo variabili dai 1.500 ai 6.000 euro. Del primo elenco fanno parte le auto elettriche con valori di emissioni di CO2 da 0 fino a 20 g/km, entro un listino massimo di 61.000 euro IVA compresa. La riduzione del prezzo è di 6.000 euro in caso di rottamazione di una vecchia auto omologata Euro 1, 2, 3 o 4, mentre rottamazione scende a 4.000 euro. Di questa lista fanno parte la Bmw i3, la Citroen C-Zero, la Hyundai Kona EV, la Kia Soul Eco Electric, la Nissan Leaf, la Smart Fortwo EQ, le Volkswagen e-Up, e-Golf e la Tesla Model 3.

La seconda classe è riservata a quei modelli (tutti ibridi plug-in) che sono omologati con emissioni di CO2 comprese fra 21 a 70 g/km. Lo sconto di cui si può usufruire è pari a 2.500 euro con rottamazione, valore che scende a 1.500 euro senza consegna di modello inquinante. I veicoli a regime di sconto sono l’Audi A3 e-Tron, le Bmw Active Tourer 225xe e Serie 5 versione 530e, le Kia Niro Plug In e Optima Plug-in Hybrid, la Mercedes GLC 350e, la Mini Countryman Cooper S E, la Mitsubishi Outlander Phev e la Toyota Prius Plug-in Hybrid.

Gian Primo Quagliano presidente del Centro Studi Promotor, si dice scettico sull’iniziativa, così come altri addetti ai lavori: “La pubblicazione ad oltre un mese dall’entrata in vigore degli ecobonus previsti dalla Legge Finanziaria per il 2019 non servirà certo a far uscire il mercato italiano dell’auto dalla situazione di pericolosa stagnazione in cui è entrato – ha detto all’ANSA -. Sarebbe stato molto più opportuno che il Governo avesse previsto il riconoscimento ai veicoli a basso impatto di un regime fiscale, come nel resto d’Europa, con detrazione integrale dell’IVA e deduzione integrale dai costi dell’ammortamento e degli oneri di gestione. Il processo di sostituzione dei veicoli tradizionali con soluzioni a basso impatto ambientale non può che iniziare dalle flotte aziendali, come, tra l’altro, sta succedendo all’Estero“.

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