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Scarico moto aftermarket: basta che sia omologato per essere in regola?

Sostituire il terminale di scarico della propria moto è un'operazione molto semplice... ma cosa serve per non incorrere in sanzioni?

Quando un motociclista acquista la moto che ha sempre desiderato, la prima cosa che promette a sé stesso è quella di lasciarla originale così come mamma l’ha fatta… fintanto che non inizia a sfogliare le riviste del settore e incomincia a fare la lista di tutti gli accessori che ha intenzione di acquistare per renderla più grintosa e accattivante! D’altronde è normale valutare la sostituzione di frecce, manopole e portatarga con prodotti dall’indole più sportiva rispetto alle loro controparti originali, e la stessa cosa si può dire degli impianti di scarico.

In questo contesto, tuttavia, bisogna prestare particolare attenzione: lo scarico aftermarket che andrete ad acquistare catturerà quasi sicuramente l’attenzione delle Forze dell’Ordine con il proprio sound, quindi la prima cosa da fare è verificare di essere in regola per la circolazione su strada. Come? Continuate a leggere la nostra guida!

SCARICO MOTO: COSA DICE LA LEGGE

Le disposizioni del Codice della Strada che presentano le regole a cui tutti i motociclisti devono sottostare in materia di scarichi moto sono gli artt. 71 e 72 e gli artt. 78 e 79. I primi due definiscono la regolamentazione di base sui dispositivi che devono essere installati sulle due ruote, tra i quali anche gli scarichi che vengono considerati come “fonte di inquinamento acustico”. In particolare, l’art. 72 afferma che il terminale di scarico deve essere conforme alle specifiche della moto su cui andrà installato, secondo le indicazioni riportate nella carta di circolazione.

L’art. 78, invece, prevede la necessità di effettuare degli specifici accertamenti e prove presso gli Uffici della Motorizzazionenel caso siano apportate delle modifiche alle caratteristiche costruttive e funzionali, ovvero ai dispositivi di equipaggiamento indicati negli artt 71 e 72”. Quello successivo, inoltre, regolamenta il corretto funzionamento del terminale di scarico, che non deve essere modificato in alcun modo né nelle sue dimensioni né nella sua posizione originale.

SCARICHI AFTERMARKET: FONDAMENTALE L’OMOLOGAZIONE

Nel momento in cui un motociclista abbia l’intenzione di sostituire il terminale originale della sua compagna di viaggio, è necessario indirizzare necessariamente la propria scelta verso uno scarico omologato. Acquistandone uno di questo tipo, si sarà perfettamente in regola con il Codice della Strada: sullo scarico, infatti, sarà presente il marchio dell’omologazione effettuata dall’azienda produttrice, corredato dall’apposita dichiarazione che è opportuno portare sempre con sé ogni qualvolta si circoli su strada.

Non sarà necessario, invece, riportare la sostituzione dello scarico sulla carta di circolazione della propria moto: secondo la circolare ministeriale DCIVB/03 del 24/11/1997, infatti, tale modifica “si configura come essenzialmente differente rispetto alla vera e propria alterazione delle caratteristiche fisiche e meccaniche dell’intero sistema di scarico, per cui è prevista la visita e la prova presso gli Uffici della M.C.T.C.”.

I RISCHI DEGLI SCARICHI NON OMOLOGATI

I terminali omologati sono solitamente sottoposti a una procedura di omologazione del tutto simile a quelli originali che equipaggiano le moto che escono dalle catene di montaggio, oltre a una prova prestazionale sul banco dinamometrico dove la potenza erogata non deve superare la tolleranza del 5% rispetto alle performance dell’unità di serie. Gli scarichi racing, invece, seguono un percorso sostanzialmente diverso: il loro scopo è quello di aumentare le prestazioni della moto, un obiettivo che va a scontrarsi con le disposizioni del Codice della Strada.

I rischi di chi circola con questi terminali di scarico, che il più delle volte superano anche il livello di rumorosità riportato sulla carta di circolazione del veicolo sul quale sono installati, sono parecchi. Innanzitutto si viola l’art. 72, che al comma 13 prevede che “chiunque circoli con dispositivi che manchino o non siano conformi alle disposizioni stabilite nei previsti provvedimenti è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 84 a 335 Euro”.

In caso di contestazione su strada da parte delle Forze dell’Ordine, questo è l’unico articolo realmente valido. L’art. 78, che il più delle volte viene posto in essere contro i “pistaioli” della domenica, può essere applicato esclusivamente in caso di richiesta della prova prevista per lo scarico in questione presso la Motorizzazione. La sanzione, nell’eventualità in cui il motociclista sia stato beccato a circolare con scarichi non omologati per l’uso su strada, è particolarmente severa: ritiro della carta di circolazione e multa da 419 a 1.682 Euro.

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