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Aprilia Dorsoduro Factory – Test Drive

Arriva la versione Factory della Dorsoduro, ancora più sportiva e ricca di rifiniture, sempre capace di emozionare e regalare grandi dosi di adrenalina

Aprilia Dorsoduro Factory – Test Drive. La Dorsoduro ha rappresentato una grande svolta per Aprilia e anche per gli appassionati del divertimento, è stata la fusione tra il mondo del motard e delle supersportive, l’incontro tra 2 dei campi in cui Aprilia da sempre eccelle e il risultato è da subito sembrato eccellente. Alla casa di Noale, si sa, amano le corse, le prestazioni al top e l’adrenalina che scorre a fiumi, concetti che si riassumono semplicemente nella parola Factory, che spesso campeggia sui suoi modelli. Della Dorsoduro mancava, fino ad oggi, questa versione che esasperasse ancora di più le caratteristiche di questa moto.

Dal punto di vista del motore nulla è cambiato, si sono invece apportate piccole ed essenziali migliorie ad un progetto che era già vicino alla sua massima espressione. Innanzitutto, facile a vedersi anche da lontano, un uso smodato di carbonio di cui sono composte le cover serbatoio e il copriblocchetto. È stata poi evoluta la forcella, ora completamente regolabile e anche l’impianto frenante ha visto delle innovazioni che l’hanno reso ancor più efficace: sono state adottate pinze ad attacco radiale della Brembo più grandi che attaccano su dischi a margherita.

In autunno è previsto l’arrivo dell’ABS, ormai indispensabile per il mercato tedesco e che, comunque, sta prendendo rapidamente piede anche da noi.
La versione Factory della Dorsoduro si discosta poco, in termini di prezzo, dalla versione “base”, arrivando a costare 9.990 € f.c., mentre l’ABS farà levitare il costo di altri 600 €.
La moto è già disponibile per l’acquisto dai concessionari e se quello che cercate è il divertimento, merita di essere presa in serissima considerazione, come abbiamo fatto noi nel provarla su strada.

Su strada

Un aspetto inconfondibilmente attraente, un suono inconfondibile e un allestimento di serie degno di una supersportiva sono i tratti distintivi della Dosrsoduro, tratti che rimangono invariati, anzi amplificati, nella versione Factory.

Accesa la moto è istantanea la voglia di cominciare a dare gas e cercare qualche bella curva da affrontare, si libera il motore, si ruota la manopola e si va. L’anteriore vorrebbe alzarsi da terra, soprattutto se tra le 3 mappe scelte (touring, sport e rain) si è scelta la sport, cosa che però non avviene, come per altre funbike, solo a causa dell’effetto vela creato dal pilota. La posizione in sella, infatti, nonostante la rigidità della stessa, è molto confortevole per qualsiasi tipo di utilizzo, eccezion fatta che per i lunghi viaggi. L’erogazione è istantanea, rapida ed esponenziale, ma anche controllabile e gestibile e senza troppo effetto on/off. Affrontiamo subito un tratto di misto stretto, con continui tornanti dove è divertente vedere quanto la moto sia stabile e precisa tanto se li si affrontino con una postura di guida sportiva tradizionale, ginocchio a terra per intenderci, quanto con quella motard, con il piedino proteso in avanti ed il peso del corpo opposto alla direzione verso cui si va. La forcella ed il monoammortizzatore posteriore coprono perfettamente le asperità della strada ed, anzi, viene quasi voglia di cercare qualche dosso o qualche imperfezione nel manto stradale per rimanere stupiti di quanto poco questi influenzino l’assetto della Dorsoduro.

I freni sono ben modulabili e molto efficaci, merito dei tubi in treccia e delle nuove pinze Brembo maggiorate su dischi wave. Anche nella modalità Touring, non si rischia di annoiarsi e l’erogazione è subito fulminea e reattiva, con un po’ di inevitabile on/off. Forse gli amanti delle supersportive nipponiche potrebbero lamentare qualche vibrazione, ma, ad onor del vero, sono veramente minime e connaturate a questo tipo di moto e ad un motore che sembra essere ben più potente di un 750 cc.
Nella prova su strada la Dorsoduro Factory si conferma quell’ottimo mezzo che avevamo già provato in versione base, ma con ancora un pizzico in più di precisione per quanto concerne la tenuta di strada e la ciclistica, oltre che un peso ridotto ed un’estetica ancor più accattivante, grazie all’aggiunta del carbonio.

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