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Aprilia Shiver – Test Ride

La naked di Noale si presenta con un nuovo look, ma mantiene inalterate le grandissimi doti sportive e una guida piacevole in ogni situazione

Aprilia ShiverTest Ride. Nel 2007 Aprilia si è lanciata in un segmento che, fino ad allora, aveva lasciato sguarnito: quello delle medie cilindrate. Ovviamente da Aprilia, 36 volte campione del mondo in svariate categorie, non ci si può aspettare una naked come tutte le altre, paciosa e tranquilla, che non abbia quantomeno l’ambizione di essere una delle migliori nude in commercio.
Lo diciamo subito, a scanso di equivoci: la Shiver è a nostro giudizio la miglior naked in commercio, con il miglior rapporto qualità prezzo, all’altezza di moto esclusive come la Brutale, ma dal prezzo molto più accessibile a cui, purtroppo, come spesso è accaduto in passato, le vendite non hanno dato il giusto compenso per un lavoro, da parte di tecnici e progettisti, svolto a dir poco egregiamente.
La versione 2010 si presenta non solo esteticamente più nuova, più avveniristica ed accattivante, ma si avvale di una serie di accortezze per renderla ancora più maneggevole e facile da utilizzare, pur conservando una discreta potenza, di poco al di sotto dei 100 cv che, per una 750 cc, non sono pochi e che, a detta nostra, sono anche la giusta misura per una moto non da pista.
Tornando alle novità, si è rivista la moto, come dicevamo, nella sua ergonomia. La sella, innanzitutto, è stata stretta di 5 cm, 2,5 per lato, di moto che il pilota si trovi effettivamente inserito DENTRO la moto e la riesca a controllare meglio. Sempre nella stessa ottica si è rivista la posizione delle pedane, ora più alte di 3 cm e più arretrate di 2 cm.
Si è anche avanzato il manubrio di 5° e la forcella anteriore è stata ottimizzata. Per il reparto freni si sono adottati dischi wave con pinze ad attacco radiale a 4 pistoncini e sviluppato l’ABS che sarà un optional e costerà 400 € in più al prezzo di listino, fissato a 7.990 € f.c.
Per finire, i cerchi dispongono ora di un canale da 5,5 anziché da 6, sempre per una maggiore maneggevolezza.
Insomma, quello che poteva essere un semplice svecchiamento di un’estetica ancora gradevole, si è trasformato in un vero e proprio innalzamento delle caratteristiche tecniche per realizzare una naked all’altezza del blasone di Aprilia, ma per vedere come tutto questo si traduca effettivamente i pratica una volta alla guida, siamo stati condotti sulla meravigliosa route de Napoleon, vicino Nizza, per assaporare le caratteristiche della Shiver.

Su strada

Dà subito una bella sensazione trovarsi inseriti nel serbatoio della Shiver, un po’ come se si fosse i piloti di un robot manga, con una sensazione di controllo immediata e di fusione col mezzo. Una volta accesa il suono degli scarichi, anch’esso un po’ metallico e fantascientifico, appaga e fa venir voglia di partire a missile, cosa che sfortunatamente, vista la rigidità delle forze dell’ordine francesi, non possiamo fare. Lasciamo i tranquilli villaggi gallici nell’entroterra vicino Nizza, diretti alla volta della Route de Napoleon, scaldando le Dunlop Qualifier che allestiscono la Shiver. È leggera e pronta a scattare, anche se è impostata la mappa touring, cosa che aumenta la smania di arrivare in spazi liberi per poter vedere come si comporti la moto: presto fatto.
Appena la strada si allarga, spariscono le auto e fanno la comparsa delle bellissime serie di curvoni a vista viene spontaneo buttarsi giù col peso, scalare una marcia con il cambio morbido e preciso e spalancare la manetta del gas. Nonostante molti continuino a sostenere che il Ride by Wire non sia efficace e che ci sia un leggero ritardo tra la rotazione della manopola e l’effettiva erogazione della potenza, risulta invece immediata la reazione causa effetto tra desiderio di potenza ed effettiva constatazione della stessa: la moto si fionda letteralmente in avanti alla ricerca della velocità come se fosse insaziabile di velocità ed effettivamente, se non si guardasse il tachimetro, non ci si renderebbe conto di essere già a 160 km/h.
Quando arrivano le curve basta pensare di fare una piega che la Shiver è già inclinata, attaccata a terra, con la forcella salda e la traiettoria ideale che sembra essere il suo binario ideale, senza sbavature né indecisioni. Anche i freni lavorano bene e consentono frenate anche in spazi ridotti, l’ABS, poi, entra in funzione senza essere particolarmente invasivo, soprattutto all’anteriore, dove, per avvertirlo, bisogna proprio irragionevolmente strizzare la leva destra, pur potendo contare su un arresto senza inconvenienti né perdite d’assetto.
In definitiva la Shiver può essere considerata tanto un’entry level di lusso, vista la ricchezza di dotazioni di serie, che una moto per motociclisti già esperti; è bella, veloce, potente, economica e rifinita come nessuna delle giapponesi riesce ad essere, ma, sfortunatamente, a causa di insensate mode e di un inutili esterofilia che colpisce molti italiani, non è stata fino ad oggi apprezzata a dovere. Proprio volendole trovare un difetto, potremmo citare la mancanza di un vano sotto la sella, difetto però che condivide con molte delle sue concorrenti.
Se quindi leggete i test per sapere come va una moto, se pensate che chi ha modo di provarle tutte sappia anche consigliare chi deve comprare una moto, se cercate un’agile compagna che vi accompagni in ogni luogo e che abbia tanto divertimento da regalarvi senza farvi spendere una fortuna né all’atto dell’acquisto, né in bollo e assicurazione, noi ve lo diciamo chiaro e tondo: Aprilia Shiver!

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