Ducati Monster 696 – Test Ride Report

Rinnovata la moto di punta delle vendite della Casa di Borgo Panigale. Non l'ennesimo restyling ma una vera e propria svolta, pur senza rompere con la tradizione

Ducati Monster 696 è l’ultima di una fortunata stirpe. Esce dai concessionari nel 1993 la prima Monster che all’epoca aveva come unica cilindrata il 900 cc di derivazione Supersport. Dal ’92 ad oggi numerosi sono stati gli interventi che hanno modificato più o meno radicalmente la naked che ha fatto la storia del segmento. Fondamentale la tappa del 1994, anno nel quale è stata introdotta la piccola cilindrata, il 600. Da allora sono state quasi 200mila le Monster vendute nelle diverse configurazioni e cilindrate proposte in questi anni. Oggi la entry level si rinnova e diventa 696, completamente rinnovata ma fedele alla tradizione che la vuole piccola, potente e agile. I primi contatti con la stampa intenazionale l’hanno già confermata come amante delle curve grazie anche alla sostanziale riduzione di peso che ha fermato l’ago della bilancia a 161 kg a secco. Il comfort in sella è decisamente cresciuto rispetto alle precedenti versioni; adatta anche ai più alti grazie alle pedane arretrate rispetto alle precedenti versioni e le vibrazioni sono ridotte, altro importante miglioramento rispetto alla storia del modello. Cresce anche l’abitabilità per il passeggero, rispetto al modello 695. Da segnalare, il calore trasmesso al pilota è avvertibile e potrebbe diventare fastidioso nei periodi estivi e la taratura delle sospensioni si è dimostrata piuttosto rigida sui percorsi cittadini dove l’asfalto non è sempre liscio. Aiutano molto bene nel misto dove il sistema complessivo – telaio e sospensioni – permettono agilità e cambi di direzione precisi, grazie anche al peso davvero contenuto. Le novità della 696 non sono certo poche, anzi. Il lavoro non è stato certo facile perchè molto doveva cambiare, rimanendo però uguale. Dalle prime immagini si può infatti notare come l’animo Monster non sia stato completamente stravolto, anche se molti dettagli hanno subito una decisa evoluzione. Più muscoloso ed imponente, il nuovo Monster sfrutta componenti più compatti per evitare ogni sporgenza dalla sagoma ed il nuovo serbatoio acquisisce ora più imponenza e personalità.

Il telaio rimane a traliccio di tubi d’acciaio a cui si va a fissare un telaietto portante, fuso in lega d’alluminio – forse un po’ troppo nipponico nella grafica -. L’impianto frenante, pur trattandosi dell’entry level, sfrutta un doppio disco da 320 mm con pinze ad attacco radiale a quattro pistoncini. Impossibile non essere catturati poi dal nuovo impianto di scarico, con la coppia di silenziatori alti e dalla forma ovale, oltre che il nuovo percorso dei collettori. Completamente nuovo risulta poi il cruscotto, ora interamente digitale, a deciso richiamo delle impostazioni di tutte le Ducati sportive di ultima generazione. Nella lunga lista delle novità entra anche il gruppo ottico anteriore, caratterizzato dal nuovo proiettore a 3 parabole, e quello posteriore, ora a led. Rispetto alla versione precedente, il nuovo Ducati Monster 696 ha subito una dieta dimagrante di ben 5 kg, fermando così l’ago della bilancia a quota 163 kg. Ma è dentro il telaio a tralicci che si concentra la nostra attenzione perchè è il cuore Ducati il vero e proprio fiore all’occhiello della casa di Borgo Panigale. La potenza erogata sale a quota 80 cavalli con una coppia di 69 Nm a 7750 giri. Alesaggio e corsa rimangono invariati rispetto a quelli del 695, ma pistone e camera di combustione sono stati rivisti per ottimizzare la resa fluidodinamica dei nuovi condotti. Sotto le mani dei tecnici è finita anche la trasmissione desmodromica dove gli alberi a camme lavorano direttamente sulla testa. Le alette di raffreddamento di testa e cilindri, presentano ora una nuova conformazione oltre che un migliorato processo di fusione che ha consentito di realizzarne un maggior numero, favorendo così lo scambio termico. Monster 696 è disponibile a 7.850 per la versione standard – 8,200 per quella Plus, con cupolino e coprisella – nei colori bianco perla e nero dark con telaio nero, e rosso con telaio rosso. Nei prossimi mesi in arrivo anche la versione depotenziata.

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