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Ducati Streetfighter 848 prova su strada

Abbiamo provato su strada la nuova Streetfighter 848, la naked sportiva di casa Ducati nella bellissima versione Dark Stealth. Una moto che non è per tutti, perché le prestazioni sono da superbike ma di una cattiveria "gestibile"; resta difficile solo andare piano...

Ducati Streetfighter prende il suo nome dal lavoro di alcuni preparatori dei primi anni ’80 che, in controtendenza rispetto alle Café Racer, prendevano moto da pista e le trasformavano in naked stradali supersportive. E’ proprio a questi appassionati che Ducati propone la Streetfighter 848, una “piccola” superbike replica denudata e resa più gestibile per l’uso stradale. Disponibile nel classico rosso Ducati o nell’affascinante nero Dark Stealth (quello della nostra prova) a 12.994 euro chiavi in mano con immatricolazione compresa, la Streetfighter 848 ha sostituito la precedente 1098, caratterizzata da prestazioni fin troppo estreme. Non che la 848 sia una moto da usare per andare a passeggio però: 132 Cv a 10.000 giri, coppia di 93,5 Nm a 9.500 e un peso in ordine di marcia di 199 kg. Insomma, numeri da sportiva vera ma con una estetica insieme aggressiva ed elegante, sottolineata ulteriormente dalla colorazione nero opaca che la fa sembrare appena uscita da un fumetto Marvel…
 
Ducati Streetfighter 848: prova su strada
Gli ultimi raggi del sole lambiscono le cime degli alberi che, sempre più rapidi, spariscono alle mie spalle. La lunga strada dritta si stringe sempre più, la Streetfighter sembra assorbire le ultime tracce di luce e procedere così dal buio nel buio, con il faro che fende le tenebre sempre più spesse che si parano di fronte. Il motore urla, tutto avviene in fretta, la curva in fondo si avvicina rapida: via il gas, pinzata decisa, moto che si scompone appena. Giù un marcia, un’altra, percorrendo fedele la linea che solo io vedo la Streetfighter scende in piega, sempre più, senza esitazioni, poi senza fatica si rialza e il motore ricomincia a salire rapido nei suoi giri mentre il cuore, paradossalmente, torna a battere con regolarità anche se la velocità aumenta. Fino alla prossima curva, e quella dopo ancora…
Ok, ci siamo lasciati un po’ prendere la mano… ma bisogna scrivere in maniera diversa se si vuole descrivere una moto fuori dall’ordinario. Perché questa è la Streetfighter: poesia in movimento che non si sceglie con la testa, e forse neanche con il cuore, ma con la pancia. 
Certo, deve piacere il genere e si deve essere diposti a portarsi a casa una moto che in città non è il massimo della comodità (anche se l’agilità aiuta) e che difficilmente vi porterà in vacanza… 
La Ducati Streetfighter pur essendo una naked ha una posizione in sella piuttosto sportiva, con il busto recliato in avanti e il peso che grava sui polsi anche se non in maniera eccessiva. Il manubrio non è particolarmente largo ma offre comunque una buona leva e un controllo sicuramente più immediato rispetto ai mezzi manubri. Le vibrazioni ci sono e si percepiscono soprattutto a livello di sella, ma bisogna passare diverso tempo in moto perché diventino fastidiose… per il resto la moto vibra quando si fa girare il motore in alto, ma state tranquilli che a quel punto le vibrazioni sono l’ultimo dei vostri problemi. Il motore pur essendo un bicilindrico ama girare in alto, sotto i 4.000 giri è praticamente inutile stare, dai 5.000 comincia a sentirsi con più decisione la spinta ma fino ai 7.000 giri si può ancora viaggiare tranquilli… dai 7.500/8.000 giri fino all’intervento del limitatore (verso gli 11.000) le reazioni sono brusche e quasi rabbiose, tenute sapientemente a bada da un traction control posizionabile su 8 differenti livelli di intervento e che agisce secondo due modalità di intervento. La prima fase di intervento meno invasiva viene gestita con correzioni elettroniche istantanee dell’accensione, determinando diversi valori di ritardo per ridurre l’erogazione di coppia del motore. Durante questa fase entrambe le spie esterne della strumentazione (solitamente utilizzate per indicare il fuorigiri) si illuminano; se il software rileva che non basta interviene la fase due, in cui continua a ritardare l’accensione e ordina il taglio dell’iniezione a incremento costante fino al taglio dell’iniezione completo, se richiesto. Terminato l’intervento, man mano che si riequilibra il differenziale di velocità tra le ruote, il sistema ritorna in maniera incrementale alla mappatura originale dell’iniezione e accensione, regalando a chi guida sicurezza e controllo in maniera molto “discreta”, tanto che spesso è solo l’accensione delle spie che ci segnala l’intervento del traction control altrimenti non percepibile.
Come si può intuire la Streetfighter non è una “velocista” pura, anche se questa non le manca affatto, ma una vera e propria divoratrice di curve capace di unire agilità, con una discesa in piega talmente rapida che le prime volte occorre prendere bene le misure per non trovarsi a tagliare eccessivamente o a dover correggere le traiettorie, con una stabilità notevole sia nel misto stretto che nei curvoni veloci. Tanto precisa da un lato ma dall’altro poco incline ad accettare correzioni, per cui con la Streetfighter conviene guidare sempre con molta attenzione, approcciandosi sempre con molto rispetto e dedicando un po’ di tempo alla conoscenza reciproca… la Streetfighter saprà come ripagarvi.
 
Ducati Streetfighter 848: pro e contro
Difficile parlare di pro e contro quando si ha a che fare con moto del genere, che di solito dividono gli appassionati delle due ruote tra chi le ama e chi non le concepisce proprio… in ogni caso uno dei “difetti” è nel prezzo, non proprio abbordabile, così come posizione di guida ed esposizione all’aria ne limitano di fatto l’utilizzo intensivo. Fra i vantaggi sicuramente la linea, anzi, ciò che comunica questa Streetfighter a chi la possiede e le prestazioni esuberanti e la grande guidabilità nei percorsi ricchi di curve.
Ducati Streetfighter 848: dati tecnici
Motore tipo Testastretta 11°, Bicilindrico a L, distribuzione Desmodromica 4 valvole per cilindro,
raffreddamento a liquido
Cilindrata 849.4cc
Potenza 132cv (97kw) @ 10000rpm
Coppia 9.5kgm (93.5Nm) @ 9500rpm
Cambio 6 marce
Frizione Multidisco in bagno d’olio con comando idraulico
Telaio Traliccio in tubi di acciaio ALS 450
Interasse 1475mm
Inclinazione cannotto 24.5°
Avancorsa 103mm
Sospensione anteriore Forcella Marzocchi a steli rovesciati da 43mm completamente regolabile.
Sospensione posteriore Progressiva con monoammortizzatore Sachs completamente regolabile. Forcellone
monobraccio in alluminio.
Pneumatico anteriore 120/70 ZR17 Pirelli Diablo Rosso Corsa
Pneumatico posteriore 180/60 ZR17 Pirelli Diablo Rosso Corsa
Freno anteriore 2 dischi semiflottanti da 320mm, pinze Brembo ad attacco radiale a 4 pistoncini e 2 pastiglie.
Freno posteriore Disco da 245mm, pinza a 2 pistoncini.
Peso a secco 169kg
Altezza sella 840mm
Lunghezza max 2120mm
Strumentazione LCD
Elettronica Ducati DTC
 
Abbigliamento utilizzato per il test:
Giacca: Spidi Netforce h2out
Pantaloni: Spidi Virous Tex Jeans
Guanti: Spidi Summer Leather Glove
Stivali: Stylmartin Delta
Casco: X-Lite X702

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