Harley-Davidson Sportster 1200 Roadster: La nostra prova del mito HD

Una moto particolare, unica, perfino per essere un'Harley. Ma basta andare oltre i pregiudizi per trovarsi in sella a un mezzo che non è solo estetica, anzi. La Sportster nella versione Roadster si è rivelata più versatile e divertente del previsto. E per 13.200 euro ci si porta a casa un gran mezzo

Siamo sinceri, con la Sportster non è stato amore a prima vista. O meglio. Bella, bellissima da vedere, anche se l’estetica è soggettiva è un mezzo che oggettivamente attira gli sguardi, soprattutto nella colorazione azzurro/grigio della nostra prova. Però quel manubrio così basso, quelle pedane, e poi è lunga e, guardandola così, sembra anche piuttosto pesante. E il primo approccio in sella non aiuta. Rispetto a moto dove appena ti siedi tutto è dove ti aspetti di trovarlo, qui la sensazione è esattamente l’opposto. Smarrimento, ecco il termine. E forse è giusto così, visto che la Harley Sportster 1200 Roadster tutto vuole essere tranne che “normale”…

H-D Sportster 1200 Roadster
Come si è capito il primo approccio in sella non è stato dei più semplici… per fortuna il borbottio del fantastico motore 1200 ti avvolge, ti protegge e ti coccola; prima dentro con il caratteristico “clak” e via, nel traffico. Non proprio la condizione ottimale, ma non c’è scelta. Il disagio alla prima rotonda sembra quasi aumentare, ormai il casco è attraversato da dubbi e domande… serve un reset. Avete presente? ctrl+alt+canc, oppure quei tastini da premere con una graffetta… ricominciamo. Sosta al primo distributore, pieno, poi prima di ripartire risalgo in sella guardando e memorizzando posizione di pedane, manubrio, comandi, ma anche di busto e gambe… e si riparte. Complice una strada più “umana” comincio a entrare in sintonia con questa Roadster: la posizione, una volta che ci si rilassa, non è poi così scomoda, il motore ha una coppia strepitosa e in qualunque marcia si apra il gas si allarga il sorriso… così piano piano la sintonia aumenta: la Sportster frena benissimo, si riesce a modulare molto bene la potenza dei tre dischi e la ciclistica rappresenta la vera sorpresa: la Roaster è granitica e agile nello stesso tempo. Merito del baricentro basso che, però, è anche il suo limite maggiore: arrivare a grattare le pedane è un attimo, anche per chi normalmente non viaggia certo ginocchio a terra. Peccato perché potrebbe sicuramente dare di più in curva…
Ora tocca tornare verso casa, che significa tangenziale. Ma anche qui sorpresa, si viaggia a 130 senza sofferenze, senza vibrazioni e ci si accorge che la posizione in sella, non gravando sulla schiena, consente di macinare chilometri in scioltezza. Questo davvero non ce lo aspettavamo.
Così piano piano questa “signorina” ha sovvertito tutti i miei pregiudizi ed è diventata una di quelle moto che ti inventi qualunque scusa pur di poterla usare.
La Sportster 1200 Roadster alla fine si è rivelata una vera sorpresa, con una versatilità e una guidabilità superiore alle aspettative, oltre al fatto che come (quasi) tutte le HD che abbiamo avuto la possibilità di provare ti entra nel cuore, e quando ti conquista non ti lascia più.

HD Sportster 1200: tu sì, tu no
Alla fine della nostra prova abbiamo capito (forse) cosa avevano in mente in Harley, e infatti ci siamo divertiti a capire chi “può” pensare di acquistare questo mezzo e chi no… poi, ovviamente, fate quello che vi pare!
Diciamo no al timido, a chi vuole stare sottotraccia, a chi non vuole apparire… sì a chi riesce a mantenersi esteriormente indifferente mentre dentro di sé gongola a ogni sguardo (con particolare riferimento a fanciulle/i piacevoli e bambini adoranti…)
Diciamo no ai mototuristi e sì ai viaggiatori… per i primi ci sono mezzi più idonei, ma se per voi il viaggio ha un punto di partenza e, al massimo, una direzione da seguire allora questa Roadster fa per voi
Diciamo no ai motociclisti da bar, perché per quanto bella questa moto va usata, non esposta; mentre diciamo sì a chi ha nella birreria sotto casa il proprio social preferito, perché questa HD “makes friendship” come nessun’altra marca al mondo (sorry for others)
Infine, ma non ultimo, diciamo no a chi segue le mode, sì a chi segue il bello.

Abbigliamento utilizzato per il test:
Giacca: Hevik Titanium
Pantaloni: Jeans Hevik Titan
Guanti: Spidi Summer Leather Glove
Casco: Givi 40.5 X-Carbon
Scarpe: Stylmartin Sunset Evo

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