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MV Agusta Brutale 1090 RR – Long Test Ride

Piccola, agile e molto potente la naked varesina si propone come mezzo a 360° con un’erogazione più morbida rispetto al passato, ma rimane spiccatissima la propensione all’overdose d’adrenalina

Che sia bella non è mai stato messo in discussione né tanto meno lo si può fare con l’ultima versione della Brutale: le linee ormai classiche della piccola Brutale sono state rispettate, per non commettere sacrilegio, mentre nella sua sostanza è molto cambiata. L’allestimento è sempre al top, con il suo motore che eroga 144 cv a 10.600 giri e offre una coppia di 115 Nm a 8.000 giri, ma ora l’erogazione, ci viene detto dai tecnici di Schiranna, è stata resa più fluida e regolare, per far sì che la Brutale possa essere guidata senza alcun timore anche da piloti non espertissimi, come fino ad oggi dovevano essere i possessori di una Brutale se non volevano, come si suol dire, mettersela per cappello. Il telaio in traliccio di tubi con saldature a tig, processo manuale di ineguagliata bellezza, continua a garantire ottime doti di maneggevolezza e resistenza alle forze torsionali, mentre il monoammortizzatore della Sachs interamente regolabile svolge il compito di attutire le asperità che dal bellissimo monobraccio vengono trasmesse al corpo della moto. La forcella Marzocchi a steli rovesciati di 50 mm è imponente e garantisce, anch’essa, un’ottima tenuta anche sullo sconnesso, grazie anche alla possibilità di qualsiasi regolazione a seconda delle esigenze del pilota. Impianto frenante di elevatissima qualità, composto da pinze ad attacco radiale della Brembo su dischi da 310 mm. eccezionali, poi, per leggerezza ed estetica, i cerchi che calza la piccola naked.

Doppia mappatura per limitare la potenza in caso di poco grip e traction control regolabile in 8 posizioni, completano l’elevatissima offerta di questo concentrato di altissima tecnologia.

Ma se sulla carta tutto funziona, e giustifica i 18.500 € di costo, come si comporta in strada, in città, in pista e con il passeggero? È veramente stata domata la Brutale che conoscevamo, così da renderla una docile compagnia d’avventura?

 

Su strada

Quando la vedi non puoi che innamorartene a prima vista, saranno le linee ormai conosciute e apprezzate della più bella naked del mondo o sarà quel suono che da impercettibile diventa basso e ruggente come si inserisce la prima, grazie alla valvola nello scarico che ne modula la voce, fatto sta che appena ci si sale sopra cresce l’emozione. Salire sopra forse non è l’espressione migliore, perché sulla Brutale sembra di entrarci dentro, dal momento che la posizione di guida è studiata per far si che pilota e moto diventino un tutt’uno, indipendentemente dalle dimensioni di chi la guida. Giù la prima, via libera al semaforo e diamo gas, basta pochissimo che l’anteriore si stacca da terra per un involontario monoruota, motivo per cui innestiamo subito la seconda, ma senza che la storia cambi: se il gas non lo si modula, infatti, la Brutale si erge a mostrare il basamento del motore, come fosse fiera della sua pancia definita e muscolosa. Guidarla nel traffico è veramente semplice se si tengono a mente 2 piccole regole: è agile e veloce nei cambi di direzione, infatti, si infila in spazi così ristretti dove a malapena un Sì riuscirebbe a passare, eppure ha il motore di una supersportiva, sempre pronto ad un’erogazione corposa, fin dai bassi regimi. 2 accortezze, dicevamo, bisogna però avere: la prima come dicevamo è di trattare la manopola del gas con una certa dolcezza, perché se anche alla MV dicono di averla ammorbidita, in realtà l’hanno fatto a modo loro, nel senso che sì, ora è meno brusca di prima, ma questo non significa affatto che sia stata domata, anzi rimane sempre una selvaggia creatura che altro non aspetta se non di essere lanciata a tutta velocità… se solo il codice lo permettesse. L’altra accortezza, simile alla prima, è quella di agire sulla leva del freno anteriore sempre con una certa delicatezza, perché le pinze dei freni bloccano quasi letteralmente i dischi garantendo frenate anche molto rapide, ma se malauguratamente agiste troppo repentinamente in condizioni di grip non perfetto, non oseremmo pensare cosa succederebbe. Il freno posteriore, al contrario, può essere usato anche con una certa disinvoltura e arrivare al bloccaggio della ruota posteriore non è facilissimo. Lasciata la città, carico un passeggero e mi dirigo verso itinerari più tortuosi e liberi dal traffico, senza tralasciare qualche tratto di autostrada. Il passeggero, inizialmente scettico sulla posizione che avrebbe dovuto assumere, subito mi rassicura di stare molto comodo e che gli scassi nella coda che fungono da maniglia sono molto comodi, oltre che discreti nel non rovinare la perfetta linea della coda. Il microscopico cupolino, che mai avrei pensato mi avrebbe aiutato nel deflettere l’aria che sarebbe arrivata ad alta velocità, invece fa il suo lavoro in modo molto efficace per una naked, al punto che certe volte quasi mi dimentico di essere su una naked. Lasciata l’autostrada comincia il divertimento, costituito da tante curve dal manto pulito e caldo che mi consente così di azzardare qualche piega: il mio passeggero non ha paura e si sente molto sicuro anche e soprattutto grazie alla stabilità che ha la Brutale in percorrenza di curva e al fatto che mai ha sobbalzi o incertezze; ogni tanto avvertiamo un leggero effetto on/off, cui ovviamente non si può rinunciare, sia a causa della tanta cavalleria a disposizione della Brutale, che proprio al fatto che chiamandosi così, questa moto, non poteva certo essere altrimenti. Passando in un bosco, in cui l’asfalto è rimasto bagnato, notiamo, o meglio nota il passeggero, che la lunghezza assai ridotta della coda non protegge troppo dagli schizzi che la ruota posteriore tira sullo zaino del passeggero, un po’ come una mountain bike, difetto, questo, comune a quasi tutte le moto così corte. Il traction control è un’altra piacevolissima presenza: interviene senza che ce se ne accorga, se non per il fatto che mi rendo conto di fare le curve più velocemente del solito e che sto osando di più del solito senza risentire di alcun inconveniente, come invece sulle prime mi sarei aspettato.

Il tempo passa rapidamente, la gioia nel guidare è stata una compagna per tutta la prova e l’adrenalina non è mai mancata; la Brutale effettivamente si propone per un utilizzo quasi a 360°, se si escludono i lunghi viaggi, per quanto siano disponibili anche le borse laterali come optional. Certo non è l’alternativa allo scooter per gli spostamenti in città, ma neanche vorrebbe esserlo e, a parte questo, risulta validissima sia in città che fuori, in autostrada e sulle statali, da soli o in coppia.

Più docile e facile della precedente, quindi? Indubbiamente si, ma attenzione: è sempre e comunque una Brutale!

 

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