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Prova Piaggio Medley 150 SE: commuter urbano Made in Italy

Il Medley è da lode per ciclistica e dinamica di guida, offre prestazioni brillanti, tanta tecnologia e un design incontrovertibilmente Made in Italy, ne abbiamo provato un esemplare Special Edition 150.

Piaggio Medley 150 SE – nato per colmare lo spazio tra il Liberty (50, 125 e 150) ed il Beverly (300 e 350), il Medley è un prodotto maturo (ha debuttato ormai da tre anni), ma decisamente interessante e con ancora tanti assi nella manica rispetto alla migliore concorrenza. Look curato ed attenzione al dettaglio, ha un vano sottosella in grado di ospitare comodamente due caschi, un motore i-get molto efficiente, dotato di sistema start & stop con motorino di avviamento brushless direttamente sull’albero motore ed offre una dotazione da primo della classe. Su tutto però a stupire è la dinamica di guida, perché dal fratello maggiore Beverly non eredita solo il family feeling estetico, ma anche una ciclistica molto efficace ed in grado di regalare un handling di guida inedito per questo segmento.

Stile e design tipicamente Made in Italy

Piaggio Medley Special Edition 150 estetica

Piaggio Medley Special Edition 150, look e stile made in Italy

Dettagli a contrasto Carbon look e blu per cerchi e cuciture della sella ed una colorazione dedicata grigio titanio opaca, questi sono i plus della Special Edition, che rendono il Medley ancor più accattivante, mentre si conferma il suo look indubbiamente riuscito, che coniuga egregiamente sportività ed eleganza. Il ruote alte della casa di Pontedera da un lato punta sul suo design raffinato, dall’altro è ovviamente attento alla praticità tipica di uno scooter che nasce per un uso cittadino, anche se vedremo che non disdegna affatto un bel percorso extraurbano. Così sotto la sella ben rifinita si cela un vano la cui capacità è di ben 36,2 litri, in grado di soddisfare le normali esigenze, rendendo rinunciabile la presenza di uno degli opzionali bauletti da 30 e 37 litri. L’apertura del vano sottosella è elettrica, mentre davanti alle gambe troviamo un pratico vano, che si apre spingendo la chiave verso il blocchetto.

Due piccoli, ma pratici vani consentono di stivare oggetti che si possono recuperare senza dover scendere dalla sella, come un mazzo di chiavi o un telecomando. Il faro principale è posto sul manubrio, mentre frontalmente l’estetica del Medley vede la presenza della classica cravatta, che prosegue la linea definita proprio dal gruppo ottico nella parte superiore, tagliando verticalmente tutto il muso. Ai lati troviamo invece le luci diurne a LED, che sono affiancate da un lato dalla bordatura dello scudo con finitura carbon look, dall’altro un adesivo blu evidenzia le luci di posizione, che assumono un ruolo stilistico, oltre che funzionale. Sempre a LED è anche la porzione delle luci di posizione del gruppo ottico posteriore, tagliato al centro da un profilo in tinta e sovrastato dal portapacchi nero, che si allunga sui fianchi a formare le maniglie per il passeggero. La sella è impreziosita, come detto, da cuciture blu a contrasto, in questa Special Edition, mentre lo stesso colore torna nella bordatura del badge del modello sulle fiancatine appena sotto alla sella e sui bei cerchi con sei sottili doppie razze e colorazione nero lucida.

La sportività del Medley è confermata esteticamente dalla pedana, che non è piatta per la presenza nella zona centrale di una porzione del telaio che lo irrigidisce e che ospita anche il tappo del serbatoio, posto in basso anche per liberare spazio nel sottosella, oltre che per ottimizzare la disposizione dei pesi. Vantaggio ulteriore è quello di poter rifornire senza l’obbligo di scendere dalla sella. Infine, davanti al guidatore troviamo un quadro strumenti abbastanza classico nel suo aspetto, con tre elementi, il tachimetro centrale e gli indicatori del livello del carburante e della temperatura dell’acqua sulla destra, mentre un display snocciola gli altri dati, che possono essere navigati dal comodo tasto “mode” sul blocchetto destro al manubrio.

Un cuore raffinato, tecnologico ed efficiente

Il propulsore che equipaggia il Medley è l’i-get, monocilindrico raffreddato a liquido e con quattro valvole per cilindro. Declinato nelle due classiche cilindrate 125 e 150 (il secondo è un 155 cc grazie all’alesaggio maggiorato), sviluppa rispettivamente 12,2 e 15 cavalli, con valori di coppia di 11,4 e 14,4 Nm. Ovviamente il primo si propone ai sedicenni ed a chi abbia la sala patente B, mentre il secondo consente di accedere alle tangenziali ed alle autostrade, ma offre qualcosa di più anche in termini di prestazioni. Soprattutto per l’erogazione spostata leggermente più in basso (la potenza massima arriva 500 giri prima, a quota 7.750) che rende il Medley più pronto nelle riaccelerazioni.

Piacevole, fluido e silenzioso, il propulsore è caratterizzato dalla presenza del sistema Start & Stop, un brevetto Piaggio denominato RISS (Regulator Inverter Start & Stop System), che prevede la presenza di un avviamento particolarmente raffinato: non un classico motorino elettrico, ma una unità brushless che agisce direttamente sull’albero motore. Il risultato è un avviamento assolutamente silenzioso (mancano gli ingranaggi normalmente presenti) e istantaneo. Al semaforo il motore si spegne dopo un tempo di 3 secondi “a caldo” (possono salire a 7 secondi in funzione della temperatura raggiunta dal propulsore) e si riavvia non appena si apre il gas. Tanto per darvi un’idea, l’operazione è così rapida che, alzando il piede contemporaneamente al movimento con l’acceleratore, il Medley si muove prima di aver perso l’equilibrio. Il sistema si può comunque escludere, ma non ne vediamo la necessità.

Il moderno i-get è sviluppato riducendo in modo quasi maniacale gli attriti ed i giochi interni e migliorandone quindi l’efficienza. Il tutto si traduce in un motore molto silenzioso, ma che promette anche una grande affidabilità e consumi particolarmente contenuti. Se il dato dichiarato parla di 46,7 km/l per il 150 (riesce a fare leggermente meglio del 125 soprattutto perché gira più basso), all’atto pratico è davvero raro scendere sotto i 30 km/l, anche sfruttando a fondo tutte le potenzialità del motore, nei continui stop e ripartenze del traffico cittadino. Grazie ad un serbatoio da 7 litri, si ha quindi un’autonomia nell’ordine dei 300 e più km.

Un 150 con la voglia di curve

Ogni volta che ci capita di rimetterci alla guida del Medley, più di ogni altra cosa ne apprezziamo la maneggevolezza e la semplicità, ma soprattutto la grandissima tenuta di strada. Le masse sono ben disposte, con baricentro basso ed un peso complessivo di 132 kg, la sella è a circa 800 mm da terra (799), mentre le ruote alte sono da 14” al posteriore (per lasciare spazio al sottosella), da 16 all’anteriore, con gomme 110/80 e 100/80. La forcella anteriore è di tipo classico e con steli da 33 mm, al posteriore troviamo una coppia di ammortizzatori a doppio effetto e molle elicoidali, con precarico regolabile su 5 posizioni. Da lode il telaio “monoculla bassa” in tubi di acciaio, con rinforzi tubolari e in lamiera di acciaio. Alla guida il Medley si rivela facile e leggero da un lato, perfetto quindi per il pubblico femminile o per chi abbia poca esperienza, ma fa la felicità anche dei più smaliziati, che si possono divertire ad osare la piega come sul migliore degli scooter di media o grossa cubatura.

Difficile pretendere di più da un 125/150, che diventa quindi non solo il pratico compagno negli spostamenti cittadini, ma anche un valido mezzo per una gita fuoriporta su qualche percorso tortuoso, dove emergono le sue davvero ottime doti dinamiche. Di livello anche il comparto freni, con l’ABS a doppio canale che gestisce al meglio la coppia di dischi, da 260 e 240 mm. Un difetto? Forse l’unico che ci sentiamo di indicare è una taratura degli ammortizzatori posteriori che predilige la risposta sportiva in appoggio in curva, finendo quindi per rendere il Medley un po’ rigido sul pavè cittadino, dove assorbe ben poco delle asperità. E poi, se le gambe sono ben difese da aria e intemperie dallo scudo, per il busto è assente la protezione aerodinamica, ma per chi abbia in mente di utilizzarlo spesso fuori dal contesto urbano è d’obbligo l’adozione di una delle due versioni del parabrezza disponibili (top e urban).

Conclusioni e prezzo

Come detto in apertura il Medley si pone a metà strada tra gli altri ruote alte di casa Piaggio, anche in termini di prezzo. Il fratello minore Liberty 150 è a listino a 2.490 euro, mentre ce ne vogliono 4.490 per un Beverly 300. Il Medley parte dai 3.290 euro del 125, 200 in più per il 150, altri 200 se si sceglie nelle curatissime versioni S e SE (Special Edition), che si attestano appunto a 3.690 euro, come per l’esemplare da noi provato. Se vi muovete spesso in città, ma non volete rinunciare alla possibilità di godervi in tutta sicurezza e con una buona dose di divertimento qualche curva, magari in una gita in una bella giornata, il Medley potrebbe proprio fare per voi. Senza dimenticarsi del suo aspetto davvero ben curato e di una dotazione tecnologica di ottimo livello e del capiente vano sottosella.

Abbigliamento utilizzato
Casco: Helmo Milano Audace Silverstone
Giacca e guanti: Clover
Jeans: Spidi J-Tracker
Scarpe: Alpinestars Jam Drystar

 

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