Provata la Yamaha XJ6 SP: non chiamatela entry level

La Yamaha XJ6 è la più venduta delle moto marchiate con i tre diapason. Il segreto è un mix riuscito di prestazioni, estetica e prezzo. Il tutto condito da una versatilità incredibili e un gusto notevole nella guida

Yamaha XJ6 SP è una naked 4 cilindri da 600 cc che vanta un primato: è la moto Yamaha più venduta in Italia. Credo sia capitato a tutti… si sogna la R1, la Super Téneré, ma poi si esce dal concessionario con una XJ6… ma se pensate che sia “un di meno” vi sbagliate di grosso e ora cerchiamo di dimostrarlo… la XJ6 della prova è la versione SP, definita da sella divisa tra pilota e passeggero e colorazioni e grafiche specifiche che la rendono un po’ più “cattiva” e trendy, anche se sull’estetica abbiamo imparato che ognuno vede e pensa modo proprio. Quello su cui invece non si discute sono i numeri, quelli che secondo noi rendono la XJ6 un prodotto che si sceglie con la testa e con il cuore: innanzi tutto un prezzo di acquisto più che ragionevole, 5.790 euro (5.590 per la versione base e 6.090 per l’abs) consentono di portare a casa una moto con 77,5 cv di potenza a 10.000 giri e 59,7 Nm di coppia a 8.000 giri per 205 kg in ordine di marcia (con pieno di benzina); la sella è posta a 785 mm oltre che ben conformata, tanto che anche i meno alti (come il sottoscritto) si trovano a proprio agio, e poi doppio disco anteriore da 298 mm e posteriore da 245. Numeri che non segnano dei record, ma che consentono di utilizzare la moto 365 giorni all’anno senza che diventi un mutuo e togliendosi anche delle belle soddisfazioni… perché l’arma in più della XJ6 è proprio la sua versatilità.
 
XJ6 SP: prova su strada
Bella anche da ferma, la Yamaha XJ6 ci è piaciuta fin dai primi metri. Leggera e ben bilanciata, grazie alla sella bassa da terra anche nelle manovre a motore spento la XJ è facile e immediata. Cruscotto sempre ben leggibile, con tutte le informazioni che servono, la XJ è decisamente comoda con il suo manubrio rialzato e non troppo largo, che consente una postura corretta e leggermente reclinata in avanti… ma veniamo al 4 cilindri. Spesso accusate di essere moto “senza anima” le 4 cilindri giapponesi sono per questo un po’ “bistrattate” da chi se la tira, ma ogni moto deve essere valutata per l’obiettivo che si pone. Silensioso, praticamente privo di vibrazioni, il 600 16 valvole offre una progressione estremamente regolare e un funzionamento privo di reazioni brusche a qualunque regime. Anzi, per essere un quadricilindrico non si avverte quella sensazione di “vuoto” ai bassi regimi, tanto che nella guida in città, complice un cambio dai rapporti piuttosto corti, si può viaggiare in tutta serenità senza superare i 5000 giri potendo inoltre contare su un’agilità che tanti scooteroni se la sognano. La progressione del motore resta regolare anche quando si fugge dal traffico e si sale con i giri: nessuna reazione anomala, nessun calcio nel sedere nell’entrata in coppia il motore della XJ sale di giri con una facilità e una progressione che sopra gli 8000 diventa decisamente divertente e le prestazioni tutt’altro che disprezzabili. Certo, in un mercato dove le moto sportive sono i 1.200 e per usare tanta cavalleria ci vuole altrettanta elettronica la XJ sembra un po’ d’altri tempi, ma non è affatto così (e ve lo dice chi usa ancora la XJ600, cioè la bisnonna della moto in prova, quella con raffreddamento ad aria e faro quadrato!). Oggi una 600 da quasi 80 cavalli viene guardata come una moto per cominciare, ma per quanto la XJ sia facile e immediata le prestazioni offerte non sono certo per neofiti.
L’unico limite la XJ lo paga in autostrada, sia per la mancanza di protezione (ma se si vuole una naked…) sia per una sesta che ci sarebbe piaciuta più “di riposo” e che consentisse di viaggiare a 130 km/h sotto i 7000 giri come invece accade ora. Ma la XJ va portata a passeggio dove ci sono tante curve, allora sì che ci si diverte. Leggera, stabile anche se l’anteriore tende un po’ ad alleggerire nei cambi rapidi di direzione, quando si prende la mano curve e controcurve non sono mai abbastanza! Il cambio per altro agevola un tipo di guida che sfrutti la parte alta del contagiri, rapido e preciso diventa un po’ legnoso solo quando da ferma si cerca la folle a motore caldo. In ogni caso è proprio una moto poco impegnativa finché non si decide di risvegliare il suo lato sportivo… senza dubbio ci sono moto più affascinanti, più performanti, ma con la XJ non ci si stanca mai di guidare, anche se si deve fare solo il tragitto fino in ufficio. Quindi continuate pure a sognare la R1 o la Super Ténéré, ma se poi tornate a casa con una XJ6 non sentitevi da meno, anzi, fieri di avere al vostro fianco una moto perfetta per l’aperitivo in centro, il week end al lago e le vacanze in coppia… e per favore, non chiamatela entry level!
 
Abbigliamento utilizzato per il test:
Giacca: Spidi Netforce h2out
Pantaloni: Spidi Virous Tex Jeans
Guanti: Spidi Trophy H2out
Stivali: Stylmartin Delta
Casco: X-Lite X702
 
Foto: Paolo Sicignano

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