USATA
cerca auto nuove
NUOVA

Suzuki Gladius 650 ABS: test ride della naked pratica ma con stile

Una “nuda” di media cilindrata facile da guidare e con un design accattivante: la Suzuki Gladius 650, disponibile con l’ABS, conferma tutte le sue qualità, compreso il prezzo interessante

Si scrive Suzuki Gladius 650, si legge naked facile ed immediata nella guida, oltre che dotata di un look accattivante e riuscito. La “nuda” Suzuki di media cilindrata si conferma anno dopo anno come una moto decisamente interessante, capace di divertire tra le curve grazie alla ciclistica svelta quanto di mettere a proprio agio anche i neopatentati (è disponibile anche in versione 35 Kw). Bicilindrico a V di 645 cc capace di 72 cv a 8.400 giri, 64 Nm di coppia a 6.400 giri ma soprattutto dimensioni compatte e rassicuranti che celano alla perfezione i 208 kg di peso in ordine di marcia. Queste, in sintesi, le credenziali della Suzuki Gladius 650, che nella versione ABS oggetto della prova aggiunge un’ulteriore elemento alle sue qualità. Il prezzo di questa piccola naked si conferma interessante, considerati i 5.990 euro per la versione “base” che diventano 6.590 euro di quella ABS. Due le versioni cromatiche, nera oppure nella nuova livrea bianco/blu tipicamente Suzuki.
Come è fatta la Suzuki Gladius 650 Abs: concreta e ben rifinita
Le linee della Suzuki Gladius 650 sono state presentate nel 2009: già allora rappresentavano un elemento “di rottura” con la natura della moto, mostrando un design estremamente ricercato che si discostava (e di molto) da altre offerte considerate “entry level”. In effetti, la Suzuki Gladius può essere considerata tutto fuorché una moto economica. La ricercatezza delle sue linee e la dotazione di buon livello continuano oggi a parlarci di una moto certamente semplice e concreta ma anche ben curata, che non fa rimpiangere in alcun modo realizzazioni più costose e pregiate. La linea sfaccettata e ricercata si rivela attuale anche dopo 5 anni, e non è un caso che Suzuki la riproponga anno dopo anno senza necessità di interventi sostanziali. La Gladius continua a piacere per le dimensioni compatte, per l’estrema familiarità delle sue proporzioni e la facilità con la quale si lascia “approcciare” da ogni utente, sia esso l’esperto smanettone oppure la neofita fresca di patente. Di buon livello anche la strumentazione, che offre un cockpit sobrio e ricco di informazioni, soprattutto se confrontato con alcune dirette concorrenti: all’interno del cruscotto infatti troviamo un contagiri analogico, un tachimetro LCD, doppio “trip meter” digitale, il contachilometri, orologio digitale LCD e soprattutto un comodo indicatore della marcia inserita.
Meccanica: motore bicilindrico 650 e doppia accensione
Il motore della Suzuki Gladius 650 è quello ultra-collaudato (e apprezzato) della precedente Suzuki SV 650, seppure rivisto in numerosi particolari . Si tratta di un bicilindrico DOHC V-Twin a 90° da 645 cc. L’accensione è affidata ad una doppia candela di accensione all’iridio per ogni cilindro per migliorare la combustione. I cilindri sono realizzati con trattamento SCEM (Suzuki Composite Electrochemical Materials) utilizzato dalla Casa nelle competizioni e in grado di ridurre l’attrito e migliorare il trasferimento del calore, oltre alla resistenza e alla tenuta dei segmenti dei pistoni.
Il sistema di iniezione elettronica SDTV (Suzuki Dual Throttle Valve) è basato su due farfalle per ogni cilindro poste all’interno dei condotti di aspirazione. Una farfalla è comandata direttamente dall’acceleratore, l’altra invece dalla centralina. Questo migliora la risposta nelle aperture parzializzate e in fase di accelerazione, contribuendo inoltre alla riduzione delle emissioni inquinanti. Gli iniettori sono dotati di dieci fori per una nebulizzazione molto fine e una migliore efficienza nei consumi. Infine, il sistema di controllo automatico del minimo ISC (Automatic Idle Speed Control) ne regola la gestione in ogni condizione.
La ciclistica semplice e concreta
La ciclistica è basata su di un telaio in tubi d’acciaio accoppiato ad un forcellone del medesimo materiale. La forcella è di tipo tradizionale, regolabile nel precarico delle molle, mentre al posteriore troviamo un monoammortizzatore con leveraggio progressivo e, anche in questo caso, possibilità di registrazione della molla. L’impianto frenante conta di due dischi anteriori da 290 mm con pinze tradizionali a quattro pistoncini e un disco singolo da 240 mm con pinza a due pistoncini. Soluzioni tradizionali quindi, che fanno della concretezza la loro arma migliore.
In sella alla Suzuki Gladius 650: sembra di guidarla da sempre
Una volta in sella, la ciclistica agile permette confidenza immediata, consentendo una guida rilassata e fluida tanto nel traffico quanto sul veloce. Proprio la maneggevolezza è infatti uno dei punti di forza della Suzuki Gladius 650, mentre il suo motore bicilindrico offre regolarità fin dai regimi più bassi che diventa un grintoso brio una volta superati i 7.000 giri. Ce n’è più che a sufficienza per divertirsi, e anzi, ci si possono togliere anche delle belle soddisfazioni, considerata l’ampiezza dell’arco di erogazione e le capacità di ripresa anche in sesta marcia, che oltre a garantire uno scarso utilizzo del cambio a sei marce permette un comfort di marcia invidiabile. Quando si vuole spingere si fa la scoperta con un cambio estremamente rapido e preciso, una frizione altrettanto millimetrica nell’azione (anche se la forza richiesta dalla leva al manubrio appare migliorabile) e un contachilometri una veemenza del propulsore davvero insospettabili. È in queste circostanza che la Gladius 650 offre il meglio, considerato che anche quando la guida si fa più impegnativa lei si “beve” curve e tornanti con estrema disinvoltura, forte di angoli di piega elevati e una precisione dell’avantreno davvero impeccabile. Certo, le sospensioni sono tarate abbastanza sul morbido, ma questo non limita l’assetto, anzi, permette di guidare senza pensieri anche sulle buche e sui  fondi più irregolari. Solo nelle frenate violente avremmo in effetti preferito una forcella più “sostenuta” di idraulica, considerato anche che, quando stuzzicato a dovere, l’impianto frenante sa essere decisamente incisivo, oltre che modulabile. L’ABS? Praticamente mai avvertito, se non ricercando volontariamente il bloccaggio della ruota motrice. Con un livello di vibrazioni ai minimi storici e un elevato comfort in sella, la Suzuki Gladius 650 si rivela senza mezzi termini un’ottima compagna di viaggio, tanto in città quanto nei tragitti più impegnativi. La protezione aerodinamica? Non pervenuta, ma del resto se si vole una naked, ancor più se sportiveggiante e dal look aggressivo, qualche compromesso bisogna metterlo in conto.
Abbigliamento utilizzato:
Giacca: Spidi Sport H2Out Venture
Casco: Shark Evoline 3
Scarpe: Gaerne G-Ride
Guanti: Rev’it

Articoli più letti
RUOTE IN RETE