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Suzuki GSX-R 1000, potenza sotto controllo

Un quattro cilindri potente ed estremamente trattabile imbrigliato in una ciclistica agile e intuitiva. Pur senza sistemi elettronici, l’ultima versione della Suzuki GSX-R 1000 continua a stupire

L’ultima edizione della mitico Suzuki GSX-R 1000 è una sportiva che continua a fare storia “a sé”: niente elettronica sofisticata, potenza massima dichiarata ai vertici della categoria e un affinamento continuo, che con l’introduzione delle migliorie apportate al modello 2012 trova la sua massima espressione. La Suzuki GSX-R 1000 del resto non aveva bisogno di stravolgimenti: profondamente rivista nel 2009, la Superbike di Hamamatsu ha conosciuto degli interventi di dettaglio tesi a migliorare frenata, coppia ai medi e maneggevolezza. Modifiche non sostanziali, Il tutto per sottolineare una storia vincente, lunga oltre 25anni,  ottimamente riassunta dall’evocativa scritta “1 Milion Edition” riportata sulle grafiche del modello in prova.

Suzuki GSX-R 1000, tre mappe per domare i 185 cv del suo motore
La maxisportiva di casa Suzuki resta fedele alla tripla mappatura selezionabile per il motore , soluzione che peraltro la Casa è stata la prima al mondo ad introdurre. Sulla GSX-R 1000, come detto, non ci sono i  sofisticati controlli elettronici attualmente in voga sulle sportive di più recente progettazione, come Ride by wire (controllo del comando del gas elettronico, senza rinvii meccanici), controllo della trazione, anti-impennata o cambio elettronico. Manca anche la disponibilità dell’ABS. Detta così però non si rende giustizia alle numerose novità introdotte lo scorso anno, che sulla versione 2012 e 2013 hanno portato i tecnici a concentrarsi principalmente sulla guidabilità e sulle prestazioni del motore. La nuova Suzuki GSX-R1000 si distingue a prima vista dal modello precedente per lo scarico singolo in titanio, che prende il posto dei due silenziatori laterali, e per le pinze freno anteriori monoblocco marchiate Brembo. Nello specifico, l’impianto frenante guadagna anche dischi anteriori più sottoli (da 5,5 mm a 5 mm). Le modifiche, oltre al rinnovato impatto estetico, hanno portato ad un risparmio di peso di 2 kg, con la bilancia che fa segnare 203 kg in ordine di marcia. In tema di ciclistica, da evidenziare una distribuzione dei pesi leggermente spostata sull’anteriore (+1%) grazie all’impianto di scarico più leggero e all’accorciamento della forcella Showa “Big Piston Fork” di 7 mm.
Il propulsore a quattro cilindri ha conosciuto diversi interventi di dettaglio: sono nuovi i pistoni (più leggeri dell’11%), gli alberi a camme e le punterie della distribuzione, ora più leggere. Cresce anche il rapporto di compressione, da 12:8 a 12:9. Grazie a queste e altre finiture, il motore non guadagna potenza massima rispetto alla precedente versione ma conosce uno spostamento verso il basso del regime di massima efficienza, posto a 11.500 contro i 12.000 giri dichiarati in precedenza. Il tutto, ovviamente, per ottenere maggiore spinta e linearità ai medi regimi.
In sella: una Superbike valida anche su strada
Il Long test ride effettuato con la GSX-R 1000 si è svolto totalmente su strada, con la volontà di verificare il comportamento della maxisportiva Suzuki nell’habitat dove è chiamata per lo più ad esprimersi.
Prima cosa, la posizione di guida della GSX-R 1000 è sportiva, ovviamente, ma non sacrificata, con tanto spazio a disposizione del pilota per muoversi. Il busto sporto sull’anteriore e le braccia caricate non risultano troppo coercitive, mentre rimane la caratteristica posizione delle pedane, leggermente più avanzate rispetto a quel che parrebbe naturale. In tema di comfort si apprezzano il livello delle vibrazioni, praticamente inesistente se non andando a solleticare la parta del contagiri, mentre la protezione aerodinamica la si può definire tale solo spalmandosi letteralmente sul serbatoio.
Lesto all’avvio, il quattro cilindri Suzuki ronza sornione ed educato ai bassi regimi, permettendo al pilota di viaggiare senza problemi anche in sesta marcia a soli 40 km/h. E proprio questa è una delle caratteristiche subito balza all’occhio: la linearità dell’erogazione e la corposità della curva di coppia permette di conservare sempre una buona sostanza, anche viaggiando “al minimo”. Così, quando il pilota deve effettuare una ripresa o un sorpasso, gli è sufficiente ruotare la manopola del gas, senza premurarsi di scalare uno o più rapporti. La “schiena” del motore è talmente vigorosa che in un lampo si raggiungono velocità da ritiro patente, e il tutto con un sound dallo scarico educato ma sempre pieno e appagante.
Ovviamente, quando si decide di sfruttare a fondo il motore il gioco cambia: oltre i 7.000 giri il quattro cilindri diventa brutale e inarrestabile, con un allungo che si ferma solo con l’intervento del limitatore, posto appena oltre quota 13.000 giri/min. Ne scaturisce un’accelerazione impressionante, che invoglia a snocciolare le marce una dietro l’altra fino a trovarsi catapultati a velocità anacronistiche. Per la cronaca, potenzialmente la GSX-R è capace di superare i 150 km/h in prima marcia, e questo già dice tutto…
Volendo fare un paragone con altre maxi sportive, la GSX-R 1000 può vantare senza dubbio una spinta ai bassi e medi regimi che ha pochi paragoni, seconda solo al quattro cilindri a V della Aprilia RSV4. Il tutto poi è controllato da un comando del gas che trova nella modulabilità la sua arma migliore. Alla faccia delle diavolerie elettroniche.
Questo aiuta molto in curva, dove la leggerezza della ciclistica consente ingressi in curva rapidi e precisi, ma nel contempo il pilota conserva grande feeling circa il livello di grip dello pneumatico posteriore. Ok, non c’è il controllo di trazione, però davvero si fa fatica ad accorgersene, e lo diciamo in considerazione dell’estrema facilità con cui la GSX-R 1000 si lascia condurre, tanto nei tornanti più stretti da prima marcia quanto nelle curve più veloci affrontate con spigliatezza.
La ciclistica, oltre che rapida e precisa, offre inoltre grande solidità, e solo la taratura un po’ morbida della forcella limita la direzionalità affrontando le buche con la moto inclinata in curva. Poco male, considerate le molteplici possibilità di regolazione offerte dalle sospensioni. 175 kg a secco. Chiamata ad offrire il meglio in pista, la GSX-R 1000 regala grande soddisfazione anche su strada, grazie alla maneggevolezza e all’intuitività con cui si lascia condurre. Una moto che nonostante le prestazioni al limite dell’insensato (come tutte le maxisportive) si rivela anche educata e piacevole, anche semplicemente andandoci a spasso. Nella guida più disinvolta si apprezza il rinnovato mordente dell’impianto frenante, modulabile come meglio non potrebbe essere ma capace anche, se chiamato in causa con decisione, di prestazioni di assoluto livello.
Il prezzo di questa GSX-R 1000 “One Million Edition” è fissato a 14.400 euro, una cifra allineata a quelle delle concorrenti. 

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