Vespa S 50 e 125 – Test Ride

Caro nuovo vecchio Vespino

Vespa S 50 e 125 – Test Ride. Pontedera – Piaggio scommette ancora sul modello che è un’icona italiana sul pianeta e rivede il design con linee estremamente minimaliste che riportano agli anni Settanta, alla 50 Special e alla Vespa Primavera. Niente rivoluzioni, solo qualche “aggiustamento” e qualche rimpianto (non di tutti) per il recupero del faro squadrato. È il prezzo che si paga alla modernità. Vespa S è la nuova generazione di uno scooter venduto finora in 17 milioni di esemplari un po’ in tutto il mondo in 145 diverse versioni. Numeri da capogiro che l’amministratore delegato del gruppo Roberto Colaninno celebra con una certa soddisfazione: altre centomila unità venduta lo scorso anno con una previsione di crescita del 10% nel 2007. Per non parlare del fatturato del primo semestre (snocciolato a beneficio degli analisti di piazza Affari): 968 milioni di euro. “In tre anni lo abbiamo raddoppiato” taglia corto l’ad. In calo l’indebitamento a confermare il trend positivo dell’industria motoristica nazionale, trascinata da Fiat. E la scommessa delle tre ruote – cioè Mp3 – pare vinta: 20mila esemplari venduti dal lancio, avvenuto lo scorso autunno. Il faro rettangolare Quella del faro rettangolare, riesumato dagli anni Settanta, è la forma che colpisce di più e si inserisce sopra una mascherina che si rinnova e che torna ad essere “importante” con una nuova griglia più aggressiva. Il parafango è essenziale, valorizza lo schema della sospensione e cambia un po’ forma per scoprire la ruota e la finitura del cerchio in lega leggera.

Piaggio rinnova anche lo scudo anteriore: è di nuovo bidimensionale. Anche con la sella, la casa di Pontedera compie un balzo indietro del tempo e la propone in due differenti versioni, sport e touring. Infine, anche il fanale posteriore è diverso e minimalista. Più o meno come il quadro strumenti, forse eccessivamente sacrificato. Corpo d’acciaio Rigida e robusta, anche Vespa S ha un corpo in acciaio che funge da struttura portante. Piaggio parla di una “soluzione unica nella produzione mondiale di scooter, realizzata attraverso un processo industriale di assoluta avanguardia”. Di derivazione aeronautica è, invece, il monobraccio laterale della sospensione anteriore con ammortizzatore idraulico a doppio effetto. Su Vespa S il movimento del braccetto oscillante è articolato su astucci a rulli che riducono al minimo gli attriti di funzionamento. Dietro, l’ennesimo vespino è equipaggiato con una sospensione che monta un monoammortizzatore idraulico a doppio effetto che, nelle versione 125, è regolabile nel precarico su quattro posizioni, così da configurare l’assetto del veicolo per il miglior comfort di guidatore e passeggero. Cilindrate mitiche E storia sia! Piaggio ripropone su Vespa S le gloriose cilindrate 50 e 125 (quest’ultima più lunga e alta di 5 millimetri: 1,8 e 0,78 metri). Il cinquantino è un due tempi leggero omologato Euro2 che ha il grande vantaggio della leggerezza. Il 125, invece, è dotato dell’ecologico propulsore quattro tempi Euro3 che abbina prestazioni di un certo interesse (ma non sconvolgenti) a buoni costi di esercizio.

Accessori e colori Piaggio garantisce agli estimatori di Vespa la possibilità di personalizzarla con parabrezza, kit bauletto (32 litri) in tinta con il veicolo, il classico portapacchi posteriore cromato e ribaltabile, 6 diversi “allestimenti” grafici basati su fiori, Europa e sport nonché il nuovo casco Vespa demi-jet “Europe”. Tre le tinte selezionate per Vespa S: rosso dragon, nero lucido e montebianco. Acquisti in rete Vespashopping.com è il nuovo portale creato per in Internet il catalogo di tutti i prodotti a marchio Vespa: abbigliamento, oggetti da collezione, modelli, gadget e pubblicazioni storiche, nonché caschi Vespa e prodotti a tiratura limitata legati all’immagine dello scooter-mito. Su strada Vespa è sempre Vespa, su questo non si discute. Ma, soprattutto dopo aver inforcato la Gts, le versioni 50 e 125 cc si confermano (anche esteticamente) le sorelle minori. È sempre comoda e piacevole da guidare (74 centimetri l’altezza della sella) perché gli accorgimenti tecnologici l’hanno resa maggiormente robusta e decisamente rigida. Tenendo il manubrio è facile rendersene conto, in particolare cercando espressamente di centrare tutte le imperfezioni (un eufemismo) delle strade che circondano Pontedera. Non un tentennamento. Si conferma maneggevole e stabile (grazie anche al diametro della ruota anteriore da 11”) e, come pochi altri scooter, si lascia addomesticare anche con qualche ben assestato movimento di… bacino. Pesa (a secco) tra i 96 ed i 110 chili, pochi, pochissimi ed anche per questo è facilissima da piazzare sul cavalletto.

Eppure, con il recupero delle gloriose cilindrate da 50 e 125 cc, fatica un pizzico quando le si chiede una sforzo in termini di velocità: 91 all’ora con la versione più potente (in scia anche di più, come verificato da Infomotori). Questo è un vespino che si lascia apprezzare soprattutto in città (magari senza troppe salite) e nei trasferimenti di medio raggio. Rassicurante la frenata, offerta nella classica combinazione disco (anteriore) e tamburo (posteriore). Buona l’autonomia grazie ad un serbatoio da 8,6 litri ed a consumi (calcolati però a 60 orari) pari a 39 chilometri per litro. Il prezzo Il mito costa! Vespa S approda sul mercato a partire da settembre al prezzo di 2.500 (50 cc) e 3.200 euro. Francamente non sono pochissimi. Ma, come dicevano già i romani, un oggetto vale quanto la gente è disposta a pagarla. E Vespa vale per il suo carico di fascino e ricordi.

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