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Yamaha FZ1 – Test Ride

Un motore potentissimo, una ciclistica curata ed efficiente, un look aggressivo e tante emozioni pronte all’uso: questo è in brevissimo Yamaha FZ1, la moto che abbiamo provato sulle strade sarde

Test ride. Un segmento che è cresciuto molto negli ultimi anni è senza dubbio quello delle maxi-naked: moto molto potenti e prive di carenatura che consentono un utilizzo polivalente, tanto in città per gli spostamenti quotidiani, grazie ad un’agilità ed un raggio di sterzo molto ampio, quanto per le uscite domenicali ed i viaggi di breve o media durata; un settore che annovera molte moto di diversa fattura tra cui, indubbiamente, ha ottenuto una certa popolarità la Yamaha FZ1.
Nata dalle ceneri della celeberrima e vendutissima Fazer 1000, la FZ1 si presenta come una moto muscolosa e compatta, dalle masse centralizzate e con una ciclistica studiata per poter usufruire a pieno del generoso propulsore da 998 cc.
Il cuore della moto, appunto, è un quattro cilindri in linea a 4 tempi, raffreddato a liquido, che sviluppa una potenza massima di 150 cavalli a 11.000 giri, con una coppia massima di 106 Nm a 8.000 giri: numeri questi degni di una supersportiva, più che di una scarenata da usare tutti i giorni.
Come detto, per domare tutta questa potenza era necessario che tutto il resto della moto fosse adeguato, motivo per cui il motore è stato incastonato in un telaio in alluminio pressofuso, realizzato con un processo di pressofusione a flusso brevettato proprio dalla casa del diapason.
Ovviamente anche l’impianto frenante doveva essere generoso ed efficiente, motivo per cui sono stati adottati due dischi da 320 mm all’anteriore, con pinze ad attacco radiale a quattro pistoncini, mentre al posteriore si è adottato un disco da 245 mm; inoltre, la FZ1 è disponibile anche nella versione ABS, per garantire frenate progressive e sicure anche in condizioni a rischio, come abbiamo già detto nell’articolo sull’ABS Yamaha che trovate qui.
Ed ancora, un pacchetto di sospensioni da sportiva, con forcella telescopica rovesciata da 43 mm all’anteriore ed un forcellone in alluminio dalla lunghezza maggiorata, 624 mm, realizzato con lo stesso sistema di pressofusione del telaio, che garantisce trazione e comfort anche nelle condizioni solitamente più difficili per il retrotreno.
La Yamaha FZ1, pesa, in ordine di marcia, con olii e benzina, 214 chilogrammi, peso che, come spiegheremo più avanti, non si avverte una volta alla guida; il serbatoio può contenere fino a 18 litri e l’altezza della sella risulta non eccessiva anche per i meno alti, posizionandosi infatti a 815 mm da terra.
Infine il prezzo: la FZ1 può essere acquistata con 10.690 € franco concessionario nella sua versione standard o con 11.190 € per la versione ABS.

In strada. A vederla la FZ1 quasi intimorisce, la massa del motore ben visibile già fa presagire accelerazioni mozzafiato ed una potenza non comune per moto di questa tipologia, ma una volta saltati in sella è la posizione di guida che colpisce. Ci si ritrova infatti a dominare la ruota anteriore, grazie ad una posizione di guida avanzata, ottenuta anche grazie al serbatoio corto ed al manubrio largo, soluzioni studiate per rendere la guida più agile e la moto più reattiva ai comandi. Una volta messa in moto il sound che ne fuoriesce è quantomeno musicale e scatta subito la voglia di metterla alla prova.
Le strade della provincia di Cagliari si presteranno all’occasione e inserita la prima andiamo subito a scoprire come si comporti.
Lasciando il traffico cittadino apprezziamo subito la posizione di guida molto comoda ed il fatto che la FZ1 risulti molto maneggevole e reattiva, consentendo di districarsi negli stretti spazi vuoti lasciati dagli automobilisti, senza particolari difficoltà, anzi dando l’impressione di essere su una moto ben più piccola e leggera della FZ1 che, invece, sulla carta, sembrerebbe non così snella.
Appena le strade diventano più sgombere dal traffico ci si può cominciare a divertire e provare effettivamente la FZ1.
I motori a quattro cilindri, si sa, hanno il loro tallone d’Achille ai bassi regimi, dove spesso risultano un po’ vuoti e lenti nell’aumentare regime di rotazione; la FZ1, invece, si discosta abbastanza da questa consuetudine, risultando abbastanza reattiva anche a bassi e medi regimi, grazie soprattutto al profilo degli alberi a camme, alle specifiche di aspirazione e scarico e alla mappatura elettronica. Indubbamente, però, la FZ1 dà il meglio di sé sopra i 6.000 giri, quando il motore comincia a girare forte e l’accelerazione può risultare brutale, se si ruota troppo velocemente la manopola del gas: le marce si snocciolano una dietro l’altra e ci si ritrova in pochissimo a velocità degne di una supersportiva. Inevitabilmente, però, tutta questa potenza genera un minimo di effetto on/off, soprattutto nella riapertura del gas, che va quindi modulata con dolcezza.
In ingresso, percorrenza ed uscita di curva sono “precisione” e “solidità” i termini che definiscono meglio la FZ1 che percorre la traiettoria ideale senza sobbalzi o incertezze, sempre ammesso che non chiudiate e riapriate il gas, sempre a causa di quell’effetto on/off di cui abbiamo detto poc’anzi.
Anche i freni risultano proporzionati alla potenza e garantiscono sempre frenate molto incisive, mentre, nella versione ABS, si apprezza il fatto che, nonostante aumenti un minimo lo spazio di frenata, si può strizzare di più la leva senza incorrere nel bloccaggio della ruota anteriore con conseguente chiusura dello sterzo, oltretutto senza che il sistema risulti oltremodo invasivo per il pilota.
In definitiva la FZ1 mantiene ciò che promette: tanta potenza, un grandissimo controllo e un’ottima agilità ad un prezzo ragionevole, con la possibilità di farla diventare la propria moto di tutti i giorni, tanto nell’urban commuting, quanto nei viaggi o nelle uscite fuori porta, senza rinunciare ad un’estetica personale ed una garanzia di precisione: i tre diapason della Yamaha.

Abbigliamento usato nel test

Casco: X-Lite X-801RR
Giacca: Dainese
Guanti: Dainese Sprog Gore-Tex
Stivali: Dainese Torque In

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