Formula 1: test invernali finiti. Ferrari: tutto da capire

Kimi Raikkonen chiude con il miglior tempo sul giro i test invernali, seguito dalla Ferrari di Fernando Alonso. La Red Bull di Sebastian Vettel ultima, ma ora si parla solo di scarichi.

Speriamo che questi quattro giorni di test della F1 a Barcellona siano serviti alle scuderie, perché addetti ai lavori, media e appassionati restano con le idee un po’ confuse.
Se i valori che vedremo in campo il prossimo 18 marzo in Australia ci sarebbe veramente da divertirsi: la Lotus infatti ha chiuso con il miglior tempo fatto registrare da Kimi Raikkonen, seguito a poco più di due decimi dalla Ferrari di Fernando Alonso mentre chiude l’ipotetico podio la Williams di Bruno Senna. A chiudere la classifica dei tempi la Red Bull di Sebastian Vettel che ha realizzato solo 23 giri per problemi al cambio e forse anche all’ala anteriore.
In Red Bull minimizzano e non sembrano affatto preoccupati, mentre in casa Ferrari Fernando Alonso rompe il silenzio stampa per smorzare eventuali entusiasmi, sottolineando che soprattutto nelle prime gare ci sarà da soffrire. Oggi il pilota spagnolo ha cercato la messa a punto sperimentando diverse regolazioni dell’assetto della vettura e confrontando vari tipi di gomme, compresi quelli sperimentali portati a Barcellona dalla Pirelli. Alonso ha alternato tornate più brevi ad altre più lunghe, completando in totale 115 giri, il più veloce nel tempo di 1.22.250.

Ma il vero tormentone che probabilmente ci accompagnerà per tutta la stagione è quello relativo agli scarichi. Cerchiamo di fare il punto.
Il regolamento vieta espressamente che si posizionino gli scarichi per utilizzare i gas di scarico a fini aerodinamici. La Ferrari nei primi test aveva utilizzato una soluzione per cui i gas venivano soffiati verso l’esterno, praticamente sulle gomme posteriori, ma come comfermato dal direttore tecnico Pat Fry venerdì occorreva un gran lavoro per ottenere risultati positivi con questa soluzione. Così in fretta e furia a Maranello si è tornati a una configurazione di vettura con gli scarichi arretrati.
Ieri e oggi la RD8, la monoposto 2012 della Red Bull, ha fatto mostra di sé (si fa per dire, visto che hanno cercato di nascondere più possibile la vettura con coperte e ombrelli) di scarichi che pur essendo arretrati grazie a una sorta di “scivolo” soffiano sull’ala posteriore e che vengono giudicati “al limite del regolamento” dai tecnici delle altre scuderie. Resta il fatto che sinceramente non si sa quali vantaggi effettivi comporti questa scelta. Anzi, Mark Webber ha minimizzato, sottolineando come invece si stia facendo un lavoro di fino sull’auto senza particolari stravolgimenti.

Ora bisogna capire che sta facendo pretattica e perché. Se davvero la soluzione non è così fondamentale perché tanti misteri e tanta attenzione a coprire la vettura appena possibile? Davvero la scelta di Red Bull è in linea con il regolamento? Se alla prima gara del campionato le due monoposto di Vettel e Webber dovessero essere davanti a tutti possiamo facilmente immaginare la pioggia di ricorsi. Speriamo solo che questo mondiale non sia deciso dagli avvocati, visto che ormai alle riunioni sui regolamenti i responsabili delle scuderie non si portano più gli ingegneri ma gli azzeccagarbugli!

L’unica certezza è che fra due settimane al calare della bandiera a scacchi sapremo chi ha fatto le scelte giuste e chi ha lavorato meglio. Per ora, non resta che attendere…

Tempi non ufficiali della quarta giornata di test di F1 a Barcelona:
1. Kimi Raikkonen, Lotus, 1:22.030, 121 giri

2. Fernando Alonso, Ferrari, 1:22.250, 115 giri
3. Bruno Senna, Williams, 1:22.296, 53 giri
4. Nico Hulkenberg, Force India, 1:22.312, 101 giri
5. Kamui Kobayashi, Sauber, 1:22.386, 72 giri
6. Lewis Hamilton, McLaren, 1:22.430, 115 giri
7. Vitaly Petrov, Caterham, 1:22.795, 101 giri
8. Michael Schumacher, Mercedes, 1:22.939, 100 giri
9. Pastor Maldonado, Williams, 1:23.347, 48 giri
10. Daniel Ricciardo, Toro Rosso, 1:23.393, 100 giri
11. Sebastian Vettel, Red Bull, 1:23.608, 23 giri

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