In inghilterra verrà messa all’asta il 12 luglio la vettura che ha ispirato Ian Fleming in Goldfinger: una Aston Martin DB 2/4. Nei sei precedenti roomanzi 007 aveva sempre avuto a disposizione una Bentley, ma in Goldfinger la spia più famosa del mondo cambia vettura… come mai? Ormai è risaputo che Ian Fleming nei suoi romanzi prende spunto e descrive cose reali, e accade anche in questo caso: la Aston Martin DB 2/4 che verrà battuta all’asta, infatti, è appartenuta a Phillip Ingram Cunliffe-Lister, eroico pilota della RAF nella seconda guerra mondiale, mentre suo padre era un consiliere di Winston Churchill e responsabile del MI5 (il servizio segreto inglese), nonché capo di Ian Fleming.
Proprio per il ruolo ricoperto da Lord Cunliffe-Lister la vettura che verrà battuta all’asta è dotata di una serie di gadget degni dello 007 dei romanzi: paraurti rinforzati in acciaio, porta oggetti a scomparsa e blindati, un sistema di accensione anti-interferenza, sedili con collegamenti radio incorporati e l’antesignano dei moderni computer di bordo, il dispositivo Halda Speed Pilot in grado di calcolare tempo di percorrenza e distanza sulla base di una velocità media impostata.
La vettura è rimasta a prendere polvere per anni in un vecchio magazzino, finché Lord Walford e il figlio l’hanno acquistata e, proprio nel corso del restauro, hanno scoperto tutti i gadget supplementari che erano stati montati sulla vettura… così hanno fatto alcune ricerche e sono risaliti al proprietario capendo che è stata certamente questa la vettura che ha ispirato l’autore di 007.
Questa DB 2/4 del 1954 è una delle ultime vetture prodotte, sostituita nell’ottobre del 1955 dalla MkII, ed era venduta come “l’auto sportiva per famiglie” perché grazie a una modifica del telaio posteriore e una riduzione del serbatoio era stato possibile aggiungere due posti (piuttosto stretti in verità). Da qui la sigla 2/4 nel nome, anche se in realtà più che i posti dietro venne apprezzata la possibilità di abbattere gli schienali e avere un ampio vano di carico.