BMW X5 3.0d – Long Test Drive

Su strada Da fuori, questi giganti della strada impressionano sempre, specialmente chi scende da una vettura “normale”, bassa come una berlina e con dimensioni che possono essere contenute in un solo parcheggio. Ci si trova davanti la maniglia per l’apertura quasi all’altezza del viso, per salire a bordo si poggiano i piedi sulla pedana e […]

Su strada Da fuori, questi giganti della strada impressionano sempre, specialmente chi scende da una vettura “normale”, bassa come una berlina e con dimensioni che possono essere contenute in un solo parcheggio. Ci si trova davanti la maniglia per l’apertura quasi all’altezza del viso, per salire a bordo si poggiano i piedi sulla pedana e poi si entra. Una volta chiusa la portiera, si percepisce da subito un comfort eccezionale, fatto di materiali pregiati e combinati con ottima fattura. Si avvia il motore e il silenzio nell’abitacolo continua a regnare, nonostante il lavoro dei 6 cilindri. Il cambio è un automatico sequenziale Steptronic a 6 rapporti che si integra perfettamente con il motore, offrendo cambiate veloci e armoniose, sia quando serve una marcia superiore, sia quando ci si trova a dover scalare. Ma ciò che colpisce davvero è la dinamica di guida, decisamente lontana da quella tipica dei Suv, anche per merito della sospensione a quadrilatero alto, tipica delle auto sportive. Grazie al fatto che il sistema di trazione integrale xDrive è collegato intelligentemente al DSC (controllo dinamico della stabilità), la BMW X5 offre un comportamento sicuro in ogni situazione e su ogni superficie. Per il MY 2008, l’agilità del Suv di lusso della BMW viene portata ad un livello ancora più alto per mezzo dell’ampliamento del sistema DSC. Per assicurare la trasmissione armoniosa della potenza nelle curve veloci e dinamiche, un’applicazione accuratamente dosata dei freni, insieme alla compensazione della coppia, contrasta fin dall’inizio qualsiasi tendenza al sottosterzo. Non appena le ruote anteriori cominciano a spingere eccessivamente verso l’esterno della curva, quella posteriore interna viene rallentata dal freno appropriato comandato dal DSC. Qualsiasi perdita di potenza così subita viene compensata con l’aumento di potenza trasmessa alle ruote motrici, permettendo così di affrontare curve con maggiore precisione anche su superfici scivolose. L’unico scotto da pagare è la risposta sempre piuttosto secca delle sospensioni, un prezzo basso se compensato da una maggiore sicurezza.

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