Honda Jazz ibrida – Test Drive

Abbiamo provato la piccola ecologica giapponese che nonostante il pacco batterie, mantiene buone doti di abitabilità e capacità di carico

“Le nostre ibride sono per tutti; perché oltre che essere modelli di ottima qualità affidabili, rispettosi dell’ambiente e dai consumi contenuti, hanno dei prezzi accessibili” così Alessandro Skerl, consigliere delegato di Honda Italia, ha presentato la nuova gamma della Jazz che comprende anche, e questa è la vera novità, una versione ibrida, appunto la Jazz Hybrid. Dopo infatti l’introduzione sul mercato della Civic Hybrid, della Insight e della sportiva Cr-Z, ecco la Jazz alimentata con un motore a benzina ed uno elettrico, prima vettura ibrida del segmento B, quello delle piccole. Ci vuol dire che la tecnologia Honda si adatta benissimo su qualsiasi modello; una tecnologia che lentamennte sta facendo breccia soprattutto fra coloro a cui sta molto a cuore l’ambiente. Per questo Honda si vanta di vendere 500 mila ibride all’anno nel mondo, mentre in Italia sono 70 mila i clienti che guidano un modello della Casa giapponese con tecnologia benzina-elettricità.

Ma la particolarità di Jazz Hybrid è quella di mantenere le stesse dimensioni, in termini di capienza di carico, della Jazz a benzina. Anche perché il gruppo delle batterie e l’unità di controllo dell’alimentazione sono stati stivati sotto il pianale del bagagliaio non rubando neppure un centimetro allo spazio sia dei passeggeri sia per le valigie. Questo significa che i sedili possono anche essere ribaltati completamente per ottenere un vano di carico piatto con una capacità complessiva pari a 1.320 litri, mentre i sedili posteriori possono anche essere ripiegati verticalmente per permettere l’alloggiamento di oggetti particolarmente alti.

Come sono lontane anni luce le prime vetture ibride di qualche lustro fa, quando il carico delle batterie occupava anche i sedili posteriori, quasi a contatto con il guidatore e il passeggero anteriore. Ma, a parte la versatile funzionalità in fatto di spazio, Jazz Hybrid, presenta dei vantaggi enormi in tema di emissioni nocive e di consumi. Anche perché il motore elettrico di 10 Kw di 14 cavalli, entra in azione per dare una mano al motore 1.3 litri a benzina di 88 cavalli di potenza, in particolari circostanze: per esempio al momento della partenza, quando il guidatore ha bisogno di maggior potenza in caso di un sorpasso. Addirittura alle basse velocità solamente l’elettrico che funziona, risparmiando naturalmente benzina e non inquinando affatto. Quando poi la vettura in fase di decelerazione entra in azione il dispositivo per la ricarica della batteria. Il sistema che Honda ha utilizzato per la Jazz lo stesso presente sulla Insight, quindi con lo stesso propulsore 1.3 litri che viene abbinato ad un cambio Cvt. La nuova Jazz quindi in assoluto l’automobile con cambio automatico del segmento B con i livelli di CO2 più bassi; le emissioni infatti di anidride carbonica non superano i 104 grammi per km, mentre il consumo di benzina, nel ciclo combinato, di soli litri 4,5 per 100 km, mentre nel ciclo urbano i valori sono di litri 4,6 ogni 100 km e nel ciclo extraurbano addirittura di soli litri 4,4. E’ facile e divertente la guida della Jazz Hybrid.

ARTICOLI CORRELATI