Lamborghini Sian: l’ibrida di Sant’Agata è un fulmine da 819CV

Si chiama Lamborghini Sian il primo ibrido del marchio bolognese. Ha 819CV e accelera da 0 a 100Km/h in 2,8 secondi per poi raggiungere oltre 350Km/h di velocità massima

Al Salone di Francoforte la regina del ballo è la Lamborghini Sian: esclusiva in tutto, dai 63 esemplari in cui verrà prodotta (per celebrare l’anno di fondazione dell’azienda) ai numeri riportati sulla scheda tecnica, ma soprattutto nell’essere la prima ibrida del Toro. Sian nel vecchio dialetto bolognese vuol dire saetta, fulmine, così da ricordare -come ha fatto la sorella Ducati per Monster e Diavel- le radici del marchio, nato e cresciuto in terra di motori, oltre a mettere l’accento sulla trazione ibrida.

Sian, al debutto con i supercondensatori

Il motore elettrico impiegato da Lamborghini è quasi un esercizio di stile in termini di pura potenza, si tratta infatti di un’unità da 48V (che nel mondo delle auto normali corrisponde  al mild-hybrid) da 34CV per 34Kg, alimentato però da un supercondensatore. La differenza rispetto agli ibridi tradizionali è però macroscopica se andiamo a fare una rapida analisi. I supercondensatori pesano un terzo di una batteria al litio per auto e al contempo immagazzinano il triplo della potenza, mentre al sistema di frenata rigenerativa basta un solo recupero per caricare interamente la capacità delle celle.

Una volta carica, la macchina può viaggiare a zero emissioni fino a 130Km/h o sfruttare la potenza dell’elettrico per supportare il vero fulcro della Lamborghini Sian: un V12 aspirato da 785CV. Così la cavalleria raggiunge la cifra complessiva di 819CV e va a sopperire alla mancanza del turbo del meraviglioso V12 di derivazione SVJ (anch’esso rivisto nei dettagli per massimizzare le prestazioni) attraverso la piccola unità elettrica. Questo porta l’auto ad accelerare da 0 a 100Km/h in 2,8 secondi per poi raggiungere una velocità massima di oltre 350Km/h.

Un Olé da Torero

Lamborghini Sian è tra le poche vetture di Sant’Agata a non portare il nome di un toro, una scelta che nella storia del marchio è stata presa esclusivamente per le grandi occasioni. D’altronde le linee, già annunciate online attraverso piccole anticipazioni, puntano dritto al futuro del marchio. Il frontale mette in risalto le geometrie taglienti del marchio e l’ispirazione al mondo dell’aeronautica con cui Lamborghini ha sempre dialogato, marcando però un evidente passo in avanti rispetto alle vetture attualmente in produzione. La fiancata ospita generosi convogliatori per far respirare al meglio il possente V12, mentre il vero capolavoro lo si apprezza al posteriore. La vetrata sul tettuccio, interamente studiata per massimizzare l’aerodinamica, lascia il motore a vista e nono necessita l’impiego di uno spoiler, mentre all’estremità della modernissima fanaleria posteriore spuntano due “pinne” marchiate con il 63 celebrativo del marchio.

Quanto costa una Lamborghini Sian?

Difficile dirlo, anche perché la limitatissima disponibilità è solo parte del pacchetto esclusivo proposto dal marchio. Ciò che è certo è che con questo modello Lamborghini ha voluto raccontare al mondo la propria visione sul futuro, composta principalmente di fulmini e saette.

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