Mazda MX-5 Roadster Coupè – Long Test Drive

Una sensazione, uno stile, un giocattolo

Mazda MX-5 Roadster Coupè – Long Test Drive. Guidare una spider come Mazda MX-5, un due posti secchi a trazione posteriore con un feeling con l’asfalto molto più simile a quello di un kart che a quello di un’automobile, non è cosa da proporre a tutti. A coloro che amano la comodità, lo spazio, il comfort di marcia diciamo subito: lasciate perdere. Lo spazio non c’è, l’abitabilità a bordo è ridotta al minimo, l’intero abitacolo avvolge i due passeggeri al millimetro, praticamente non esistono vani portaoggetti, il bagagliaio è minuto, anche il semplice gesto di salire a bordo può creare problemi a chi non è propriamente in forma: in ultima analisi, queste auto si comprano con il cuore, non con la testa. Vi spieghiamo il perché.
Non un veicolo, ma uno stile Mazda MX-5 Roadster Coupe non è un veicolo a motore in grado di spostare due corpi dal punto A al punto B. Mazda MX-5 Roadster Coupe è una spider. E’ una sensazione, uno stile, un giocattolo. L’appeal è immediato, non serve di certo cercarlo nei dettagli stilistici della carrozzeria, come avviene spesso per monovolume o simili. Il frontale ricorda un rettile che sguscia su un’assolata strada dell’Arizona, il radicamento al suolo non fa che aumentare questa sensazione estetica; le bombature nei passaruota, le nervature nel cofano motore, i cerchi in lega da 17 pollici e, soprattutto, quel tetto rigido perfettamente coupé completano la figura snella e minuta di questa icona del mondo delle due posti (Mazda conta di arrivare al milione di esemplari venduti nel 2010). Rispetto alla sorella con il tetto in tela pesa appena 37 chilogrammi in più e mantiene, indipendentemente dal posizionamento della copertura mobile, la stessa capacità del bagagliaio (ovvero 150 litri). Il tetto rigido è realizzato in materiale plastico composito (Smc per i panelli esterni e propilene rafforzato con pannelli di vetro per quelli interni) e la manovra di apertura richiede appena 12 secondi (azionabile solo con la vettura ferma): un attimo e si ha il vento tra i capelli.
Dunque il suo peculiare fascino, lo status giovanile che rappresenta, la scenografica apertura elettrica del tettuccio unita alla splendida sensazione di guida all’aria aperta, creano un feeling con il guidatore impossibile da imitare, in un gioco che non punta a compensare le differenze rispetto ad una normale berlina, ma che piuttosto risveglia i sensi mantenendoli accesi, solleticando l’ego in modo spropositato.

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