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Pubblicato il - Autore Carlo Valente

Nuova A 112 Abarth

Perché Fiat non potrebbe pensare al rilancio di un mito? Infomotori ha pensato alla rinascita della A 112 Abarth, nata oltre 40 anni fa proprio per fare concorrenza a una Mini, quella marchiata Innocenti

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A112 Abarth: la rinascita di un piccolo mito
La Autobianchi A 112 Abarth è stata una vettura mitica, per chi ha potuto viverla e vederla all'opera, per tutti gli anni '70 e parte degli anni '80. Nel 1985 era addirittura arrivata alla sua 7° generazione, venendo rinnovata con una scadenza quasi periodica, tanto era il suo successo commerciale e di immagine.
La Autobianchi A 112 aveva avuto un grande successo e la Innocenti doveva fronteggiare la sua concorrenza, nel segmento delle auto di piccole dimensioni.
Per ovviare alla risposta della A112, vista la quasi impossibilità di sviluppare in tempi brevi un nuovo modello, Innocenti presenta la Cooper MK3 che si rivolge questa volta ad un'utenza maschile, disposta a pagare una somma maggiore in cambio di un'immagine da sportiva pura.

Da Carlo Abarth l'idea di una sportiva su base A 112
La Cooper MK3 funziona e Fiat non può rimanere a guardare. L'idea di una concorrente arriva da Carlo Abarth nel 1970: un prototipo su base A112 con motore da 982 cm3 dalla potenza di 107 CV pensato esclusivamente per le corse.
I primi test su strada si svolsero nel gennaio 1971, a ottobre dello stesso anno, in occasione del Salone dell'Auto di Torino, la presentazione della versione definitiva della prima generazione.
Livrea rossa con il cofano nero a fare da contrasto ma anche ad enfatizzare la sua anima racing. Abarth rivide profondamente anche il motore portandolo insieme all'impianto frenante con la maggiorazione delle pinze sui dischi anteriori e l'adozione del servofreno. La potenza venne limitata a 58 CV per maggiore elasticità. Per la A112 Abarth fu facile ottenere un immediato successo di vendite, destinato a perdurare per quasi tre lustri.

La storia della A 112 Abarth
Nel 1973 arrivò la 2ª serie con qualche rinnovamento estetico. Nel 1975 la 3ª serie portò la cilindrata 1.049 cc con 70 CV ed una velocità massima di 160 km/h.
La quarta serie arrivò nel 1977, che vedeva la concorrenza interna della Fiat 127 Sport e quella  esterna della Innocenti Mini De Tomaso e della Renault 5 Alpine.
Nel 1979 arriva la 5° serie, vede la scomparsa sulle fiancate degli scorpioni Abarth, l'adozione del cambio a 5 marce e dell'accensione elettronica.
Nonostante un ciclico calo delle vendite, uno zoccolo duro del mercato, affezionatissimo alla A 112 Abarth, spinse la Fiat a presentare la sesta serie nell'autunno del 1982 che non aveva alcuna miglioria tecnica e solo qualche aggiornamento estetico.
La 7° ed ultima serie fu quella del canto del cigno, presentata nella primavera del 1984, caratterizzata da buone dotazioni di serie e qualche modifica estetica, come per esempio la grossa fascia rifrangente al posteriore con la scritta "Abarth".
Nel 1985 la A 112 Abarth esce dai listini.

Vista l'uscita di scena di tante protagoniste nel WRC, l'organizzazione sarebbe ben felice di rivedere un altro ritorno sugli sterrati. Magari con uno dei motori Abarth da 1,4 litri da 180 CV ed un potente impianto frenante made in Brembo.
Si tratta di fantamotori, ma sognare per il momento non costa.

Nella gallery vi proponiamo alcune immagini del passato e alcuni rendering, fra cui uno realizzato dal nostro lettore Daniele Serio.

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