Gli scarichi dell’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio diventano musica

L'Alfa Romeo Giulia in allestimento Quadrifoglio - personalizzata dal preparatore Romeo Ferraris si è portata a casa il premio di “Best Sounding”, istituito dalla rivista Autocapital.

C’era una volta un direttore d’orchestra, Herbert von Karajan, che raccontava come nessuna orchestra da lui diretta potesse competere con il suono del motore di una Ferrari. Un bel complimento alle vetture nate in quel di Maranello, soprattutto perché giunto da una personalità che di musica se ne intendeva! Oggi siamo alle prese con un parallelo decisamente simile. Lo scarico dell’ultima creazione della casa del Biscione – l’Alfa Romeo Giulia in allestimento Quadrifoglio – personalizzato dal preparatore Romeo Ferraris si è infatti portato a casa il premio di “Best Sounding”.

Un omaggio, assegnato dalla rivista Autocapital – culminato con la premiazione svolta al Museo del Violino di Cremona – con tanto di serata musicale all’interno del prestigioso auditorium con la partecipazione del violinista Antonio De Lorenzi. A lui l’onore di suonare con il celeberrimo Stradivari Vesuvio – classe 1727 – esecuzione chiusa dall’accensione del V6 di casa Alfa, messo a punto da Ferrari e col nuovo scarico Ferraris. Il prestigioso premio è stato ritirato da Michele Cerruti – pilota proprio della Scuderia Romeo Ferraris e che corre al volante di un’Alfa Giulietta nel Mondiale TCR. Il gioco, molto raffinato è stato quindi quello di cercare un comune denominatore tra il canto di uno degli strumenti più raffinati al mondo e gli acuti di una motorizzazione unica e performante come quella che equipaggia la nuova Alfa Romeo Quadrifoglio, “verde”.

Uno scarico messo a punto con un lavoro certosino dai ragazzi lombardi, per mezzo del quale la Giulia più cattiva – oltre a produrre un suono tanto poderoso quanto celestiale – guadagna la bellezza di 20 CV, portando il computo totale da 510 a ben 530 CV.Un riconoscimento decisamente meritato dalla Romeo Ferraris – che tra le motivazioni ha visto anche premiare l’artigianalità – tutta italiana – di un prodotto pensato, progettato e realizzato “ad hoc” dal preparatore di Opera, in provincia di Milano.

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