Una risposta unica non esiste, e non per evasività. In Italia circolano tre Spring diverse con tre caricatori di bordo diversi, e il tempo dipende molto più dall’impianto di casa che dall’auto.
La Spring è arrivata nel 2021 ed è stata aggiornata due volte. La versione del 2024 monta una batteria da 26,8 kWh con un caricatore in corrente alternata da 7 kW e la ricarica in continua da 30 kW come opzione su alcuni allestimenti. La seconda generazione, presentata a settembre 2026 e prodotta a Novo Mesto in Slovenia, cambia piattaforma: batteria litio-ferro-fosfato da 27,5 kWh utili, 250 km WLTP, motore da 60 kW pari a 80 CV e un consumo dichiarato di 12,7 kWh/100 km, fra i più bassi del mercato. Il caricatore di serie è da 6,6 kW; il pacchetto ricarica rapida porta l’alternata a 11 kW e aggiunge i 50 kW in continua, oltre alla predisposizione V2L.
Dall’esterno non si vede nulla di tutto questo. Il bon di ordine, la fattura o la schermata di ricarica dell’auto dicono quale avete, e conviene saperlo prima di comprare qualsiasi cosa.
Per la maggior parte delle famiglie italiane il vincolo non è l’auto e non è il cavo: è la potenza contrattuale. Un contratto domestico standard fornisce 3 kW, con una tolleranza intorno al 10 per cento prima che il contatore stacchi. Una Spring capace di accettare 6,6 o 7 kW non può prenderli da quell’impianto, qualunque cosa ci sia collegata.
I tempi dichiarati da Dacia per il passaggio dal 15 all’80 per cento sono tre. Su una normale presa domestica, nove ore. Su una presa potenziata, cinque ore e quaranta. Su una wallbox da 7 kW, con la potenza contrattuale alzata di conseguenza, due ore e cinquantacinque minuti. Sono tutte finestre che stanno dentro una notte di parcheggio.
Conviene dirlo senza giri di parole: alzare la potenza contrattuale costa ogni mese e compra una velocità di cui una citycar con 27,5 kWh di batteria ha raramente bisogno. Dacia stessa lo conferma con i dati dei clienti della prima generazione, che percorrevano in media 34 km al giorno e ricaricavano a casa nel 75 per cento dei casi.
Va aggiunto che i 3 kW sono condivisi con tutto il resto della casa. Caricare a 10 A lascia circa un kilowatt per il frigorifero, le luci e qualunque altra cosa sia accesa, ed è il motivo per cui il contatore stacca di solito quando parte lo scaldabagno e non quando si collega l’auto.
Due cavi, due compiti. Per una presa serve un caricatore portatile Modo 2, e la funzione utile è la corrente regolabile, perché la stessa unità deve lavorare a 8 A su una presa vecchia di garage e a 16 A su una linea verificata da un elettricista. Per una colonnina o una wallbox serve un cavo Modo 3, e qui la portata conta in un modo che coglie molti di sorpresa: la cifra in kilowatt stampata sul cavo presuppone tre fasi, e le case italiane ne hanno una. Un cavo da 11 kW trasporta 16 A e in casa consegna 3,7 kW; uno da 22 kW trasporta 32 A e ne consegna 7,4, cioè tutto quello che la Spring può prendere. Su un impianto monofase il cavo più grande è quello più veloce.
Un cavo di ricarica Dacia – Voldt® dimensionato sull’auto invece che sul numero più grande disponibile è l’acquisto sensato, e per la Spring significa accordare l’amperaggio a quello che accetta il caricatore di bordo.
Sulla seconda generazione il pacchetto ricarica rapida porta il 15-80 per cento a 28 minuti con 50 kW. Sulla versione del 2024, i 30 kW coprono la stessa finestra in circa tre quarti d’ora. Entrambi sono più che sufficienti per una batteria di questa taglia, ed entrambi sono irrilevanti per chi carica a casa. L’opzione si ripaga nel viaggio lungo occasionale, non nell’uso quotidiano.
Tra la presa domestica e la wallbox esiste un’opzione che in Italia viene citata poco: una presa dedicata su linea propria, con il suo differenziale, dimensionata per il carico continuo. Costa una frazione di una wallbox, non richiede la stessa procedura e porta la ricarica a 3,7 kW, che su una Spring significa passare da nove ore a circa cinque per la stessa finestra di carica. Per una batteria da 27 kWh è spesso tutto ciò che serve.
Con 12,7 kWh/100 km dichiarati, i 34 km al giorno della media rilevata da Dacia valgono poco più di 4 kWh. Sono meno di due ore su una presa domestica a 10 A, ovvero una ricarica piena alla settimana invece che ogni sera. Comprate prima il caricatore portatile regolabile, aggiungete un cavo Modo 3 dimensionato sull’auto per le colonnine, e rimandate la wallbox a quando sarà l’uso a chiederla.