Comportamenti alla guida
Gli italiani si considerano prudenti al volante perché dichiarano di rispettare sempre i semafori (91%), di fermarsi sempre allo stop (87%), di viaggiare sempre con la cintura di sicurezza allacciata (79%) e di controllare sempre l’efficienza del proprio mezzo (78%). Tuttavia, il 52% ammette di guidare telefonando senza auricolare, mentre il rispetto dei limiti di velocità viene violato dal 50% degli intervistati, sebbene questa infrazione rappresenti uno dei rischi maggiori al volante.
Altrettanto vale per la guida in stato di ebbrezza: il 57% degli italiani intervistati, che consuma abitualmente alcolici, ritiene di potersi mettere alla guida senza problemi dopo aver bevuto un bicchiere di vino, il 27% dopo averne bevuti due. Solo il 50%, dopo aver consumato alcolici, ha permesso ad un’altra persona di guidare il proprio veicolo e ancora meno, il 29%, si è organizzato nominando il proprio “Bob”, ovvero colui che decide di non bere per accompagnare a casa gli amici in piena sicurezza, sebbene l’81% abbia sentito parlare del guidatore designato.
Sanzioni e prevenzione
Il 69% degli intervistati dichiara di conoscere le sanzioni per eccesso di velocità e guida in stato di ebbrezza, il 51% quelle per il passaggio con il rosso. Solo il 37% è a conoscenza della norma che regola il mancato uso delle cinture di sicurezza.
Agli Italiani è stato anche chiesto cosa si dovrebbe fare per migliorare la sicurezza sulle strade. Il 43% di loro pensa che il miglior deterrente per combattere gli incidenti stradali sia l’incremento del numero dei controlli, seguito dal ritiro definitivo della patente (42%) e dalla certezza della pena (36%).
“L’indagine IPSOS – ha dichiarato Sandro Salvati, Presidente della Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale – fa emergere uno dei più gravi problemi per una sicurezza stradale vera: l’enorme differenza tra convinzioni e realtà. Questo accade perché gli italiani non hanno una corretta percezione del rischio che si corre, e si fa correre agli altri, guidando ad alta velocità o mettendosi al volante in stato psicofisico alterato da alcol e droghe. Come Fondazione per la sicurezza stradale riteniamo fondamentale continuare la nostra attività di sensibilizzazione proseguendo la collaborazione con le Istituzioni e gli enti preposti, attraverso la politica della ‘prevenzione e del controllo’. Più formazione, più controlli, più sanzioni pesanti. In questo senso è esemplare la recente sentenza di Roma che per la prima volta ha condannato un guidatore per omicidio volontario. E’ un provvedimento di grande sensibilità sociale e ci auguriamo che possa costituire un monito per chi pensa di continuare a guidare senza rispettare le regole e mettendo a rischio la vita degli altri”.