Mercato Auto frena la caduta delle vendite: luglio 2013 -1,9%

-1,9% a luglio, primi segnali di ripresa?
Il dato negativo di luglio 2013, dopo 39 mesi di profondo rosso, porta un leggero vento di speranza. Le vetture immatricolate nel mese sono state 107.514 con un calo del 1,92%. Come si vede, la contrazione è veramente modesta ed è quindi compatibile con l’ipotesi che la caduta del mercato italiano dell’auto stia per arrestarsi. Infatti, dopo una serie di cali a due cifre proseguita fino al febbraio scorso, le immatricolazioni italiane hanno fatto registrare contrazioni del 4,9% in marzo, del 10,83% in aprile, del 7,98% in maggio, del 5,51% in giugno ed ora dell’1,92% in luglio. La caduta del mercato auto, analizzando questi dati, sembra si stia fermando.

Un mercato in bilico tra stagnaione e ripresa
Stagnazione o ripresa? Questo l’amletico dubbio che affligge gli analisti del settore auto. Alcuni elementi farebbero pendere la bilancia dalla parte della ripresa. Innanzitutto timidi, anzi timidissimi, segnali vengono dall’andamento dell’economia reale ed in particolare dagli indicatori Istat e Centro Studi Confindustria su produzione industriale, occupazione, fatturato e ordinativi nell’industria. Un segnale più robusto viene invece dagli indicatori di fiducia che mostrano che il clima di opinione nel Paese sta cambiando, anche se l’azione del Governo per promuovere la crescita, pur generosa, fatica a decollare.

 

Il clima di fiducia dei consumatori, dopo il miglioramento di giugno, si conferma in crescita anche in luglio. E in luglio salgono anche l’indicatore per le imprese determinato dall’Istat e quello per gli operatori del settore dell’auto determinato dal Centro Studi Promotor. Dall’inchiesta congiunturale condotta a fine luglio da quest’ultimo Centro Studi vengono poi anche altre indicazioni che accreditano la possibilità di un possibile modesto miglioramento nei prossimi mesi, un’autentica boccata d’ossigeno per le concessionarie del Bel Paese.

L’opinione del Centro Studi Promotor
Secondo il Centro Studi Promotor va sottolineato che questa situazione si sta producendo mentre il quadro dell’economia continua ad essere estremamente negativo e mentre non è stato superato nessuno dei fattori specifici di freno che penalizzano fortemente la domanda di autovetture (caro-carburanti, caro-assicurazioni, difficoltà del credito, eccesso di tassazione). In questa situazione, prosegue il Centro Studi Promotor, perché un rimbalzo della domanda di auto (come probabilmente è quello che si sta delineando) possa trasformarsi in una ripresa significativa occorrono due condizioni. La prima è che vi sia un ritorno alla crescita dell’economia. La seconda è che si superino o si attenuino i fattori specifici di freno della domanda. E’ auspicabile, nel futuro prossimo, un intervento del Governo.

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