Il mercato auto italiano registra il suo semestre in rosso arrivando a livelli decisamente allarmanti per la tenuta del sistema automotive nazionale. Basta pensare che in sei mesi si sono persi 270 milioni di euro e ben 1,6 miliardi di fatturato con gravi ricadute sulla stessa occupazione.
Una crisi lunga 37 mesi che dovrebbe presto attenuarsi, ma che necessita assolutamente dell’interesse del Governo, che più che promuovere incentivi dovrebbe adeguarsi all’Europa per quanto riguarda le flotte (oggi distrutte) e per la tassazione non più sostenibile, al pari delle continue vessazioni ai danni di chi guida un’auto (ma anche una moto!). L’auto infatti rimane per molti l’unica soluzione per raggiungere il posto di lavoro e per muoversi con la famiglia.
Il primo semestre è quindi un bollettino di guerra con i privati sempre più bassi al 63% di quota, il noleggio al 20% e le società al 16,75, tutte in flessione di almeno il 9%…
Circa la scelta dei motori, il benzina scende al 31,6% mentre il GPL balza all’8,9% e del metano ormai al 5% mentre le ibride si avvicinano all’1%. I segmenti più apprezzati in presenza di una crisi economica della nostra portata sono le piccole A e B che pesano per il 60%. Le medie e grandi perdono invece un quarto della loro quota !
Per le carrozzerie continua il successo di crossover e monovolumi piccoli che sono l’unica fonte di soddisfazione per molti costruttori. Neppure l’usato se la ride con un giugno in rosso per il 3,3%.
Venendo alle marche più diffuse, la più “bastonata” da questa crisi e dai provvedimenti governativi uniti agli aggressivi accertamenti fiscali è stata la Porsche Italia che se nel primo semestre 2012 ha venduto 2140 vetture nel 2013 si è fermata a 1374 con un calo del 35,79%. Ad onor del vero Mitsubishi ha fatto anche peggio con -40,75% ma a causa dell’assenza di novità che stanno arrivando in questi mesi, tanto che a giugno ha registrato un + 6,97%.
Il podio resta sempre lo stesso con prima la Fiat che arriva nel 2013 al 21,85% del mercato, seguita da Volkswagen che si mantiene stabile al 8,15% e la Ford che è scesa al 6,79% ma a giugno si è conquistata un bel 18,37% dopo mesi davvero brutti.
Giugno positivo anche per Opel, Renault e Nissan con le premium che si difendono bene con BMW a +4,74 e Mercedes a +1,57% è di vedere ora in estate un segno sempre più vicino al nero ed a settembre un primo punto di crescita, ma bisogna che l’economia si stabilizzi ed il Governo cominci a produrre anziché annunciare e che si ricordi che non esistono solo le loro auto blu che paghiamo noi ma anche tutte le altre auto e moto che paghiamo noi e che danno lavoro e sostentamento ad oltre un milione di persone…!