Non tutto in una notte. La Provincia di Novara, l’Assessorato alle Politiche Giovanili, la Cooperativa Sociale Vedogiovane e l’Azienda Ospedaliero – universitaria “Maggiore della Carità”: queste sono le realtà che hanno dato via ad un nuovo, interessante progetto che prende il nome di Non Tutto In Una Notte. Non è il futuro ad essere dei giovani, ma il presente! Quindi perché non aiutarli a viverlo bene e consapevolmente? È intorno a questo pensiero che ruota il progetto rivolto a tutti i ragazzi.
Non tutto in una notte si rivolge al “popolo della notte” a tutti coloro che amano stare insieme e divertirsi con gli amici e per farlo frequentano locali notturni dove si balla e si beve… E inevitabilmente si trasformano in soggetti a rischio, possibili protagonisti di una delle tante stragi del sabato sera.
Per informare i ragazzi e sensibilizzarli, per far loro conoscere i propri limiti e anche quelli imposti dalle legge nel rispetto dei termini di una guida sicura, non tutto in una notte li aspetterà fuori dai locali e ospiterà all’interno di un ampio gazebo montato per l’occasione tutti coloro che avranno tempo e voglia di fermarsi. Questo grande “chill out” itinerante sarà presente all’esterno di tutti i locali di intrattenimento notturno e nei luoghi più frequentati dai giovani della provincia di Novara. Un angolo di relax, uno spazio accogliente con sdraio e musica soft per riposare un po’ prima di ripartire e rimettersi in auto dopo una nottata passata con gli amici. Un luogo dove scambiare ancora qualche chiacchiera, magari bevendo un caffè, acqua o un succo di frutta. Un momento in cui raccogliere materiale informativo e, se si ha voglia, sottoporsi al test dell’etilometro per capire se sia meglio fermarsi ancora un po’.
Ma il progetto non si ferma qui. All’interno del Camper non tutto in una notte , allestito per l’occasione, una vera e propria troupe televisiva intervisterà i ragazzi che potranno anche recitare in uno spot che verrà successivamente trasmesso da emittenti televisive locali e nazionali.
Queste immagini forniranno una testimonianza preziosissima sulle modalità di divertimento dei giovani della provincia novarese e costituiranno materiale importante per promuovere una cultura della prevenzione. Questo progetto di prevenzione attiva sfrutta una prassi e una metodologia innovative: la costruzione di un ambiente “amico” (il gazebo itinerante) all’interno del quale sentirsi liberi di parlare e di confrontarsi con la certezza di essere anche capiti; la possibilità di esprimersi davanti alle telecamere con la sensazione di essere ascoltati e di fare qualcosa anche per gli altri. Perché è “importante stare dentro la vita” e quindi non fare e non farsi del male. Capire quali sono i rischi e quando è meglio evitarli. La consapevolezza passa attraverso un processo di cambiamento e apprendimento continuo. Fermarsi vuol dire anche imparare divertendosi. E speriamo che iniziative come questa non restino casi isolati, ma entrino a far parte di un progetto nazionale più ampio.