Prova nuova Peugeot 508 SW: opinioni, caratteristiche e prezzi

Dopo la presentazione della 508, berlina tre volumi di tipo fastback, ecco la versione in abito lungo, uno shooting-brake pratico e molto bello e che benificia di tutta la tecnologia che ha rivitalizzato il modello tre volumi.

Finalmente. Dopo una mitragliata di novità tutte legate al panorama SUV e Crossover ecco Peugeot che ci dà appuntamento a Cascais in Portogallo per la seconda puntata relativa alla gamma 508. Dopo la berlina, bella e possibile, ecco la versione in abito lungo che si ispira, nelle sue linee e alla postura su strada, agli stilemi tipici delle shooting-brake.

Per la verità questa volta il compito è anche leggermente più facile perché questa Peugeot 508 Station Wagon si inserisce in un segmento D che in Europa vale 1.400.000 vetture/anno in cui questa architettura recita ancora la parte da protagonista resistendo stoicamente all’assalto dei bodytype che vanno adesso per la maggiore: un veicolo su tre rappresenta ancora una Station Wagon.

Insomma l’umile station wagon ha cambiato da un pezzo i suoi connotati con proprietà che sono diventate una vera e propria dichiarazione di moda, nell’ultimo decennio e che sembra continuare la tendenza anche se la grande concorrenza delle grandi volumi si fa certamente sentire.

Premium tra le Generaliste

Con la famiglia 508 la sfida di mercato di Peugeot è chiara ed esplicita: rappresentare l’offerta premium tra i costruttori generalisti. In effetti questo look così azzeccato deve comunque vedersela con una concorrenza per niente di basso profilo: Ford Mondeo, Opel Insignia, VW Passat ed è evidente che per rispondere degnamente a questi titani della produzione generalista doveva presentarsi suggerendo all’acquirente potenziale tre cose: stile, classe e tecnologia.

Come per la 504 di cinquant’anni fa anche in questo caso le due proposte sono state progettate contemporaneamente proprio per non perdere l’unicità creativa di un progetto che, sia per la versione fastback che quella shooting-brake, fa delle proporzioni dei volumi il suo punto distintivo.

La 508 SW vanta un’altezza di soli 2 centimetri in più rispetto alla berlina (1,42 m contro 1,40 della berlina) e 3 centimetri in più di lunghezza (4,79 contro i 4,75 della berlina). Sono proporzioni compatte e filanti che emergono ancora di più se confrontate con le misure della generazione precedente che era più alta e lunga rispettivamente di 6 e 4 centimetri.

La forma è dinamica, fissata in linee fluide e che scorrono armoniosamente enfatizzate da un tetto basso ed elegante. È un look decisamente premiante arricchito da chicche stilistiche e costruttive, come le porte senza cornici dei finestrini (frameless), proprie di Costruttori premium. Bellissimi poi i fari a LED e quel graffio luminoso sull’anteriore che già avevamo visto nella Peugeot 508 fastback.

Anche l’interno conferma tutto il bello che incontriamo esternamente. Qui ritroviamo troneggiante l’i-Cockpit che sta iniziando a convincermi sempre di più non solo esteticamente, ma anche per il feel diretto che mi garantisce alla guida. Come nella berlina, molto bello l’ampio pannello touchscreen capacitivo da 10 pollici al centro e lo schermo da 12,3 pollici che funge da quadro strumenti digitale. Sempre ad arricchire gli effetti speciali ad effetto wow l’i-Cockpit Amplify che ti consente di scegliere tra due livelli di atmosfera, Boost e Relax: lo schermo di anima di un effetto grafico molto moderno e tutta una serie di parametri (tra il massaggio dei sedili al setup motore ed assetto) si adattano alla richiesta.

La praticità tipica delle station wagon qui è assicurata da una serie di features come il portellone ad apertura elettrica a mani libere che apre ad un bagagliaio dalla forma regolare da 530 litri che all’occorrenza si espande fino ad un carico totale di 1780 litri abbinando il tutto alla comodissima funzione “Magic Flat” che consente di abbattere lo schienale 2/3-1/3 con due semplici comandi ai lati del divano e di ottenere una superficie praticamente piatta.

Come va su strada

Il risultato del lavoro accorto degli ingegneri Peugeot è una variante SW che si comporta su strada nello stesso identico modo della sua sorella a tre volumi. L’hardware è promettente con un raffinato sistema di sospensioni posteriori multilink che rendono il retrotreno solido e trasparente in ogni condizione.

Eccellente la capacità di assorbire ed annullare riverberi nell’abitacolo (anche se attendo di provarla a pieno carico). La line-up dei motori prevede le unità a benzina 1.6 PureTech da 180 e 225 cavalli con cambio automatico EAT8 e quattro versioni diesel BlueHDi: due 1.5 litri da 130 cavalli con cambio manuale a 6 marce ed EAT8 mentre sono due le declinazioni del 2 litri da 160 e 180 cavalli ambedue con EAT8 di serie.

Nel secondo semestre del 2019 arriverà una versione benzina ibrida plug-in con un’autonomia, in modalità elettrica, di 50 chilometri (nel ciclo NEDC). La capacità del bagagliaio rimarrà inalterata grazie al posizionamento delle batterie sotto la poltrona.

Ho provato le due versioni diesel è la sorpresa è l’unità a 130 cavalli che si è comportata egregiamente, mi è quasi più piaciuta su questa 508 SW che sulla Rifter che provai intorno a Montecarlo. Pronto e vivace e per niente imbarazzato dalla dimensione del corpo vettura ha dimostrato, rispetto alla versione 160 cavalli, solo una spinta più timida nei bassi, ma l’allungo piacevole e sostanzioso si è dimostrato all’altezza.

Molto buono il cambio EAT8 pronto e reattivo alle richieste quando in modalità manuale. Da evidenziare che, comunque, nell’impostazione manuale, il sistema non ti affida mai il controllo totale e se punti a decidere di cambiare al limitatore, lui lo fa un pelino prima.

Al volante la versione migliorata dell’i-Cockpit (una sorta di step 2) ti consente un miglioramento generale della visibilità del quadro strumenti e l’effetto di poterlo guardare oltre il volante, piuttosto che nel mezzo di esso, inizia ad essere realmente accattivante.

Lo sterzo piccolo e appiattito sia nella parte alta che bassa è piacevolmente sostanzioso e preciso in ogni condizione, l’interazione con l’auto e con quello che scorre sotto le ruote anteriori è sempre al centro della tua esperienza di guida. In velocità credo veramente che dia il meglio di sé, meno sensibile ai piccoli angoli resta preciso e comunicativo, ma si arricchisce di quella consistenza che ti trasmette anche un piacevole senso di sicurezza e controllo.

Come optional è possibile richiedere l’assetto adattivo (disponibile sui due litri Diesel e di serie sui benzina e sull’allestimento GT, fatta esclusione per il BlueHDI 130) che promette un ulteriore iniezione di precisione e confort considerando anche il controllo dell’altezza da terra che si può mantenere costante a prescindere dal carico complessivo.

Il pacchetto dei sistemi ADAS è completissimo: frenata automatica di emergenza, avviso superamento linea di carreggiata, avviso disattenzione del conducente, lettura automatica dei cartelli stradali, angolo cieco, commutazione automatica degli abbaglianti, cruise control adattivo, aiuto al mantenimento del veicolo in carreggiata, Park Assist con assistenza perimetrale e Flankguard che gestisce in totale autonomia parcheggi e uscite dai parcheggi. Tutte tecnologie che stiamo imparando a conoscere, ma una su tutte si è dimostrata, nella guida notturna, una funzione straordinariamente utile: il Night Vision.

Durante il rientro in albergo, nel primo giorno di test, intorno alle 20 lungo una direttrice poco illuminata non ho letteralmente visto un ciclista che procedeva nel mio stesso senso di marcia. Senza luci di posizione e con un giubbotto catarifrangente evidentemente acquistato da qualche cineseria è stato il Night Vision a circondarlo con una cornice gialla ben prima degli stessi fari.

Una prova concreta su strada che mi ha fatto apprezzare l’enorme portata di questa tecnologia. In più un plauso per la scelta di posizionare il sistema nel cruscotto centrale proprio in linea con lo sguardo del guidatore. A differenza di altre scelte di Costruttori premium che ne hanno deliberato la presenza nel pannello centrale.

Disponibilità e prezzi

La 508 SW è già ordinabile, ma sarà disponibile sul mercato a partire da giugno 2019. Saranno 5 le versioni disponibili (Active, Business, Allure, GT Line, GT) con una First Edition completa di tutto, ma proprio di tutto a 51.000 Euro nella sola versione BlueHDi da 180 cavalli con EAT8. Questa versione si differenzierà nelle finiture in legno Zebrano e rivestimenti in Pelle Sellier Nera con impunture a contrasto.

Il resto della gamma parte dai 31.530 Euro della versione BlueHDi 130 S&S Active ai 46.180 Euro della versione BlueHDi S&S 180 EAT8. A questi prezzi bisognerà aggiungere gli optional pescabili da una lista neanche tanto lunga considerando equipaggiamenti che arrivano a quasi tutto ciò che si potrebbe pensare, incluso un ottimo impianto auto surround firmato dall’azienda specializzata francese FOCAL. In più troviamo navigazione completa su touchscreen centrale, visione 360 grazie ad un sistema di telecamere, piastra di ricarica wireless per smartphone e due prese USB, cinque programmi di massaggio nei sedili e tetto panoramico.

Conclusioni

Questa seconda generazione della Peugeot 508 SW rappresenta l’esempio più evidente di come lo sfidante obiettivo di Peugeot, quello di diventare il riferimento premium tra i Costruttori generalisti, sia arrivato al suo traguardo. È un modello bello, intelligente e meglio equipaggiato di molti concorrenti più blasonati.

Vorresti veramente una BMW Serie 3 Touring o una Audi Avant A4 che, a parità di prezzo, non riescono a garantirti tutti gli atout tecnologici di questa Peugeot 508 SW? O forse punteresti a delle ottime, ma più ordinarie Opel Insignia Sport Tourer o Ford Mondeo SW? Se provi una 508 SW scoprirai che rispondere a queste domande è una cosa piuttosto semplice.

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